{"id":1240,"date":"2012-05-28T08:00:19","date_gmt":"2012-05-28T08:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/brainfood\/?p=1240"},"modified":"2012-05-28T08:00:19","modified_gmt":"2012-05-28T08:00:19","slug":"qabiria-o-della-formazione-per-traduttori-e-agenzie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2012\/05\/28\/qabiria-o-della-formazione-per-traduttori-e-agenzie\/","title":{"rendered":"Qabiria, o della formazione per traduttori e agenzie"},"content":{"rendered":"<p>La formazione \u00e8 un tema fondamentale per un professionista. Ovviamente presta il fianco a critiche, perch\u00e9 come si dice \u201cchi fa sa e non chi non sa insegna\u201d. C\u2019\u00e8 del vero in questo, \u00e8 ovvio. (A volte si passa il segno e si rischia di mancare completamente il punto, come in <a href=\"http:\/\/nopeanuts.wordpress.com\/2012\/03\/05\/si-smetta-di-aiutare\/\" title=\"Si smetta, per favore, di aiutare\" target=\"_blank\">questo<\/a> caso, ma insomma le cose possono migliorare.)<\/p>\n<p>Ho avuto al riguardo una conversazione con <a href=\"http:\/\/www.marcocevoli.com\/\" title=\"Marco Cevoli\" target=\"_blank\">Marco Cevoli<\/a>, fondatore di <a href=\"http:\/\/www.qabiria.com\/\" title=\"Qabiria\" target=\"_blank\">Qabiria<\/a>. Abbiamo iniziato da una sua considerazione: secondo Marco non sono molti coloro che si dedicano al settore. E questo, a suo parere, per almeno quattro motivi.<\/p>\n<blockquote><p>Il primo \u00e8 la scarsa propensione all\u2019investimento in formazione da parte dei freelance, che preferiscono imparare da soli, senza comprendere che il costo delle ore spese in autoapprendimento spesso (per non dire sempre) supera di molto il costo di un corso. Lo stesso vale per le micro e piccole imprese.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire da che cosa derivi questa scarsa propensione: io penso che, a differenza di altri collettivi, quello dei traduttori soffra dell\u2019isolamento in cui si svolge la professione, i cui effetti si vedono anche nel tipo di atteggiamento retrivo, autoreferenziale e vittimistico che emerge in molti forum, su Facebook o nei gruppi di discussione.<\/p>\n<p>Il secondo motivo riguarda le piccole imprese (10-20 dipendenti), che condividono molto spesso la mentalit\u00e0 dei freelance e \u2013 nei pochi casi in cui prendono la decisione di investire in formazione \u2013 preferiscono appoggiarsi a professionisti o aziende consolidati o ad assumere profili che riuniscono queste competenze, per poi trasferirle internamente al resto del team. E le aziende pi\u00f9 grandi (quelle con pi\u00f9 di 20 dipendenti) dispongono quasi sempre di risorse interne e di know-how utili a coprire tutte le esigenze di formazione tecnica, e nei rari casi in cui acquistano formazione tecnica lo fanno con aziende di pari spessore.<\/p>\n<p>Il terzo motivo: il mercato, apparentemente vastissimo in termini assoluti, in realt\u00e0 si riduce di molto se si considera che un professionista tende ad acquistare formazione principalmente nella propria lingua nativa. I formatori sono dunque obbligati a rivolgersi a un solo segmento nazionale o ad allestire la loro formazione in varie lingue, con il conseguente aumento dei costi di preparazione. Se poi si rapporta il valore potenziale all\u2019importo unitario stimato che ciascun utente sarebbe disposto a spendere (anche un semplice sondaggio informale fra i propri contatti \u00e8 sufficiente per farsi un\u2019idea), ci si accorge che il fatturato che ne consegue difficilmente compensa lo sforzo organizzativo.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo scoglio \u00e8 rappresentato dal fattore online vs in aula. Dopo 8-10 ore giornaliere di lavoro in solitario dinanzi al computer, molti (per non dire tutti) i traduttori con cui ho parlato preferiscono formarsi in aula con altri colleghi, limitando quindi, di fatto, ulteriormente l\u2019offerta che un\u2019azienda pu\u00f2 allestire.<\/p><\/blockquote>\n<p>La formazione online, gi\u00e0: un\u2019attivit\u00e0 che \u2013 in un mondo digitale \u2013 ha a mio parere possibilit\u00e0 immense. Gli ho chiesto come la vede.<\/p>\n<blockquote><p>La formazione online \u00e8 un\u2019enorme opportunit\u00e0 per tutti i creatori di contenuti, perch\u00e9 permette di raggiungere un pubblico vastissimo con un\u2019infrastruttura minima. \u00c8 tuttavia necessario conoscere a fondo gli strumenti, per essere in grado di allestire piattaforme appetibili e user-friendly, ma soprattutto c\u2019\u00e8 bisogno di conoscere le metodologie adeguate. Creare un corso non vuol dire soltanto offrire dei contenuti strutturati agli studenti. Ci sono molti altri aspetti di cui tener conto: l\u2019interazione, il tutoraggio, il controllo dei risultati ottenuti eccetera. D\u2019altro canto, bisogna riconoscere che l\u2019interazione e il confronto in aula arricchiscono molto di pi\u00f9 gli studenti. Spesso i professionisti che vogliono tenersi aggiornati scelgono soluzioni in aula o almeno miste, proprio per poter aver un contatto diretto con i docenti e con i compagni.