Feb 24


Roberto Cadonati, che è un illustre docente di psicologia e autore di numerosi libri in tema di psicologia sportiva e non (ma per me rimane soprattutto un amico), mi ha fatto questa osservazione durante una sessione in campo pratica nei giorni scorsi.

Coincidentalmente, la stessa cosa mi è stata fatta notare dopo tre buche da un caddie che non mi aveva mai visto prima. Relax! Quel mio atteggiamento teso e competitivo si nota parecchio, quindi. Evidentemente Roberto ha ragione.

Questo lungo preambolo per introdurre la mia seconda clinic ad Agadir, tenuta dal maestro e amico Andrea De Giorgio, che è stata un’esperienza funestata dalla pioggia (cinque giorni su sette) ma non per questo meno appassionante.

Non che gli scrosci continui abbiano fermato il mio desiderio di praticare a oltranza; anzi alcuni compagni si chiedevano come facessi a passare tante ore sotto la pioggia in campo pratica. (La risposta è una sola e molto semplice: la passione. Anche se confesso che l’ultimo giorno, col prossimo pullman ben di là da venire e nient’altro che pioggia intorno a me, è stata dura.) E pur tuttavia, appunto, non siamo sempre alle Olimpiadi: questa settimana è stata dunque l’occasione per stare in compagnia di persone piacevoli e divertenti.

Ammetto che io sarei piuttosto monotematico, e i miei discorsi in un contesto del genere verterebbero quasi esclusivamente sul golf. (Una frase mi risuona in testa, pronunciata con pieno accento scozzese: “He finishes with birdie – birdie to go 6 under par”. La tengo come una sorta di grido di battaglia per le prossime avventure sul campo.) Ma la compagnia di persone allegre e gradevoli mi ha confermato che, per questa volta almeno, le cose sono andate bene lo stesso anche senza aver pensato di essere alle Olimpiadi.

Grazie Roberto, grazie Andrea, grazie Alessandro.


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