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	<title>Campo Pratica</title>
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	<description>Articoli, recensioni, note, notizie e curiosità sul golf - praticato, giocato e parlato</description>
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		<title>Maria Pia Gennaro, golf e parole</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giannidavico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Pia Gennaro, decana tra i giornalisti italiani di golf, non ha bisogno di presentazioni. Io ho la fortuna di averla come direttrice della rivista sulla quale scrivo recensioni di libri di golf, “Golf Today”, e ho approfittato di questa conoscenza per farle qualche domanda. Partiamo dall’oggi. Com’è nata l’avventura di “Golf Today”? Dopo 11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left" style="margin-left:-10px;padding-right:10px;margin-right:10px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://giannidavico.it/campopratica/2012/02/03/maria-pia-gennaro-golf-e-parole/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="clear:left; float: left; margin-right: 10px; margin-top:10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/02/Maria-Pia-Gennaro.jpg"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/02/Maria-Pia-Gennaro-300x300.jpg" alt="" title="Maria Pia Gennaro" width="300" height="300" class="alignright size-medium wp-image-963" /></a><br />
Maria Pia Gennaro, decana tra i giornalisti italiani di golf, non ha bisogno di presentazioni. Io ho la fortuna di averla come direttrice della rivista sulla quale scrivo recensioni di libri di golf, <a href="http://golftoday.it/" title="Golf Today" target="_blank">“Golf Today”</a>, e ho approfittato di questa conoscenza per farle qualche domanda.</p>
<p><strong>Partiamo dall’oggi. Com’è nata l’avventura di “Golf Today”?</strong><br />
Dopo 11 anni a “Golf &#038; Turismo” avevo voglia di cambiare; sin da ragazzina ho avuto la passione per “Golf World” (ero abbonata a 14 anni). Così con l’aiuto di Claudia Murri ci siamo mosse per mettere in piedi la rivista che avevo sempre sognato, quella che avrei voluto leggere da golfista e che a “Golf &#038; Turismo” non avrei mai potuto fare perché troppo compressa e dipendente dal commerciale.</p>
<p><strong>Come sei diventata giornalista?</strong><br />
Per scherzo. Giocavo ma amavo molto anche seguire gli Open, in Svizzera (Crans) e in Inghilterra dove andavo a studiare l’inglese. Così avevo conosciuto i giocatori che ai tempi erano molto meno sportivi e più goliardici di adesso. A Crans sono stata avvicinata da una signora, Lio Selva, che mi disse di avere appena aperto una rivista, “Parliamo di golf”, e mi chiese se volevo scrivere il report del torneo. Io frequentavo il primo anno in Bocconi e non avevo mai fatto nulla del genere: lei mi consigliò di pensare di fare un tema. Il risultato le piacque e così non ho più smesso, scoprendo che la mia strada era proprio quella.<br />
Ho iniziato per scherzo, ho continuato con i profili dei campioni dell’epoca. Lio era una persona deliziosa che mi ha insegnato moltissimo. Mi ha sempre lasciato mano libera senza mai impormi nulla.</p>
<p><strong>Com’era il golf italiano in quel periodo?</strong><br />
Pochi ma buoni, signori, poco truffaldini e molto corretti anche perché i segretari/direttori erano molto attenti alle regole. Io ricordo con immenso piacere il mio “maestro” di etichetta cui devo moltissimo, Ettore Muzio.<br />
<a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/02/Ryder-Cup.jpg"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/02/Ryder-Cup-224x300.jpg" alt="" title="Ryder Cup" width="224" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-965" /></a><br />
<strong>La tua passione per il golf traspare in ogni cosa che fai. Mi racconti come è nata?</strong><br />
Ho iniziato a giocare a 12 anni seguendo i miei. Non è stato amore a prima vista. Preferivo seguire le gare. Poi, improvvisamente, verso i 17 anni è nato l’amore. Ho iniziato con Pietro Manca e posso dire di avere avuto tutti i migliori maestri: Lillo Angelini, Carlo Grappasonni ma soprattutto la mia grande passione, Alberto Croce.</p>
