Gen 02

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

(Giuseppe Ungaretti, I fiumi)

Un tempo guardavo con religioso scrupolo il passaggio d’anno. Ricordo che inorridii, avrò avuto dieci anni o che, quando una mia cugina mi disse che sarebbe andata a dormire normalmente la sera del 31 dicembre, prima di mezzanotte. Dentro la mia testa quest’idea non trovava posto.

Ora non sento necessità di fare bilanci e programmi in questo periodo (ovvero, la sento in maniera continuativa e non legata al cambio d’anno); ma parlerò comunque di questo blog.

Questo è il post numero 150 – casuale coincidenza. Cinquantadue tra questi sono stati pubblicati nel 2011, uno per ciascun lunedì dell’anno. Era un obiettivo che mi ero dato, l’ho raggiunto. Lo stesso per GoPiedmont al mercoledì e per Campo pratica al venerdì.

Dei contenuti non so giudicare, ma questo mio diario pubblico è diventato una sorta di amico per me. Non solo un luogo di confronto e discussione, ma anche un oggetto che – in quanto pubblico – non mi appartiene più. Ovvero penso che gli articoli che si trovano qui non sono miei, ma sono di tutti, perché a tante persone, a tanti blog, a tanti libri eccetera devo gli spunti che hanno composto col tempo questo luogo. Insomma considero questo work in progress un “bene pubblico”.

I temi: guardando indietro, mi rendo conto dei cambiamenti intervenuti in me. Quest’anno continuerò a parlare di traduzioni e di filosofia spicciola, gli argomenti nei quali mi sento preparato. E poi capiteranno dei fatti meravigliosi che ora ignoro, ci saranno dei problemi ma sarà un bel viaggio come fantastico è stato l’anno testé chiuso.

Ai miei venticinque lettori, i “felici pochi”, un grazie sincero per aver trovato il tempo di leggere queste note: la lettura, i commenti, le mail e le telefonate che seguono i post sono molto preziosi, mi arricchiscono e mi fanno più consapevole.


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