{"id":546,"date":"2010-12-06T07:00:22","date_gmt":"2010-12-06T07:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/brainfood\/?p=546"},"modified":"2015-09-16T13:25:17","modified_gmt":"2015-09-16T11:25:17","slug":"rossella-bernascone-la-traduzione-come-stile-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/2010\/12\/06\/rossella-bernascone-la-traduzione-come-stile-di-vita\/","title":{"rendered":"Rossella Bernascone, la traduzione come stile di vita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone-300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"Rossella Bernascone\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignright size-medium wp-image-547\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone-300x225.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nHo conosciuto <a href=\"http:\/\/holynow.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">Rossella Bernascone<\/a> ad un <strike><a href=\"http:\/\/www.aiti.org\/40.html?&#038;tx_ttnews[tt_news]=125&#038;tx_ttnews[backPid]=39&#038;cHash=8b99603b78\" target=\"_blank\">intervento organizzato dall\u2019AITI<\/a><\/strike>. Mi ha colpito, di quel tardo pomeriggio, una parola che ha usato spesso, \u201cpassione\u201d. Mi \u00e8 risuonata a lungo in testa. Passione per il lavoro fatto bene, passione per quello che si fa e per come lo si fa. E l\u2019effetto di entrare nel \u201claboratorio\u201d che lei e Susanna Basso descrivevano \u00e8 stato per me \u2013 per dirla con Pavese \u2013 come \u201ctoccare un filo di corrente\u201d, ovvero un riandare ai miei anni universitari in cui la letteratura mi avvolgeva (\u201cintenso senso di letterariet\u00e0 dell\u2019esistere\u201d, cos\u00ec descrivevo allora a me stesso quel periodo).<\/p>\n<p>Insomma mi ha colpito l\u2019amore di Rossella per la parola scritta. E oggi mi rendo conto che se mia figlia undicenne, che legge un paio di libri a settimana (non so se sia un bene o no, ma sono riuscito a passarle \u2013 o meglio, lei \u00e8 riuscita ad afferrare \u2013 quello che Bobbio chiama \u201cil morbo della lettura\u201d, quello che ti fa chinare per terra quando vedi un biglietto del tram per leggere che cosa c\u2019\u00e8 scritto sopra), conosce opere come <em>Diario di una schiappa<\/em> nelle sue varie versioni \u00e8 merito di Rossella (non esclusivo, per carit\u00e0 \u2013 sento gi\u00e0 il suo schermirsi; ma uno zampino suo, e grosso come una casa, c\u2019\u00e8, e come!).<\/p>\n<p>Allora le ho chiesto se le andava di rispondere a qualche domanda sulla traduzione e sull\u2019insegnamento. Sono lieto che abbia accettato, e il risultato \u00e8 qui a seguire.<\/p>\n<p>Gianni: In questo tuo <a href=\"http:\/\/holynow.wordpress.com\/about\/\" target=\"_blank\">video di presentazione<\/a> dici: \u201cFaccio [&#8230;] la traduttrice letteraria nel tempo libero, diciamo \u2013 \u00e8 quasi un hobby, quello\u201d. Quando io mi sono laureato gli incoraggiamenti di Einaudi e Bobbio mi avevano molto lusingato, e dentro di me sapevo che il mio mestiere naturale sarebbe stato l\u2019editor, il revisore dei testi degli altri. Tuttavia ho dovuto scegliere tra la letteratura e il campare, ed \u00e8 venuto fuori il campare. Che cosa diresti tu al me stesso di allora? Ovvero, che cosa diresti al neolaureato di oggi che si trovi ad un bivio simile? Quali suggerimenti?<\/p>\n<p>Rossella: Non so cosa direi al te stesso di allora, erano tempi diversi&#8230;; ma so cosa direi a un neolaureato che mi chiedesse un parere adesso. Direi: segui la tua vocazione. Sappiamo bene che di questi tempi non si presenta quasi pi\u00f9 la dicotomia tra la letteratura e il campare. Non certo perch\u00e9 tutti possono avere il lavoro dei propri sogni, ma anzi proprio per la ragione opposta. Conosco fior fiore di laureati che lavorano in un call centre, ma a fianco continuano a perseguire la loro vocazione.