<p><strong>Noi sappiamo tutto &#8211; si fa per dire &#8211; del tuo golf raccontato, ma mi parli del tuo golf giocato? Qual è il tuo handicap? Quante volte giochi? Dove?</strong><br />
Non gioco più da cinque anni per problemi fisici, schiena, spalle e recentemente dell’altro. In più quando sei immerso in un mondo per 24 ore al giorno per lavoro non è più rilassante continuare a rimanerci dentro per gioco.<br />
L’handicap era in clamorosa salita (7.3). Giocavo ultimamente non più di una volta a settimana mentre prima, quando facevo tornei, con un hcp fra il 2 e il 3, a livello nazionale ed ero ancora all’università, giocavo anche quattro volte. Sono golfisticamente nata a Varese dove sono rimasta per 30 anni vincendo anche qualche titolo nazionale.</p>
<p><strong>Il tuo libro, <a href="http://www.ibs.it/code/9788854017023/gennaro-m-pia/fascino-del-golf.html?shop=5228" title="Il fascino del golf" target="_blank"><em>Il fascino del golf</em></a>.</strong><br />
È stato scritto d’accordo con l’editore, Whitestar, e mi dicono abbia avuto un grandissimo successo perché è introvabile o quasi. Ne sono molto fiera. È il quinto libro cui collaboro e devo dire che mi diverto molto.</p>
<p><strong>Che cosa rappresenta per te il golf oggi?</strong><br />
Grande divertimento, passione, lavoro. In poche parole: la mia vita.<br />
<a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/02/MPG1.jpg"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/02/MPG1-300x274.jpg" alt="" title="MPG" width="300" height="274" class="alignright size-medium wp-image-969" /></a><br />
<strong>Qual è il golfista che hai apprezzato o apprezzi di più, e perché?</strong><br />
Il mio mito sarà sempre e comunque Ballesteros. Ho avuto la fortuna di vederlo giocare nei suoi anni migliori e di giocarci insieme spesso in allenamento. Avresti dovuto vedere come uscivo dagli alberi in quel periodo&#8230;<br />
Per me è il GOLFISTA che ha compendiato tutto: carisma, talento, classe, bellezza, simpatia&#8230; Amo molto anche Tiger che, insieme a lui, mi ha dato belle emozioni anche se in misura minore.</p>
<p><strong>Mi dici qualcosa di più del tuo rapporto con Ballesteros?</strong><br />
Sul rapporto con Seve potrei scrivere per ore. Preferisco però dire che ci siamo conosciuti a 17 anni ed è subito nata una sincera amicizia che non si è mai interrotta. Lui era attaccato anche a mio figlio, come a moltissimi bambini. È il giocatore che mi ha dato le massime emozioni in campo.<br />
Seve era serio anche a 17 anni, a metà degli anni Settanta, quando un Open come Crans era considerato puro divertimento e la club house la sera diventava una discoteca dove non mancava nessuno. Seve stava lì ma alle 11 cascasse il mondo andava a dormire, mentre altri stavano fino all’alba presentandosi poi direttamente sul tee della 1. Uno di questi era Greg Norman!</p>
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		<title>Trofeo Sanremo 2012</title>
		<link>http://giannidavico.it/campopratica/2012/01/27/trofeo-sanremo-2012/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giannidavico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Giannipro]]></category>
		<category><![CDATA[miti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo non è un post che racconta dei fatti, recensisce dei libri eccetera. È un &#8220;semplice&#8221; post di impressioni, quasi una pagina di diario. Oggi è stato il giorno della prova campo per la gara federale di domani e domenica, quel Trofeo Sanremo che io considero la gara più entusiasmante per un dilettante italiano. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left" style="margin-left:-10px;padding-right:10px;margin-right:10px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://giannidavico.it/campopratica/2012/01/27/trofeo-sanremo-2012/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="clear:left; float: left; margin-right: 10px; margin-top:10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Questo non è un post che racconta dei fatti, recensisce dei libri eccetera. È un &#8220;semplice&#8221; post di impressioni, quasi una pagina di diario.</p>
