Ott 24


Un anno fa l’amica e collega Ivana Karanikić mi propose di tradurre il mio libro in croato. È stata per me una piacevole sorpresa, e ho acconsentito di buon grado: se le informazioni circolano è meglio, comunque, per tutti.

Ora quel progetto è concluso, e il libro è diventato realtà. Riceverne delle copie per posta è stata un’emozione (sebbene in questo caso io non abbia fatto proprio nulla).

Ho chiesto allora ad Ivana qualche parola di commento. Dice Ivana:

Nel momento in cui in Croazia i traduttori si educano soprattutto da soli, a parte alcuni seminari in cui si possono ascoltare alcune esperienze pratiche, io considero un libro come Prevoditeljska industrija u Italiji (L’industria della traduzione), scritto da un esperto di settore, un punto di partenza per tutti coloro che si occupano di traduzioni – o vorrebbero farlo. Non avendo scuole di formazione per traduttori e interpreti, spero che in futuro avremo almeno libri su questi temi, dai quali poter apprendere concetti importanti per il nostro mestiere.

Prima di decidere di tradurre questo libro in croato, l’ho letto in italiano e ho subito capito che è una vera e propria bibbia del traduttore. Guardando le agenzie croate, non potevo non pensare che sono meno informate dei traduttori che impiegano, mentre dovrebbero saperne molto più di loro. La triste realtà è che la qualità latita, mentre il costo è l’unico fattore richiesto.

Oggi ognuno pensa di poter essere traduttore – usa un po’ di Google traduttore, qualche dizionario e ci siamo. Se è così facile imparare un mestiere (e la traduzione veramente lo è), perche nessuno decide di diventare un chirurgo usando le risorse disponibili in rete? Perché c’è una grande responsabilità. E purtroppo nel mestiere di traduttore si è persa.

Tradurre e revisionare L’industria della traduzione non è stato solo un onore, ma ci ha anche dato la possibilità di imparare molte cose che nemmeno in facoltà (Petra Longin, che ha fatto la traduzione, è laureata alla SSLMIT di Trieste) vengono insegnate. Anche Petra concorderà sul fatto che non è stato difficile tradurlo, perché è scritto con un linguaggio semplice e comprensibile.

L’industria della traduzione offre risposte ai maggiori dubbi, tra i quali anche la differenza tra insegnante di lingua straniera e traduttore che, mi auguro, sarà riconosciuta e finalmente accettata. Spero che il libro sarà interessante non solo per i traduttori ma anche per i clienti, per capire i modi di produzione di una traduzione di qualità, le fatiche e i problemi cui i traduttori si trovano di fronte.


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