<br \/>\nHo la sensazione che oggi, pi\u00f9 che in altri periodi, si stia creando il futuro. Le grandi difficolt\u00e0 che la crisi ci chiede di affrontare, possono essere altrettante possibilit\u00e0 di sviluppo.<\/p>\n<p>G: A latere, sarei molto curioso di sapere come vedi il futuro del mestiere di traduttore.<\/p>\n<p>R: Mi fai delle domande difficili! Stiamo parlando di traduttori editoriali vero? Perch\u00e9 degli altri non ho grande esperienza.<br \/>\nNella mia sfera di cristallo \ud83d\ude09 vedo che in futuro i traduttori saranno sempre meno isolati, e non soltanto per le associazioni di categoria, o per le mailing list eccetera, ma perch\u00e9 ho gi\u00e0 visto che diversi miei allievi hanno formato delle agenzie di traduzione specialmente per cataloghi d\u2019arte e traduzioni specialistiche. <\/p>\n<p>G: Mi piacerebbe sapere che cosa pensi delle associazioni di categoria (AITI, SNS eccetera). Le ritieni utili per un traduttore?<\/p>\n<p>R: Per i traduttori editoriali penso che si potrebbe fare molto, prendendo spunto da altri paesi (la Norvegia in testa).<\/p>\n<p>G: E della proposta di un ordine professionale dei traduttori?<\/p>\n<p>R: Non ho esperienza degli ordini professionali e quindi non so se possano avere un\u2019effettiva utilit\u00e0 per i traduttori. Io credo che sarebbe necessario avere degli standard di qualit\u00e0 sia da parte dei traduttori sia da parte dei committenti. Un ordine sarebbe garanzia di qualit\u00e0?<\/p>\n<p>G: Presso l\u2019<a href=\"http:\/\/tuttoeuropa.it\/\" target=\"_blank\">agenzia formativa tuttoEUROPA<\/a> hai tenuto un seminario dal titolo <em>Psicologia della traduzione<\/em>. Sarei curioso di saperne di pi\u00f9.<\/p>\n<p>R: \u00c8 un seminario che tengo regolarmente per la scuola di specializzazione per traduttori editoriali. Nasce dall\u2019incontro di due interessi: sono anche un counselor e la psicologia \u00e8 sempre stata un grande interesse della mia vita. La UE, che finanzia i corsi, richiede che vengano espletate alcune ore di questa disciplina, nulla di meglio quindi che unire le due cose: cos\u00ec conduco i partecipanti attraverso tre incontri ad ascoltarsi meglio per ascoltare meglio il testo.<\/p>\n<p>G: Mi parleresti di <a href=\"http:\/\/mrscarter.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">Mrs Carter<\/a>?<\/p>\n<p>R: \u00c8 un\u2019altra esperienza bellissima! \u00c8 nata alcuni anni fa da un\u2019idea di Ada Arduini e Gioia Guerzoni. Abbiamo informalmente costituito, insieme a Susanna Basso, un quartetto che ogni anno organizza un seminario autogestito per traduttori professionisti. Per tre o quattro giorni si lavora insieme a un autore inedito in Italia su un suo testo, gomito a gomito. \u00c8 un lusso sfrenato per noi traduttori essere in compagnia di ottimi colleghi e dell\u2019autore e avere il tempo di sviscerare e confrontare ogni scelta. Ne usciamo sempre rivitalizzati!<\/p>\n<p>G: <a href=\"http:\/\/www.giudiziouniversale.it\/d\/category\/firme\/rossella-bernascone\" target=\"_blank\">Qui<\/a> parli del GNH (Gross National Happiness), che \u00e8 a mio parere un indicatore che potrebbe diffondersi nel prossimo futuro. Mi sembra un commento solo abbozzato. Vorresti approfondire?