<p>Oggi è stato il giorno della prova campo per la gara federale di domani e domenica, quel <a href="http://www.federgolf.it/GaraDetailsInfo.aspx?id=8996312c-1d36-e111-b6be-ea44e57454ad" title="Trofeo Sanremo 2012" target="_blank">Trofeo Sanremo</a> che io considero la gara più entusiasmante per un dilettante italiano.</p>
<p>Come ho avuto occasione più volte di dire qui, Sanremo è per me l&#8217;epitome del golf italiano per la storia che rappresenta, per il golf che ha espresso, per tutto un insieme di ragioni forse poco tangibili ma per me molto reali. Di impressioni, appunto.</p>
<p>Ed essere qui dentro, ora, nella club house a raccontare queste impressioni, il giorno prima della gara e dopo la prova fatta con dei nazionali ha già &#8211; <em>si parva licet</em> &#8211; del mito, per me.</p>
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		<title>WebGolf Winter Cup 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giannidavico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[gare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove: Circolo Golf degli Ulivi, Sanremo. Quando: sabato 4 e/o domenica 5 febbraio. Cosa: gara individuale Stableford, 18 buche &#8211; 3 categorie. Quanto: EUR 55 a giornata (green fee e iscrizione gara). Premi, incentivi e aggiornamenti qui. Come minimo sarà una splendida due giorni di golf &#8211; ci vediamo lì?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left" style="margin-left:-10px;padding-right:10px;margin-right:10px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://giannidavico.it/campopratica/2012/01/20/webgolf-winter-cup-2012/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="clear:left; float: left; margin-right: 10px; margin-top:10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/WebGolf-Winter-Cup-2012.gif"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/WebGolf-Winter-Cup-2012-300x112.gif" alt="" title="WebGolf Winter Cup 2012" width="300" height="112" class="alignright size-medium wp-image-947" /></a><br />
<strong>Dove</strong>: Circolo Golf degli Ulivi, Sanremo.</p>
<p><strong>Quando</strong>: sabato 4 e/o domenica 5 febbraio.</p>
<p><strong>Cosa</strong>: gara individuale Stableford, 18 buche &#8211; 3 categorie.</p>
<p><strong>Quanto</strong>: EUR 55 a giornata (green fee e iscrizione gara).</p>
<p>Premi, incentivi e aggiornamenti <a href="http://www.webgolf.it/eventi/wintercup2012" title="WebGolf  Winter Cup 2012" target="_blank">qui</a>. Come minimo sarà una splendida due giorni di golf &#8211; ci vediamo lì?</p>
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		<title>Davis Love III, Every Shot I Take</title>
		<link>http://giannidavico.it/campopratica/2012/01/13/davis-love-iii-every-shot-i-take/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giannidavico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I libri dedicati al golf esercitano un fascino particolare su di me, spesso devo farmi violenza per non comprare questo o quel volume – se potessi, li acquisterei tutti. Adoro i libri usati, e ho scoperto qualche tempo fa questa libreria online dove solo gli usati sono oltre mille. Per 2,49 sterline ho comprato questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left" style="margin-left:-10px;padding-right:10px;margin-right:10px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://giannidavico.it/campopratica/2012/01/13/davis-love-iii-every-shot-i-take/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="clear:left; float: left; margin-right: 10px; margin-top:10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fgiannidavico.it%2Fcampopratica%2F2012%2F01%2F13%2Fdavis-love-iii-every-shot-i-take%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/Davis-Love-III-Every-Shot-I-Take.jpg"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/Davis-Love-III-Every-Shot-I-Take.jpg" alt="" title="Davis Love III, Every Shot I Take" width="180" height="264" class="alignright size-full wp-image-938" /></a><br />
I libri dedicati al golf esercitano un fascino particolare su di me, spesso devo farmi violenza per non comprare questo o quel volume – se potessi, li acquisterei tutti. Adoro i libri usati, e ho scoperto qualche tempo fa <a href="http://www.awesomebooks.com/" title="AwesomeBooks" target="_blank">questa libreria online</a> dove solo gli usati sono oltre mille.</p>
