Apr 24

Negli ultimi mesi mi sono imbattuto – in parte per caso, ma come sappiamo da Nassim Taleb è il caso a guidare le nostre vite – in tre libri molto differenti tra di loro, dei quali però mi colpisce l’idea centrale, simile in tutti e tre.

I libri sono:

Timothy Ferriss, The 4-Hour Workweek: Escape 9-5, Live Anywhere, and Join the New Rich. Questo è il sito di Ferriss e qui c’è l’edizione italiana che, sottotitolo a parte, è ben tradotta.

Robert T. Kiyosaki, Rich Dad Poor Dad: What the Rich Teach Their Kids About Money – That the Poor and the Middle Class Do Not! L’edizione italiana esiste, ma la traduzione è molto imprecisa.

Robert Shemin, How Come THAT Idiot’s Rich and I’m Not? C’è anche l’edizione italiana, che però non conosco.

(Un’avvertenza: come per tutti i libri che provengono di là dall’Oceano, occorre fare la tara ai concetti espressi: non tutto ciò che illustrano queste opere è condivisibile o applicabile.)

Quel che trovo molto significativo è il fatto che, quando si parla delle cose che contano davvero – le nostre vite, i progetti, il futuro e soprattutto il presente – questi tre autori, molto differenti tra di loro, arrivano alle stesse conclusioni partendo da punti di vista molto diversi e parlando di argomenti differenti.

Il discorso sarebbe molto vasto; ecco comunque alcuni esempi a seguire.

Un vantaggio competitivo è dato dal non attendere di avere tutti i dati e tutte le informazioni per dare avvio ad un progetto, ma cominciare subito e poi correggere in corsa (concetto che è espresso anche da Taleb). Questo perché gli errori – che compiremmo comunque – ci permettono di apprendere la strada giusta e aggiustare in seguito.

Un corollario: non bisogna avere paura del cambiamento, ma occorre abbracciarlo (benedirlo, vorrei dire – vedi alla voce Tom Peters).

La ricchezza è definibile molto più come tempo a disposizione per fare le cose che adoriamo e per stare con le persone che amiamo piuttosto che come quantità di denaro che possediamo.


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