{"id":487,"date":"2010-10-18T11:00:41","date_gmt":"2010-10-18T11:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/brainfood\/?p=487"},"modified":"2015-09-16T13:11:20","modified_gmt":"2015-09-16T11:11:20","slug":"uomini-senza-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2010\/10\/18\/uomini-senza-vento\/","title":{"rendered":"Uomini senza vento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/10\/USV.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/10\/USV.jpg\" alt=\"\" title=\"USV\" width=\"205\" height=\"300\" class=\"alignright size-full wp-image-491\" \/><\/a><br \/>\nChi mi segue anche distrattamente sa che <a href=\"http:\/\/www.simoneperotti.com\/\" target=\"_blank\">Simone Perotti<\/a> \u00e8 uno dei miei miti per quanto riguarda la crescita personale, il nostro contributo al mondo, lo stare bene con se stessi e cos\u00ec via. Per essere pi\u00f9 precisi, \u00e8 il miglior \u201cacquisto\u201d che io abbia fatto quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Ricordo perfettamente la posizione del suo <em>Adesso basta<\/em>, <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2010\/06\/17\/simone-perotti-adesso-basta\/\">che mi guardava dritto in faccia alla Feltrinelli di Torino<\/a>, le sensazioni provate durante la lettura e i benefici avutine dopo (e che proseguono oggi).<\/p>\n<p>Il mese scorso \u00e8 uscito il nuovo romanzo di Simone, <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Uomini-senza-vento-Simone-Perotti\/dp\/8811681855\/ref=tmm_hrd_title_0?ie=UTF8&#038;qid=1442401682&#038;sr=8-1-spell&#038;tag=giandavi-21\" target=\"_blank\">Uomini senza vento<\/a>. Ed \u00e8 una prova impegnativa per l\u2019autore, perch\u00e9 &#8211; anche se \u00e8 stato scritto prima di <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Adesso-Lasciare-cambiare-Filosofia-strategia\/dp\/8861906419\/ref=tmm_pap_title_0?ie=UTF8&#038;qid=1442398434&#038;sr=8-1&#038;tag=giandavi-21\" target=\"_blank\">Adesso basta<\/a> \u2013 segue il successo clamoroso del suo saggio sul <em>downshifting<\/em>: \u00e8 normale che si guardi con un po\u2019 di sospetto il volume.<\/p>\n<p>N\u00e9 io facevo eccezione: mi sono avvicinato al libro con diffidenza. Ma a lettura conclusa devo dire che, a mio parere, l\u2019esame \u00e8 superato a pieni voti: sia quanto a incastro narrativo, sia per stile di scrittura. Parlare di un romanzo qui potrebbe apparire fuori luogo (<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2010\/07\/19\/studio-illegale\/\">l\u2019ho fatto una volta sola<\/a> prima d\u2019oggi), ma in realt\u00e0 i temi sono quelli di cui mi occupo da tempo. In questo <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m2SdN_boKNk\" target=\"_blank\">video<\/a> Simone stesso illustra il libro in poche parole. Per conto mio, dir\u00f2 soltanto che mi ha appassionato la metamorfosi di Renato col dipanarsi della vicenda, il suo rendersi conto dello stare male nella inettitudine che gli aveva fatto da corazza per tanto, troppo tempo al punto da prendere finalmente una decisione epocale per la sua propria vita. Anche Renato insomma a un certo punto dice adesso basta.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, sono onorato che Simone abbia accettato di rispondere ad alcune mie domande. Ho parlato con lui del libro, ovviamente, ma il discorso si \u00e8 poi allargato in maniera naturale ai temi che sono cari a lui come sono cari a me. Spunti interessanti, che gettano un pochino di luce in pi\u00f9 sopra ad una persona che ha tanto da dire. Ecco a seguire la nostra conversazione.<\/p>\n<p><em>Gianni: Tu hai detto che Renato, il protagonista, non \u00e8 una tua proiezione. Ma erro nel lo scorgere in lui nella prima parte del libro e nell\u2019ultima il Simone di prima e il Simone di adesso<\/em>?<\/p>\n<p>Simone: Renato, il protagonista della storia, \u00e8 costruito con materiali reali, miei se vogliamo, cio\u00e8 mattoni che sono stati assemblati col fango della mia vita precedente, cotti sotto quel sole nero. Dunque \u00e8 fatto della mia materia, ma non sono io. \u00c8 ipocondriaco, attendista, pauroso, labile nella mente e nel corpo, ha paura, si fa trascinare, \u00e8 incerto nelle scelte, non vuole problemi (neanche io, in effetti, ma poi in pratica&#8230;). Dunque \u00e8 il prototipo dell\u2019uomo senza vento, ovvero la pi\u00f9 vasta popolazione dell\u2019epoca. Io e Renato ci assomigliamo poco prima e assai pi\u00f9 dopo.