<p>Per 2,49 sterline ho comprato <a href="http://books.simonandschuster.com/Every-Shot-I-Take/Michael-Bamberger/9780684834009" title="Davis Love III, Every Shot I Take" target="_blank">questo libro</a>; senza un motivo specifico, ma perché adoro leggere le storie dei campioni di golf.</p>
<p>Trovatomelo davanti poi, quando è stato il momento di iniziarlo mi sono chiesto perché avevo speso quei soldi, per quanto pochi. E non sono riuscito a darmi una risposta precisa (<strong>davanti ai libri mi sento come mia figlia piccola davanti a una vetrina piena di oggetti marchiati Hello Kitty: questa è la verità</strong>).</p>
<p>Ma la storia mi ha preso subito: perché ben raccontata, perché molto emozionante, perché istruttiva. Apprezzo l’umiltà della persona, il suo senso del dovere, l’ammirazione per il padre. Ho adorato quel concetto di “golf totale”, ovvero la fortunata esposizione al golf cui sono stati soggetti Davis Love III e suo fratello Mark da piccoli: avevano la libertà – <em>ma non sono mai stati forzati in nessun modo</em> – di giocare a golf nella maniera che preferivano.</p>
<p>Ho ritrovato concetti espressi in maniera brillante e chiarissima in ambiti assolutamente non correlati al golf, come <a href="http://giannidavico.it/brainfood/2008/12/23/il-cigno-nero-2/" title="Nassim Nicholas Taleb, Il Cigno nero">qui</a> e <a href="http://giannidavico.it/brainfood/2011/04/18/fuoriclasse/" title="Malcolm Gladwell, Fuoriclasse">qui</a>. L’idea, per esempio, che il talento è indispensabile per diventare dei numeri uno, ma un ruolo altrettanto importante – o, dovrei dire piuttosto, fondamentale – lo giocano il caso e il fatto che si raggiungano le diecimila ore di pratica in una determinata disciplina già negli anni della formazione. (Ah, se avessi avuto un papà golfista&#8230;)</p>
<p>Il libro amalgama la vita di Davis Love III con insegnamenti del padre. E non è agevole, ma probabilmente nemmeno utile, distinguere che cosa proviene dall’uno e che cosa dall’altro, tanto le due vite sono state intrecciate. Ecco allora qualche passo che mi ha colpito in maniera particolare:</p>
<blockquote><p>Confidence is born of proper practice. If you practice well, you can do the things on the practice tee that will be demanded of you on the golf course, then you can play with confidence. And if you can play with confidence, you can play well (p. 60).<br />
[La fiducia in se stessi nasce dalla pratica corretta. Se pratichi bene, puoi fare in campo pratica le cose che ti saranno richieste in campo, e allora potrai giocare con fiducia. E se puoi giocare avendo fiducia in te stesso, allora puoi giocare bene.]</p></blockquote>
<blockquote><p>Develop one part of your game, and then move on. Improve one thing and move on. Golf is a circle. Keep moving to the next station. Sooner or later, you’ll come back to where you were, then that part will need attention. Don’t try to perfect any one part of the game. That’s a sure road to burnout. Just improve, and move on (p. 61).<br />
[Sviluppa una parte del tuo gioco e poi passa oltre. Migliora una cosa e passa oltre. <strong>Il golf è un cerchio.</strong> Bisogna che tu vada al passo successivo; prima o poi tornerai dov’eri, e allora quella parte di gioco richiederà la tua attenzione. Non cercare di perfezionare i vari aspetti del tuo gioco tutti insieme: sarebbe la strada sicura per l’esaurimento. Semplicemente migliora e vai avanti.]</p></blockquote>
<p>Davis parla del rapporto del padre con i propri allievi:</p>
<blockquote><p>Dad made these people feel better about the future of their golf games, and for many people that meant feeling better about themselves (p. 113).<br />
[Papà faceva sentire meglio queste persone a riguardo del futuro del loro golf, e per tanti tra loro ciò significava stare meglio con se stessi.]</p></blockquote>
<p>E qui invece il padre parla alla nuora, incinta della primogenita e preoccupata per non poter più fare tutte le cose che desiderava col marito:</p>
