Giu 03

rifugio
La colazione davanti a casa, il sole che pian piano arriva, i monti che ti guardano maestosi là di fronte.

Il fruscio dell’acqua che scorre nel rigagnolo poco a valle, la sera prima di dormire quando tutto è silenzio.

Il canto degli uccelli all’imbrunire, uccelli di cui vorresti sapere il nome ma non sai.

Le passeggiate, lunghe oppure brevi a seconda dell’uzzolo.

La fontana che gorgoglia in fondo al cortile.

Le lenzuola un poco ruvide che accolgono il tuo sonno. Dormire senza pensieri e senza rumori.

Scendere in paese, ogni tanto, e sentirsi a casa. Comprare in un vero negozio.

Tagliare l’erba, spaccare la legna, accatastare la legna.

Accendere la stufa verso sera, e sentire il caldo buono che avvolge la cucina.

Lo stormire del vento tra le fronde.

I caprioli che saltano con un’agilità che ti sorprende ogni volta.

Giocare con le tue figlie, lasciarsi trasportare dal loro entusiasmo.

Il sonnellino del dopopranzo.

Le conversazioni col tuo padrone di casa, custode di questa terra nonostante ogni evidenza.

Le sensazioni, pensieri pochi.

Sentirsi a casa. Essere a casa.


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