Mar 06

In questo articolo dirò perché, e soprattutto come, io nel mio cinquantesimo anno di vita sono più forte fisicamente, corro più veloce e in genere ho un corpo più in forma rispetto al me stesso di quando avevo la metà degli anni di adesso, ovvero quando avrei dovuto essere al mio teorico massimo; e, soprattutto, dirò anche perché questo è importante per chiunque desideri prendersi cura del proprio corpo, sia per il presente ma soprattutto nell’ottica degli anni futuri.

Premessa: non sono un guru e non ho nulla da insegnare a chicchessia. Solo, parlo della mia esperienza – che non è più significativa rispetto a quella di chiunque altro – perché qualcuno potrebbe ricavare degli spunti da applicare a sé.

Per spiegarmi bene devo partire da lontano, dai miei trent’anni circa. Allora Tesi & testi era in piena crescita, io ero seriamente impegnato a farla diventare la cosa migliore di cui ero capace, e le dedicavo tutte le energie possibili. (Pensando poi a quel che anni dopo mi hanno fatto, o non fatto, sedicenti consulenti e l’INPS mi viene da sorridere; ma non divaghiamo.) Smisi quindi di giocare a calcetto, che era una delle mie passioni, e per qualche anno non praticai più nessuno sport.

Ripresi a trentasei anni con il golf, e mi ci dedicai subito seriamente. Fu strano, perché in sei mesi persi otto chili e nell’anno successivo altri due, col risultato che a trentott’anni pesavo di meno che a ventotto (e credo anche a diciotto): la pancia era sparita. Senza che io coscientemente avessi fatto nulla per arrivare a quel risultato.

Il passo successivo è arrivato qualche anno dopo, quando grazie a Luciano ho aggiunto il pilates e in seguito la corsa. Questo ha ampliato il raggio. Ma non bastava: perché l’esercizio fisico che volevo fare o pensavo di fare era molto di più di quello che facevo in realtà. Mancava una reale motivazione, un trigger.

La vera svolta, per me, è avvenuta il 9 gennaio di quest’anno, ancora una volta grazie a Tim Ferriss – lui sì un vero guru, almeno certamente per me – e al suo Tools of Titans. Il libro è molto più ampio del “solo” esercizio fisico, e certamente ne parlerò in futuro; ma per ora basti dire che la lettura del libro mi ha fatto capire quanto sia importante avere un atteggiamento “olistico” verso la ginnastica. Ovvero: l’esercizio fisico non può essere confinato a quell’ora o a quelle ore in palestra, ma deve essere qualcosa che accompagna la giornata. Da quel giorno, salvo rare e giustificate eccezioni, io faccio almeno un’ora al giorno di esercizio fisico.

Il salotto di casa è diventato la palestra di famiglia. Con poca spesa: un rullo per i massaggi (io ho scelto questo), una pedana per l’equilibro (“balance board”, questa per me – anche se l’ho pagata circa la metà), un ferro 4 (che avevo in casa, ma un bastone della scopa assolve al medesimo compito), qualche peso (i 4 kg al momento). E tanta fantasia, soprattutto.

Il tipo di esercizi:

– tanto stretching;
– push up frequenti;
– tanti esercizi coi pesi;
– vari esercizi di sganciamento per lo swing, per dissociare la rotazione delle spalle da quella dei fianchi (questo è ovviamente un tipo di esercizio specifico, legato al golf);
– vari esercizi per le gambe (compresi quelli apparentemente ridicoli come il camminare affondando la gamba fino a piegare il ginocchio di almeno 90° e oltre – sembra una cosa da nulla, ma prova per un minuto!);
– crunch, plank eccetera.

Il criterio generale, oltre all’importanza dello stretching, è che poco esercizio intenso è meglio di tanto esercizio diluito. Fa male ma dà risultati. (Parallelamente, la corsa: io posso correre un’ora e mezza ai 9,5 km/ora, ma a livello fisico il beneficio non è così grande.)

Un buon approfondimento sul tema è dato da questo articolo. Che esprime bene il concetto cui penso: che il mondo può essere la nostra palestra, e le occasioni sono infinite. Faccio solo qualche esempio che funziona per me:

– quando vado a prendere la piccola a scuola, di solito corro (sono solo 30 secondi, ma intensi);
– quando salgo le scale di casa, di solito le faccio di corsa;
– ogni volta che ne ho l’occasione, mi arrampico su qualcosa (es. un muretto);
– quando sono in coda per qualcosa, quantomeno faccio stretching per le caviglie (ovvero salgo sulle punte e poi scendo).
– eccetera.

Tutto ciò funziona ottimamente per me, e continuerò a farlo. Il mio unico rammarico: non poter fare una gara col me stesso venticinquenne per batterlo sonoramente!

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