A mo’ di congedo

Date maggio 15, 2013 Author giannidavico Comment 5 Comments

“La mia parte pubblica l’ho fatta – ciò che potevo. Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti”
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 16 agosto 1950

Poco più di due anni fa ebbi un primo contatto con il nostro direttore. Ci scambiammo alcune mail, poi ebbi la fortuna di incontrarlo e vedere che gran persona che è – generosa, forte, intelligente. Lui – bontà sua – mi intervistò, e poi nacque l’idea di questo blog, cui ho dedicato tante energie in questi due anni. È stato un diario legato soprattutto al mio libro: ovvero, io l’ho visto come una sorta di estensione de La vita 2.0, in cui raccontare le mie emozioni ed esperienze, condividere “trucchi” di lavoro, insomma cercare di dare del valore ai miei venticinque lettori.

Quest’anno ho avvertito dentro di me la sensazione che gli obiettivi che ci eravamo prefissi con questo blog siano stati raggiunti. Il tempo passa, il libro si è “allontanato” da me, per così dire (nel senso che ha una vita propria, come accade ai figli che crescono) e io voglio evitare di ripetere qui concetti già detti.

È tempo dunque di passare oltre. Con questo post prendo congedo dai miei venticinque lettori. È stata un’esperienza esaltante, che sono felice di aver vissuto. Ora verranno altri progetti, altre sfide. Forse tornerò qui, o forse no. Ma in ogni caso è stato splendido. Quindi grazie a Daniel che mi ha dato fiducia; e grazie a te, caro lettore, perché – è Nelo Risi che parla –

non basta scrivere perché lo scritto viva
è essenziale pensare di essere letti
dato che il vero nemico è il silenzio
e lo scrivere è un atto politico; conta
appunto il lettore, io lo affronto
io lo provoco, se non c’è lo invento.
Vorrei solo che dall’urto
nascesse una più energica morale.
In vita
le fatiche sono altro che dodici
e la vita che tu vivi è una sola,
chi vede il mondo come un ospedale
non potrà che viverlo da ammalato
(l’ha detto Goethe) e il suo malanno
allora l’avrà voluto.

 

 

  ·   Categories:  Vita 2.0

5 Comments → “A mo’ di congedo”

  1. Daniel 4 years ago  

    Caro Gianni è stato un onore ospitarti sulle nostre pagine e sono certo che troveremo nuove forme di collaborazione in futuro. Grazie grazie grazie. Sono stato sempre tra i tuoi lettori e ci mancherai. Un abbraccio forte. Daniel Tarozzi

  2. […] By Gianni Davico […]

  3. Gianni Davico 4 years ago  

    Che belle parole, grazie Daniel!

  4. Gabriella 4 years ago  

    Grazie a te, Gianni, per gli spunti sempre interessanti e fecondi

  5. intervistedalmondo 3 years ago  

    interessanti i tuoi spunti
    grazie 🙂
    antonia

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