<\/p>\n<p><em>G: Renato nel corso della storia prende in mano la sua vita, mentre noi troppo spesso rimaniamo incagliati in relazioni che non hanno futuro, in lavori che non ci soddisfano e cos\u00ec via. Il tuo messaggio di speranza per il lettore \u00e8 quindi implicito. Ma se dovessi sintetizzarlo \u2013 o anche ampliarlo, perch\u00e9 no? \u2013 a beneficio di chi legge questa intervista, che cosa diresti?<\/em><\/p>\n<p>S: Un romanzo non ha un messaggio sintetizzabile, altrimenti sarebbe un saggio. Diciamo che la sua vicenda potr\u00e0 far specchiare qualcuno di noi, potr\u00e0 darci il senso di come la vita potrebbe essere, potr\u00e0 farci assaporare l\u2019enorme mondo fuori dai tracciati ripetitivi dei nostri percorsi urbani. Spero che questo avvenga, perch\u00e9 in tal caso il romanzo sarebbe riuscito.<\/p>\n<p><em>G: Che cosa hai imparato dallo scrivere questo romanzo?<\/em><\/p>\n<p>S: Ho goduto, soprattutto, del gusto di scrivere in modo diverso. Avevo appena fatto la mia scelta di andare e cambiare vita. Mi ritrovavo nel mio fienile da solo, nel silenzio, e potevo scrivere. \u00c8 stato naturale specchiarmi un poco in questa tematica. Ma era la prima volta che la vivevo davvero. \u00c8 stato splendido, una prova ulteriore che la scelta era stata corretta.<\/p>\n<p><em>G: Un giorno scrivesti, a me ignorante di tutte le cose del mare, che \u201cbuon vento\u201d \u00e8 l\u2019augurio di rito che ci si fa tra marinai quando si prende il mare. Ora che, per dirla con Pavese, \u201csei consacrato dai grandi cerimonieri\u201d, che cosa ti aspetti dai tuoi libri in termini di successo, di rapporto col pubblico, di opportunit\u00e0 per te? Dove ti porter\u00e0 secondo te il tuo vento?<\/em><\/p>\n<p>S: Guarda, ora sarebbe legittimo aspettarsi grandi cose, perch\u00e9 i lettori sono tanti, i libri vendono, e essere ambiziosi \u00e8 pi\u00f9 che possibile. Ma come sempre a me viene sotto il palato un sapore dolce e amaro, una sensazione ben chiara, che mi spinge ad augurarmi qualcos\u2019altro. Io spero che ogni mio libro venga acquistato da 10mila persone, cio\u00e8 da pochissime rispetto a quanto fatto con <em>Adesso Basta<\/em>, e pochissime rispetto a quanto sarebbe legittimo attendersi dal futuro. E sai perch\u00e9? Perch\u00e9 questo significa 10-15mila euro di guadagni, cio\u00e8 denari utilissimi per me che non lavoro pi\u00f9, che posso investire in cose utili. Di pi\u00f9 non me ne servono. Ma soprattutto vorrebbe dire poter continuare sempre a scrivere e a pubblicare, che invece \u00e8 la mia vita profonda. Dunque vorrei il minimo possibile, per dirla cos\u00ec. Certamente non mi auguro di vendere alla Faletti, perch\u00e9 quello significa fin troppa notoriet\u00e0, fin troppo clamore, e io, che pure so difendermi benissimo da questo, preferisco altro.<\/p>\n<p><em>G: Prendo spunto da una domanda che ti ha fatto <a href=\"http:\/\/parolaallautore.corriere.it\/2010\/10\/mentre_parla_al_telefono_un.html\" target=\"_blank\">Alessandra Muglia sul Corriere<\/a> (\u201cMa il successo non ti sta portando a ringranare la marcia dopo che avevi deciso di \u2018scalarla\u2019?\u201d) per ampliare il discorso. Ora che sei famoso e che il tuo talento \u00e8 conosciuto, \u00e8 inevitabile che ti si chieda di fare questo, di fare quello eccetera; cosa che, evidentemente, va a cozzare con l\u2019idea di downshifting. Vedi questo cambiamento come uno squilibrio? E se s\u00ec, come pensi di affrontarlo?