Mag 05

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Non ho mai scritto una recensione vera e propria di questo libro.

Di fatto, però, se ripenso alle trasformazioni avvenute dentro di me negli ultimi anni, riconosco che ne è stata la benzina principale. (Tutto partì, credo, da qui, ma poi Ferriss mi diede gli strumenti per elaborare il mio pensiero.)

Ne ho comprate, nel tempo, diverse copie, in lingue e formati diversi. L’ho letto, riletto e ancora oggi lo consulto ogni tanto: mi serve a ricordare qual è la direzione.

Trovo abbastanza ironico che non si trovi nemmeno più a volerlo comprare, o che comunque sia un atto molto difficoltoso. È un mondo che brucia in fretta i suoi miti, si sa; comunque mi appare una cosa poco logica, date le informazioni che contiene.

Ne regalai una copia a Simone Perotti il giorno che lo conobbi. Fu un atto casuale, ma per come conosco il pensiero di entrambi mi sembrano decisamente allineati; anche se Ferriss è più “americano”, pratico e diretto al punto, mentre Perotti è più “filosofico”, europeo e di grande respiro.

A seguire qualche citazione che ho apprezzato in maniera particolare.

Per tutte le cose più importanti, il tempo manca sempre. […] Le stelle non si allineeranno mai e i semafori della vita non saranno mai tutti verdi nello stesso istante. L’universo non cospira contro di voi, ma non si ferma nemmeno per aiutarvi a rimettere le cose in ordine. Le condizioni non sono mai perfette. (p. 43)

La maggior parte degli input sono inutili e il tempo viene sprecato in proporzione alla quantità disponibile. (p. 92)

Smettetela di chiedere pareri e cominciate a proporre soluzioni. (p. 97)

[un suo ex capo] “Tim, non voglio tutta la storia. Dimmi soltanto che cosa dobbiamo fare”. (p. 115)

Il nostro obiettivo non è creare un’impresa che sia il più grande possibile, ma piuttosto, un’impresa che ci disturbi il meno possibile. (p. 215)

È un libro che parla al lato destro del cervello, e lo fa in maniera precisa, con indicazioni logiche e condivisibili. Chiaramente ciascuno ne potrà adattare i principi al suo proprio caso, ma io sono il testimone che – per me almeno – il sistema funziona.


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