<\/p>\n<p>R: Oh questa \u00e8 un\u2019idea geniale del quarto re del Bhutan (che se non avesse gi\u00e0 quattro regine, gli farei una proposta di matrimonio!), quando salito al trono intorno al 1974 a diciassette anni, con tutto l\u2019idealismo di un teenager ha coniato l\u2019idea della felicit\u00e0 interna lorda che dovrebbe essere un indicatore pi\u00f9 preciso sulla salute di uno stato del prodotto interno lordo. C\u2019\u00e8 tutta una serie di parametri per misurare la felicit\u00e0 dello stato e un paio di anni fa, in occasione dell\u2019incoronazione di suo figlio il quinto re, la stampa mondiale si \u00e8 interessata al Bhutan e a questo concetto che pare essere molto saggio e potenzialmente applicabile in futuro. Io mi trovavo in Bhutan proprio in quei giorni e cos\u00ec avevo scritto il pezzo per Giudizio Universale.<\/p>\n<p>G: Hai detto (scherzosamente, ma forse solo fino ad un certo punto) che vorresti <a href=\"http:\/\/www.lanotadeltraduttore.it\/diario_schiappa.htm\" target=\"_blank\">scrivere un libro tradotto in 21 lingue<\/a>. Sono affascinato dalla tua scrittura. Quando vedremo un tuo libro pubblicato? (Ho visto che in passato hai pubblicato qualcosa ma, voglio dire, un libro con tutti i sacri crismi?) E sar\u00e0 un romanzo o un saggio? O magari un\u2019opera teatrale?<\/p>\n<p>R: Com\u2019\u00e8 un testo con tutti i sacri crismi? Io vado assai fiera di quel mio lontano libro, <em>L\u2019ABC della traduzione letteraria<\/em>: era un saggio postmoderno sul <em>Compito del traduttore<\/em> di Benjamin. Ora si trova solo in qualche biblioteca ed \u00e8 bene cos\u00ec perch\u00e9 ha fatto il suo tempo. Poi sono affezionata a molte delle traduzioni pubblicate; mi considero autrice di traduzioni e per quanto mi riguarda le \u201cscrivo\u201d. Non so se pubblicher\u00f2 mai altro. Ma se cos\u00ec fosse credo che potrebbe essere un memoir, o un\u2019opera teatrale. Meglio ancora un memoir in forma d\u2019opera teatrale!<\/p>\n<p>G: <em>Passione<\/em> \u00e8 una parola che adoperi spesso. Che cosa significa esattamente per te?<\/p>\n<p>R: Credo che sia un sinonimo di entusiasmo, con quel briciolo anche di sofferenza che la parola \u201cpassione\u201d richiama, perch\u00e9 per le proprie passioni bisogna essere pronti a fare sacrifici. E perch\u00e9 pi\u00f9 ci si identifica con quel che si fa, pi\u00f9 si \u00e8 destinati a soffrire. Ma non \u00e8 necessariamente male, no? \u00c8 un\u2019esperienza di vita.<\/p>\n<p>G: Infine?<\/p>\n<p>R: Un eterno inizio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone-300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"Rossella Bernascone\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignright size-medium wp-image-547\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone-300x225.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/brainfood\/files\/2010\/12\/Rossella-Bernascone.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/> Ho conosciuto <a href=\"http:\/\/holynow.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">Rossella Bernascone<\/a> ad un <a href=\"http:\/\/www.aiti.org\/40.html?&#038;tx_ttnews[tt_news]=125&#038;tx_ttnews[backPid]=39&#038;cHash=8b99603b78\" target=\"_blank\">intervento organizzato dall\u2019AITI<\/a>. Mi ha colpito, di quel tardo pomeriggio, una parola che ha usato spesso, \u201cpassione\u201d. Mi \u00e8 risuonata a lungo in testa. Passione per il lavoro fatto bene, passione per quello che si fa e per come lo si fa. E l\u2019effetto di entrare nel \u201claboratorio\u201d che lei e Susanna Basso descrivevano \u00e8 stato per me \u2013 per dirla con Pavese \u2013 come \u201ctoccare un filo di corrente\u201d, ovvero un riandare ai miei anni universitari in cui la letteratura mi avvolgeva (\u201cintenso senso di letterariet\u00e0 dell\u2019esistere\u201d, cos\u00ec descrivevo allora a me stesso quel periodo).<\/p>\n<p>Insomma mi ha colpito l\u2019amore di Rossella per la parola scritta. 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