Dic 19


… o forse tre. (La mia vita 2.0 era iniziata due anni prima, nel 2008, e prima con meraviglia e poi con sempre maggior decisione ho sperimentato su di me i cambiamenti.)

Esattamente un anno fa facevo qui la cronaca dell’edizione del mio ultimo libro. Oggi voglio tentare un bilancio (provvisorio), vedere come quel libro ha influito su di me e – sperabilmente – su altri.

L’idea di fondo è che tu sei l’artefice del tuo destino, e che solo tu puoi decidere che cosa è giusto oppure no per te. (Non sempre ci riusciamo, ovvio.)

Soprattutto, per cambiare – cambiare davvero – ti deve essere chiaro che vuoi cambiare. Sembra una tautologia ma non lo è: non esiste un cambiamento generico, ma solo un cambiamento preciso che nasce da una precisa volontà interna.

Ecco, questo mio entusiasmo a volte ingenuo è allo stesso tempo contagioso, qua e là. Alla fine, si semina “solo” per i felici pochi di morantiana memoria. Mi piacerebbe, ma non posso contare sul fatto che il cambiamento sia generale, dobbiamo sempre basarci sul fatto che la maggior parte delle persone si limiterà a dire qualcosa come “bello”, con un sospiro aggiungendo “beato te che te lo puoi permettere…”, e poi ritornerà alle azioni abituali, sperando che portino a risultati diversi.

(Tu non sarai tra quelli, voglio ben sperare.)

È un progetto imperfetto e migliorabile, con i suoi grossi limiti (per fortuna). Ma si va avanti, un po’ di tempo c’è ancora. E, per dirla con Chris Guillebeau,

I would do it again tomorrow. Next time I want to do a 7-continent book tour.


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