<blockquote><p>We know you’re upset. But you have to understand that everything happens for a reason and everything’s going to work out fine (p. 123).<br />
[Sappiamo che sei turbata. Ma bisogna che tu capisca che tutto accade per una ragione, e che ogni cosa andrà al suo posto.]</p></blockquote>
<p>Insomma è un libro da cui si possono trarre grandi lezioni, per il golf e – soprattutto – per la vita.</p>
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		<title>Dave Pelz&#8217;s 10 Minutes a Day to Better Putting</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 08:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giannidavico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha detto che le recensioni dei libri devono sempre essere favorevoli? Oggi parlo di un libro che trovo bruttino e inutile, Dave Pelz&#8217;s 10 Minutes a Day to Better Putting. E ne parlo perché l’autore è il guru riconosciuto a livello mondiale del gioco corto, colui che ha scritto pagine indimenticabili per chi desidera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left" style="margin-left:-10px;padding-right:10px;margin-right:10px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://giannidavico.it/campopratica/2012/01/06/dave-pelzs-10-minutes-a-day-to-better-putting/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="clear:left; float: left; margin-right: 10px; margin-top:10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fgiannidavico.it%2Fcampopratica%2F2012%2F01%2F06%2Fdave-pelzs-10-minutes-a-day-to-better-putting%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fgiannidavico.it%2Fcampopratica%2F2012%2F01%2F06%2Fdave-pelzs-10-minutes-a-day-to-better-putting%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/Dave-Pelzs-10-Minutes-a-Day-to-Better-Putting.jpg"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/Dave-Pelzs-10-Minutes-a-Day-to-Better-Putting-217x300.jpg" alt="" title="Dave Pelz&#039;s 10-Minutes a Day to Better Putting" width="217" height="300" class="alignright size-medium wp-image-929" /></a><br />
Chi ha detto che le recensioni dei libri devono sempre essere favorevoli? Oggi parlo di un libro che trovo bruttino e inutile, <a href="http://www.amazon.it/Dave-Pelzs-Minutes-Better-Putting/dp/1586191012" title="Dave Pelz's 10 Minutes A Day to Better Putting" target="_blank"><em>Dave Pelz&#8217;s 10 Minutes a Day to Better Putting</em></a>.</p>
<p>E ne parlo perché l’autore è il guru riconosciuto a livello mondiale del gioco corto, colui che ha scritto pagine indimenticabili per chi desidera “conquistare” – per quanto umanamente possibile – il gioco corto e il putt. Ammiro tantissimo i suoi altri libri (ne ho scritto <a href="http://giannidavico.it/campopratica/2010/12/31/335/" title="Dave Pelz, Golf without fear">qui</a>, <a href="http://giannidavico.it/campopratica/2009/12/24/dave-pelz%E2%80%99s-damage-control/" title="Dave Pelz’s Damage Control">qui</a> e <a href="http://www.tesietesti.it/pelz.pdf" title="Dave Pelz: il gioco corto, secondo me">qui</a>); ma questo volume del 2003 è sostanzialmente inutile.</p>
<p>È un’ode ai vari strumenti che lui ha inventato in una vita intera dedicata al gioco dai cento metri in giù – qualcosa come una <em>corporate brochure</em>, insomma. Ma ben difficilmente il lettore troverà suggerimenti tanto utili da valere la spesa e il tempo.<br />
<a href="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/putting-natalizio-indoor.jpg"><img src="http://giannidavico.it/campopratica/files/2012/01/putting-natalizio-indoor-261x300.jpg" alt="" title="VLUU L110  / Samsung L110" width="261" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-930" /></a><br />
Per me un lato positivo c’è stato, tuttavia: poiché l’ho letto nei giorni di Natale, orfano del “mio” campo pratica, mi sono avvalso di alcuni suggerimenti per creare un mio personalissimo, ma mooolto efficace (e divertente), putting green.</p>
<p>In ogni caso, a chi è interessato a migliorare il proprio gioco corto – e quale golfista seriamente deciso a scendere non lo è? –, consiglio vivamente gli altri suoi libri. Ma questo, per carità!, dimentichiamolo.</p>
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