La casa che vorrei

Date febbraio 23, 2012 Author giannidavico Comment 2 Comments

Avevo un’idea vaga di che cosa fosse il cohousing, ma l’ho inteso meglio grazie ad una segnalazione sulla newsletter curata dal nostro direttore Daniel Tarozzi.

L’articolo segnalato è qui. L’idea del recupero di una casa che giaceva in stato di abbandono per l’utilizzo da parte di più famiglie mi piace molto. E a ben vedere la mia idea relativamente alle montagne non è molto diversa: penso che ripopolare una zona semiabbandonata non è solo possibile, ma anche pregno di significato, conveniente da un punto di vista economico e fonte di soddisfazioni future. (Occorre superare molte barriere psicologiche che sono dentro di noi, e questo è certamente l’aspetto più difficile.)

Ma insomma a Ferrara otto famiglie “normalissime, […] che fanno lavori normalissimi” si sono consorziate per andare verso questo progetto ammirevole.

L’associazione Solidaria crede che il futuro abitare sarà in immobili costruiti o ristrutturati secondo i canoni del risparmio energetico e della bioedilizia, economici da gestire e sani.

Forse c’è un pizzico di sogno in questa visione – ma senza sogni come potremmo migliorare le nostre vite? Come esisterebbe il progresso? E comunque nel mio piccolo questo è esattamente quel che vedo accadere nel mio angolo di montagna. (Non voglio andare a vivere in montagna perché la mia cittadina mi pesa, voglio andare in montagna perché là sono felice.)

Insomma, da questo punto di vista, si ritorna indietro. Bene, le crisi servono soprattutto a fare pulizia, a ripensare le nostre vite dalle fondamenta. Ben venga questo progetto.

Qui c’è la descrizione ampia del progetto. Ma vedo già accadere fenomeni simili: magari meno strutturati, magari più in sordina ma questa è una tendenza significativa, che non si può non pensare prendere sempre più piede negli anni. Perché gli alloggi da 65 metri quadri in condominio con le stanze da 12 metri quadri sono una sofferenza cui non siamo costretti a sottostare per sempre e comunque. Non sono credente, ma qui cadono a proposito le parole di Attilio Bertolucci (Riconciliazione):

Iddio non ci vuole dannare.
Vuole da noi una spontanea
e totale e dolce riconciliazione.

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2 Comments → “La casa che vorrei”

  1. gabriella torri 5 years ago  

    Leggo molto e scolto molto e ho capito che la popolazione sa e vuole trovare soluzioni per una vita e un mondo migliore, ma chi governa dove vive e , perché è fuori dalle logiche realizzabili e reali????????????????????????

  2. Gianni Davico 5 years ago  

    Cara Gabriella, la vita è troppo corta per aspettare risposte da chi governa ecc. Non che non si debba tentate, per carità, ma la sostanza è che ciascuno di noi, se vuole veramente cambiare, deve essere lui stesso / lei stessa il cambiamento.

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