Giu 15

Da noi GTT è l’acronimo per il Gruppo Torinese Trasporti; ora, nel mondo dei traduttori, lo sarà per Google Translation Toolkit.

L’ho provato, e non posso che dirne bene. È chiaro che è uno strumento perfezionabile, che sarà perfezionato col tempo (ma a breve) e con la conoscenza collettiva (ancora crowdsourcing).

Quando se ne è parlato su Langit, nei giorni scorsi, diversi traduttori non hanno esitato a sostenere che non intaccherà il loro lavoro, e che non sono preoccupati data la qualità che può offrire.

A mio modo di vedere il discorso non è se essere preoccupati o meno: il punto è che questo è un ottimo strumento per le lingue, che mutando ci accompagnerà nel tempo, cambierà le nostre abitudini e ci faciliterà la vita. E che, in ogni caso, is here to stay.

Renato Beninatto, commentando un denso post di Luigi Muzii, lo dice bene:

Ci vorrà tempo per che succedano grandi cambiamenti e ci sarà ancora posto per tutti i traduttori nel mercato. Loro sono al centro di tutto e è la loro produttività che guadagnerà con tutti questi cambiamenti.


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