Nov 06

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Puntuale come le tasse, terminata la stagione a inizio novembre arrivano le considerazioni sul mio anno golfistico appena trascorso. (Qui il 2014, che contiene anche i rimandi agli anni precedenti.)

L’handicap è rimasto sostanzialmente stabile (3,6 a inizio anno, 3,9 il dato attuale), ma con una stagione a due facce: ottima fino a giugno, con una discesa costante fino a 3, e deludente per il resto, con troppe virgole e motivazione altalenante.

A seguire gli obiettivi che mi ero dato per quest’anno, e considerazioni relative:

– handicap 2 virgola stabile
NO: ho avuto la possibilità di arrivare a 2,9, ed è tutto. Vale per il 2016.

– riprendere l’ordine di merito
NO: e nemanco mi ci sono avvicinato. Lo riproponiamo nell’anno che verrà.

– predominanza di giri col 7 davanti
SI: 26 volte su 44 ne ho tirati 79 o meno.

– media putt sotto i 30.
NO: 31,2. Uff.

Da questi pochi dati si deduce che l’anno non è stato un granché quanto a risultati. Soprattutto ho faticato con le motivazioni (ieri pomeriggio ho scelto di camminare per i boschi rispetto a tre ore di campo pratica, per dire), il che è in parte conseguenza del cambio di circolo e in gran parte frutto della consapevolezza che l’obiettivo di arrivare allo 0 di handicap entro i miei 55 anni è splendido in sé ma al momento mi attrae meno di un tempo.
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Ecco il dettaglio dei 44 giri completi registrati (tra parentesi i dati per il 2014 e, a seguire, per gli anni precedenti):
– colpi: 79,8 (80,4 – 81,2 – 81,9 – 82,2 – 82,8 – 87)
[per la prima volta la media complessiva sta sotto gli 80, il che è comunque un ottimo segno]

– fairway: 67% (63% – 64% – 61% – 54% – 53% – 48%)
[in parte ciò è frutto del lavoro sul drive, dove lo slice ora è molto più occasionale rispetto agli anni passati, e in parte deriva dal fatto che i fairway della Margherita sono decisamente ampi]

– green: 41% (39% – 40% – 40% – 37% – 38% – 32%)
[un po’ meglio rispetto agli anni precedenti, ma ancora troppa poca precisione]

– up and down: 41%
[di cui 19% dal bunker – un disastro, sebbene sia un colpo che mi fa sentire sicuro – e 74% col putt – buono, migliorabile]

– putt: 31,20 (30,95 – 30,88 – 31,84 – 31,1 – 30,9 – 32)
[sul putt devo lavorare tanto, perché mi accorgo di aver in parte smarrito la capacità che avevo acquisito di leggere le linee]

– di cui 3-putt: 1,0 (1,1 – 0,9 – 1,5 – 1,3 – 1,1 – 1,9)
[0,98 il dato preciso: meno di un 3-putt a giro è accettabile]

In generale, per quanto riguarda le statistiche vale ciò di cui mi sono convinto da tempo, che quelle classiche non sono adatte per registrare ciò che accade: danno un’idea e poco più, ma possono pure essere molto fuorvianti. Ho iniziato a utilizzare anche il foglio Excel di Andrea Zanardelli, modificandolo in base alle mie esigenze (delle modifiche dirò più avanti, perché le sto ancora sperimentando), che dà delle indicazioni pratiche su che cosa occorre lavorare.

Gli obiettivi 2016 rimangono i medesimi di quest’anno, fatta salva la predominanza di giri sotto gli 80 colpi che ormai prendo come un dato.

Complessivamente:

– la tecnica è diventata più piena, rotonda e completa, il che significa che mi sto avvicinando alla maturità golfistica. Il che ha sia una valenza positiva (insita nella sicurezza di gioco) che negativa (dopo la maturità inizia il declino);

– le motivazioni sono altalenanti, il mio progetto delle 10mila ore mi piace ma tenere alta la guardia non è semplice: troppe volte mi pare di essere Don Chisciotte, il che per carattere mi si addice ma può diventare pesante da sostenere nel lungo periodo.


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