Set 26

ieri
C’è una poesia che mi gira in testa per descrivere la giornata di ieri, un giorno in cui io sono stato semplice spettatore. Purtroppo non ne ricordo l’autore né riesco a ricordarmi quelle tre-quattro parole chiave che sarebbero sufficienti per ritrovarla, ma comunque la sensazione del tempo lunghissimo che è passato e che passa che quel testo irradia mi è ben presente dentro.

Cinquant’anni ieri, ovvero domenica 25 settembre 1966, papà e mamma si sposavano. Cinquant’anni, ieri, una vita – anzi due.

Ho sfogliato l’album, l’ho confrontato nella mente con le immagini di oggi. Ho pensato alla circolarità del tempo, alle cose che cambiano e ritornano e rimangono le medesime. Ho pensato a queste due persone miti, indifese ma comunque oneste – l’onestà è sopra tutto il valore per cui le ringrazierò sempre di avermi passato, qualunque cosa succeda.

Ho pensato alle loro vite tribolate, alle fatiche. Ora mi sovviene qualche verso di Attilio Bertolucci:
oggi

Finita l’opera sei tornato a casa
ti ringraziamo
riposa in pace.

Ma forse Nelo Risi direbbe ancora meglio:

Ci stai accanto senz’ombra e col sorriso
di chi ha creato un lento paradiso.
Il dare l’avere il debito l’esempio
un vano confinarti;
saperti viva oggi ci compensa
del vuoto che saremo.
Siediti un momento
chiudi gli occhi all’indietro all’avanti
riposati dentro
o se proprio ci tieni
dividi coi figli
anche quest’ansia, l’ultima
di saperti viva.

Rinunceremo alla memoria per prolungarti
in vita e non in morte, cara.

Insomma mi dà forza il fatto che siate qui, oggi. E dato che non so dirlo bene in parole lo scrivo, questo minimo grazie.


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