<\/em><\/p>\n<p>S: Lo affronto come un periodo di impegno necessario, perch\u00e9, torno a dire, io ora ci vivo con i libri, anzi, ci campo. Dunque costruire una base di attenzione (io che ero quasi sconosciuto fino a poco tempo fa) \u00e8 essenziale per poter andare avanti. Devo dirti che se domani qualcuno mi confermasse che questa base c\u2019\u00e8 e dunque da ora in avanti ogni libro pu\u00f2 essere preso in considerazione da un piccolo zoccolo duro di critici e di lettori (che vorrebbe dire non essere pi\u00f9 un outsider ma uno scrittore normale), io smetterei all\u2019istante qualunque attivit\u00e0 di promozione riservandomi il gusto di presentare il libro nei posti che pi\u00f9 mi piacciono, se e quando voglio. Non scomparirei alla Salinger, ma certamente ridurrei molto gli impegni. Detto ci\u00f2, ti assicuro, gli impegni di oggi sono niente rispetto al lavoro precedente, sono sempre piacevoli, sono agevoli in termini di tempo. Dunque, tutto bene.<\/p>\n<p><em>G: Sai rintuzzare bene le inevitabili critiche che ti giungono. Per\u00f2 come ti senti a dover spiegare sempre le stesse cose?<\/em><\/p>\n<p>S: Un po\u2019 mi annoia. Lo faccio sulle questioni fondamentali, perch\u00e9 tengo maledettamente che quel che scrivo venga preso per vero e alcune mie idee vengano rispettate come autentiche. Su alcune di queste idee risponder\u00f2 sempre, una volta in pi\u00f9 dell\u2019ultimo tentativo dell\u2019ultimo critico. Ci sono cose su cui occorre combattere, e io lo far\u00f2 sempre. Fa parte della mia natura.<\/p>\n<p><em>G: Mi stupisco che tu non citi mai (a quanto ne so) Tim Ferriss, che pure esprime concetti simili ai tuoi. Cosa pensi in generale di quel che in questo campo proviene dall\u2019America?<\/em><\/p>\n<p>S: Non conosco Tim Ferriss, se \u00e8 interessante lo legger\u00f2. Sul tema dei sogni e di come lavorare duro per realizzarli non ho chiesto molte opinioni ai libri. Sono il mio tema fisso, il tarlo, da anni, e sento di avere diritto alle mie opinioni. Io credo che molti di noi potrebbero scriverli molti dei saggi che leggiamo. \u00c8 quello che mi hanno detto in tanti circa i miei libri e trovo che sia uno splendido complimento. Per loro naturalmente.<\/p>\n<p><em>G: Infine: che cosa succeder\u00e0 a Renato dopo la fine della storia?<\/em><\/p>\n<p>S: Renato \u00e8 un personaggio che prende una via ben precisa, che fa un salto decisivo. Nasce con lui un personaggio che, chiss\u00e0, potrebbe anche avere altre vite&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/10\/USV.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/10\/USV.jpg\" alt=\"\" title=\"USV\" width=\"205\" height=\"300\" class=\"alignright size-full wp-image-491\" \/><\/a><br \/> Chi mi segue anche distrattamente sa che <a href=\"http:\/\/www.simoneperotti.com\/\" target=\"_blank\">Simone Perotti<\/a> \u00e8 uno dei miei miti per quanto riguarda la crescita personale, il nostro contributo al mondo, lo stare bene con se stessi e cos\u00ec via. Per essere pi\u00f9 precisi, \u00e8 il miglior \u201cacquisto\u201d che io abbia fatto quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Ricordo perfettamente la posizione del suo <em>Adesso basta<\/em>, <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2010\/06\/17\/simone-perotti-adesso-basta\/\">che mi guardava dritto in faccia alla Feltrinelli di Torino<\/a>, le sensazioni provate durante la lettura e i benefici avutine dopo (e che proseguono oggi).<\/p>\n<p>Il mese scorso \u00e8 uscito il nuovo romanzo di Simone, <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Uomini-senza-vento-Simone-Perotti\/dp\/8811681855\/ref=tmm_hrd_title_0?ie=UTF8&#038;qid=1442401682&#038;sr=8-1-spell&#038;tag=giandavi-21\" target=\"_blank\">Uomini senza vento<\/a>. Ed \u00e8 una prova impegnativa per l\u2019autore, perch\u00e9 &#8211; anche se \u00e8 stato scritto prima di <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Adesso-Lasciare-cambiare-Filosofia-strategia\/dp\/8861906419\/ref=tmm_pap_title_0?ie=UTF8&#038;qid=1442398434&#038;sr=8-1&#038;tag=giandavi-21\" target=\"_blank\">Adesso basta<\/a> \u2013 segue il successo clamoroso del suo saggio sul <em>downshifting<\/em>: \u00e8 normale che si guardi con un po\u2019 di sospetto il volume.<\/p>\n<p>N\u00e9 io facevo eccezione: mi sono avvicinato al libro con diffidenza. Ma a lettura conclusa devo dire che, a mio parere, l\u2019esame \u00e8 superato a pieni voti: sia quanto a incastro narrativo, sia per stile di scrittura. 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