<\/p>\n<p>Nel futuro (ma anche oggi, volendo) questo tipo di interazione sar\u00e0 sempre pi\u00f9 replicabile online, grazie alle innovazioni nel campo dell\u2019audiovisivo. Strumenti gratuiti come Google+ Hangouts consentono dinamiche di gruppo fino a pochi anni fa riservate soltanto a chi poteva permettersi hardware e software di fascia alta. Se a questo uniamo la decisione, adottata da sempre pi\u00f9 numerosi centri universitari, di mettere a disposizione gratuitamente contenuti didattici di altissimo livello, vediamo che il futuro della formazione online \u00e8 veramente roseo.<\/p>\n<p>\u00c8 probabile che a un certo punto questa ipertrofia dell\u2019offerta porti alla nascita di figure intermedie: non veri professori, ma figure nuove che potremmo chiamare facilitatori, che avranno il compito di costruire percorsi su misura dei discenti e di guidarli attraverso di essi.\n<\/p><\/blockquote>\n<p>Come vedi il mercato della formazione per traduttori, sia in generale sia nel vostro specifico?<\/p>\n<blockquote><p>Oltre a quanto ho gi\u00e0 detto sopra, aggiungo che secondo me \u00e8 emblematico che le aziende che si dedicano esclusivamente a questo si possano contare sulla dita di una mano (mettiamo due, se allarghiamo il contesto a un ambito europeo). Spesso ho provato a ribaltare la questione: assodato che il traduttore medio ha bisogno di imparare ad utilizzare gli strumenti tecnici (parlo sempre infatti di formazione extra-linguistica, cio\u00e8 non \u201ccome si fa a tradurre\u201d, ma \u201ccome tradurre nel modo pi\u00f9 produttivo usando la tecnologia\u201d), perch\u00e9 l\u2019attuale offerta formativa non fa breccia nei professionisti? Dove stiamo sbagliando? Ti pongo un esempio tratto da una realt\u00e0 vicina, quella francese: com\u2019\u00e8 possibile che un corso in aula di 8 ore su OmegaT, il noto CAT tool gratuito e open source, impartito dal capo programmatore del progetto (ovvero la persona che pi\u00f9 ne sa sull\u2019argomento), offerto a Lione (500 mila abitanti, 1,4 milioni compreso l\u2019hinterland) per circa 200 euro (sovvenzionabili o comunque scaricabili ai fini fiscali) non raccolga nemmeno le otto iscrizioni necessarie per il suo svolgimento? \u00c8 segno che il messaggio non arriva, o fisicamente (nel senso che la promozione non raggiunge il target), o metaforicamente, nel senso che i traduttori non ne comprendono i vantaggi.<\/p>\n<p>Che cosa fare per cambiare questa situazione? Non lo so. C\u2019\u00e8 da lavorare sulla comunicazione, prendendo spunto da altri settori, ma \u2013 come dicevo prima \u2013 se il target \u00e8 il traduttore libero professionista, ho paura che il discorso sia molto pi\u00f9 vasto e che ci scontriamo contro un certo tipo di mentalit\u00e0 che cambier\u00e0 soltanto con il naturale ricambio generazionale.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La formazione \u00e8 un tema fondamentale per un professionista. Ovviamente presta il fianco a critiche, perch\u00e9 come si dice \u201cchi fa sa e non chi non sa insegna\u201d. C\u2019\u00e8 del vero in questo, \u00e8 ovvio. 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Lo stesso vale per le micro e piccole imprese.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire da che cosa derivi questa scarsa propensione: io penso che, a differenza di altri collettivi, quello dei traduttori soffra dell\u2019isolamento in cui si svolge la professione, i cui effetti si vedono anche nel tipo di [\u2026] <a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2012\/05\/28\/qabiria-o-della-formazione-per-traduttori-e-agenzie\/\">continua a leggere \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[7653],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Qabiria, o della formazione per traduttori e agenzie - Brainfood<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2012\/05\/28\/qabiria-o-della-formazione-per-traduttori-e-agenzie\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Qabiria, o della formazione per traduttori e agenzie - Brainfood\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La formazione \u00e8 un tema fondamentale per un professionista. 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