Dic 02

Sono stanchissimo.

Oggi ho provato sensazioni sopite da anni (non dico da qui, ma forse da qui o da qui, qualcosa del genere). Ho fatto lezione con Stefano Soffietti. Lezione programmata da un paio di settimane ma desiderata da tempo (sono stato abbastanza confuso, dal punto di vista dello swing, negli ultimi tempi). E per la lezione mi sono preparato per bene, e oggi mi sentivo bene.

Iniziamo, e i miei macrodifetti sono lì, evidentissimi: un maestro li sgama subito (mentre un dilettante può pensarci sei mesi e non arrivare a conclusioni valide). E poi il FlightScope a misurare le mie prestazioni, io che nei primi colpi arrivavo un chilometro dall’esterno (ma questo lo sapevo già, da tempo immemore voglio imparare a fare draw riuscendoci solo a volte per caso) e poi, quasi per magia, con un aggiustamento nel set up i numeri che cambiano immediatamente, la palla che vola più lunga, lo slice quasi un ricordo del passato.

Non è così semplice naturalmente, c’è tanto lavoro da fare; ma son soddisfazioni. Perché il golf è per me innanzitutto lavoro e sudore e impegno e risultati che arrivano col tempo. Questo è, è questo il succo del discorso per me. È la rosa del Piccolo principe:

È il tempo che hai dedicato alla tua rosa che ha reso la tua rosa così importante.

Avere una rosa è importante, cosa importa se non importa a nessuno? Importa a me, a me importa superare i miei limiti, capire, andare oltre. Dove arriverò non è importante adesso, adesso è importante sapere che certi difetti si possono sistemare, non diventerò mai un professionista ma questo non è importante, lo swing si può sistemare. Costa tempo e denaro e impegno ma si può fare, si può fare.


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