{"id":1686,"date":"2013-05-13T06:20:41","date_gmt":"2013-05-13T06:20:41","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/brainfood\/?p=1686"},"modified":"2013-05-13T09:42:54","modified_gmt":"2013-05-13T09:42:54","slug":"fare-pace-con-i-cat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2013\/05\/13\/fare-pace-con-i-cat\/","title":{"rendered":"Fare pace con i CAT"},"content":{"rendered":"<p>Per anni, gli anni a cavallo del giro del millennio, <strong>ho sentito parlare di questi famigerati CAT senza sapere bene che cosa fossero<\/strong>. \u00c8 vero che la tecnologia \u00e8 vecchissima (gli albori risalgono agli anni Cinquanta), ma per un traduttore &#8220;normale&#8221; la storia era molto pi\u00f9 vicina: nel 2000 non erano molti i traduttori che possedevano e soprattutto utilizzavano fattivamente un CAT.<\/p>\n<p>Io all&#8217;epoca ero (pi\u00f9 precisamente: io <i>pensavo di essere<\/i>) un imprenditore tutto preso dal suo sogno, impegnato a costruire una grande azienda. (Altrimenti perch\u00e9 avrei <i>comprato<\/i> una sede di 140 metri quadri? Sognavo di riempirla di persone che lavoravano a progetti, ma <i>come<\/i>? Su questo punto non avevo riflettuto veramente.) Nella pratica, il primo CAT a entrare da noi \u2013 era il 2002 circa \u2013 fu SDLX Lite (credo), grazie ad una traduttrice che rientrava da un&#8217;esperienza inglese. Serv\u00ec a dare un tocco di internazionalit\u00e0 alla mia <i>boita<\/i> torinese, e la sua esperienza fu preziosa perch\u00e9 apr\u00ec un mondo nuovo. Comprammo le licenze e tutto, ma <strong>per me personalmente rimase un mondo lontano, di cui avevo diffidenza ovvero timore<\/strong>. Ne scrissi anche nel <a href=\"http:\/\/www.tesietesti.it\/br_rec_industria.asp\" title=\"L'industria della traduzione\">libro<\/a>, ma pi\u00f9 da &#8220;studioso&#8221;, da osservatore che da utente.<\/p>\n<p>Negli anni arrivarono Trados (era il 2005 e seppi in anteprima, a mercati chiusi il venerd\u00ec sera \u2013 ero a Pasadena, ad una delle tante conferenze che ho adorato in quegli anni \u2013, della fusione con SDL che sarebbe stata annunciata solo il luned\u00ec mattina successivo), Transit, Idiom e probabilmente altri di cui ora non ricordo nemmeno.<\/p>\n<p><strong>Con Trados non divenni mai amico, mi incuteva sempre un po&#8217; di timore quella sua aria di superiorit\u00e0, non riuscii mai a capirlo davvero.<\/strong> Eppure lo usai a lungo; ma sempre come ospite, mai con un rapporto da pari a pari.<\/p>\n<p>Il cambiamento per me \u00e8 avvenuto con memoQ. Quello da subito mi \u00e8 sembrato uno strumento con cui potevi ragionarci, che ti permetteva di dialogare. Mi \u00e8 piaciuto immediatamente, e col tempo avvicinandomici ho capito alcune cose:<\/p>\n<p>&#8211; che <strong>un CAT \u00e8 un programma come un altro \u2013 come un word processor per dire, fa cose diverse ma \u00e8 fatto solo di 0 e 1 come tutti gli altri<\/strong>;<\/p>\n<p>&#8211; che <strong>utilizzarlo non \u00e8 difficile<\/strong>: secondo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Principio_di_Pareto\" title=\"Principio di Pareto\" target=\"_blank\">il principio di Pareto<\/a>, in poco tempo puoi arrivare ad usarlo in tutte le funzioni base (quelle che ti servono) e approfondire poi alla bisogna, senza pretendere di sapere tutto subito (cosa che di fatto non \u00e8 necessaria);<\/p>\n<p>&#8211; che tanti traduttori si fermano, appunto, alle funzioni base e non vanno \u2013 anche perch\u00e9 non gli viene richiesto \u2013 pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<p>Ora io sono arrivato qui e sono fiero di me. Che il mondo sia ormai del tutto digitale e ci\u00f2 sia, come dire?, qualcosa di assolutamente scontato non importa: io ci sono arrivato e per me \u00e8 stata una conquista. Sono lento in tutto e <strong>ci ho messo pi\u00f9 di dieci anni a fare un passo che dovrebbe richiedere al pi\u00f9 qualche mese, ma insomma ho fatto pace con i CAT<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per anni, gli anni a cavallo del giro del millennio, <strong>ho sentito parlare di questi famigerati CAT senza sapere bene che cosa fossero<\/strong>. \u00c8 vero che la tecnologia \u00e8 vecchissima (gli albori risalgono agli anni Cinquanta), ma per un traduttore &#8220;normale&#8221; la storia era molto pi\u00f9 vicina: nel 2000 non erano molti i traduttori che possedevano e soprattutto utilizzavano fattivamente un CAT.<\/p>\n<p>Io all&#8217;epoca ero (pi\u00f9 precisamente: io pensavo di essere) un imprenditore tutto preso dal suo sogno, impegnato a costruire una grande azienda. (Altrimenti perch\u00e9 avrei comprato una sede di 140 metri quadri? Sognavo di riempirla di persone che lavoravano a progetti, ma come? Su questo punto non avevo riflettuto veramente.) Nella pratica, il primo CAT a entrare da noi \u2013 era il 2002 circa \u2013 fu SDLX Lite (credo), grazie ad una traduttrice che rientrava da un&#8217;esperienza inglese. Serv\u00ec a dare un tocco di internazionalit\u00e0 alla mia boita torinese, e la sua esperienza fu preziosa perch\u00e9 apr\u00ec un mondo nuovo. Comprammo le licenze e tutto, ma <strong>per me personalmente rimase un mondo lontano, di cui avevo diffidenza ovvero timore<\/strong>. Ne scrissi anche nel <a href=\"http:\/\/www.tesietesti.it\/br_rec_industria.asp\" title=\"L'industria della traduzione\">libro<\/a>, ma pi\u00f9 da &#8220;studioso&#8221;, da osservatore che da utente.<\/p>\n<p>Negli [\u2026] <a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2013\/05\/13\/fare-pace-con-i-cat\/\">continua a leggere \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[16],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Fare pace con i CAT - Brainfood<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2013\/05\/13\/fare-pace-con-i-cat\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Fare pace con i CAT - Brainfood\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Per anni, gli anni a cavallo del giro del millennio, ho sentito parlare di questi famigerati CAT senza sapere bene che cosa fossero. \u00c8 vero che la tecnologia \u00e8 vecchissima (gli albori risalgono agli anni Cinquanta), ma per un traduttore &#8220;normale&#8221; la storia era molto pi\u00f9 vicina: nel 2000 non erano molti i traduttori che possedevano e soprattutto utilizzavano fattivamente un CAT. 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