Dic 23

Il Cigno nero
Questo non è un libro, è una sfida intellettuale.

Partiamo dalle definizioni. Un Cigno nero è un fenomeno che presenta tre caratteristiche: in primo luogo, è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative, poiché niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità. In secondo luogo, ha un impatto enorme. In terzo luogo, nonostante il suo carattere di evento isolato, la natura umana ci spinge a elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo spiegabile e prevedibile (p. 11).

Secondo Taleb, noi agiamo come se fossimo in grado di prevedere gli eventi; ma tutto il volume è una prova continua di come l’improbabile e l’imprevedibile governano le nostre vite.

Anche Montale, ne La storia, aveva già espresso in maniera limpidissima concetti simili:

La storia non è magistra
di niente che ci riguardi.
Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.

A seguire un paio di passi del libro di Taleb che mi hanno attratto in maniera particolare.

Più informazioni si danno, più le persone che le ricevono formulano ipotesi lungo il percorso e peggiori risultati ottengono. Vedono più rumore casuale e lo scambiano per informazione (p. 160).

Come si applica questo alla gestione delle traduzioni? A mio modo di vedere, è più efficace – nel caotico mondo del lavoro di oggi – non attendere di avere tutti i dati di un progetto, ma cominciare appena possibile e poi correggere in corsa. Tanto gli errori sono inevitabili, e si farebbero in ogni caso; e comunque sono una manna, perché permettono di migliorare.

Pasteur, che affermò che il caso favorisce coloro che sono preparati, capiva che non bisogna cercare quotidianamente qualcosa di particolare, ma è necessario lavorare sodo perché la contingenza entri nel vostro lavoro (p. 220).

Nella letteratura golfistica, l’equivalente di Pasteur è Gary Player, che afferma: “The harder I practice, the luckier I get”. Nel campo delle traduzioni, credo che si possa dire che più lasciamo che spunti estranei, esterni, lontani e diversissimi vengano a noi, più il nostro lavoro sarà di successo.

Ancora Montale:

La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono più liberi di lui.

Forse sarà il caso di pensare a come fare per diventare – almeno un po’ – dei Cigni neri?


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