ott 09

Parlavamo del mio libro con Silvina Dell’Isola; e io dicevo:

Il libro fa parte di me ma io voglio andare oltre, mangiarmi una collina come dice Pavese.

Al che lei risponde:

Questa battuta-citazione è roba degna da postare su Brainfood, Gianni! :-)

Cosa che a me non sembrava. Però, ripensandoci, forse il concetto merita di essere ampliato: quel libro per me è del tutto passato, fa parte della mia storia personale e un poco dell’industria italiana della traduzione, è ancora attuale per chi si prende la briga di leggerlo ma non più per me.

Il punto è, come diceva l’Abbé Pierre, che sono stanco di quello che ho fatto e sono riposato di quello che ancora devo fare. E quel che devo fare è scrivere altri tre libri: filosofia spicciola (2011) – golf (2013) – piemontese (2015).

Assolutamente lineare, assolutamente semplice, assolutamente come già fatto.

Taggato:
feb 19

Il 17 luglio 1949 Cesare Pavese scriveva agli amici Adolfo ed Eugenia Ruata, riferendosi alla nascitura Luna:

“Io sono come pazzo perché ho avuta una grande intuizione – quasi una mirabile visione (naturalmente di stalle, sudore, contadinotti, verderame, letame ecc.) su cui dovrei costruire una modesta Divina Commedia”.

Mooolto più umilmente, io ho un libro che mi sta crescendo tra le mani ed è decisamente più ampio rispetto al progetto iniziale. Rotti gli indugi, è una sorta di vademecum per il professionista (non solo traduttore).

Il Gianni-pensiero, insomma, dal titolo provvisorio e dall’indice abbozzato, ma che cresce a vista d’occhio.

Taggato:
preload preload preload