{"id":2532,"date":"2015-04-17T06:44:46","date_gmt":"2015-04-17T06:44:46","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/campopratica\/?p=2532"},"modified":"2015-04-17T06:44:46","modified_gmt":"2015-04-17T06:44:46","slug":"autotelicamente-parlando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/04\/17\/autotelicamente-parlando\/","title":{"rendered":"Autotelicamente parlando"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura-242x300.jpg\" alt=\"Cattura\" width=\"242\" height=\"300\" class=\"alignright size-medium wp-image-2535\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura-242x300.jpg 242w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura.jpg 519w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><br \/>\nSabato scorso, al termine della gara alla Margherita, provavo un sentimento che stava tra lo scoramento e la frustrazione, misti a un senso di stanchezza.<\/p>\n<p>Un po&#8217; pensavo alle barriere che ancora non sono riuscito \u2013 non ancora, perlomeno \u2013 a superare, alle tendenze che si ripetono. Il risultato finale (77) di per s\u00e9 non \u00e8 malaccio, ma di nuovo non sono riuscito a tenere nel finale, e in pi\u00f9 <em>ho fatto tre volte tre putt<\/em>, fatto per il quale ero pi\u00f9 attonito che deluso.<\/p>\n<p>Ero stanco morto. Pensavo a Butch Harmon, che dice che nel tuo campo devi giocare *sempre* sotto par, altrimenti sei scarso (&#8220;If you\u2019re not shooting four or five under every time you tee it up at your home course, where you know every little break, then you\u2019re no good.&#8221;). La mia autostima golfistica non era di conseguenza ai massimi livelli.<\/p>\n<p>Sono andato in campo pratica, ho tirato quaranta ferri 5 pensando al ritmo e al finish.<\/p>\n<p>Ho pensato a Ben Hogan \u2013 Ben Hogan c&#8217;entra sempre \u2013, e alle distrazioni occorsegli dopo il suo anno magico (principalmente i problemi e le preoccupazioni legati alla nuova azienda, sorta di sublimazione del figlio che, per amore del golf, non ebbe mai).<\/p>\n<p>Conseguentemente e sommando il tutto, sono ritornato \u2013 anche nei giorni successivi, riflettendoci e dormendoci sopra \u2013 alla radice, ovvero alla motivazione. Perch\u00e9 faccio tutto questo, mi isolo in campo pratica e sul putting green rinunciando a sane e divertenti partite con gli amici (anche se alla Margherita questa rinuncia \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile, e questo \u00e8 un problema nel problema), &#8220;soltanto&#8221; per raggiungere un obiettivo elusivo, una meta frutto della mia testardaggine che mi sono dato per mia personale soddisfazione e per nessun&#8217;altro motivo? Quand&#8217;\u00e8 che la determinazione diventa illogica e insensata?<\/p>\n<p>Sia detto incidentalmente: se io oggi chiudessi del tutto con il golf libererei una quantit\u00e0 spropositata di ore, e un ammontare di denaro non indifferente. O, anche, potrei &#8220;semplicemente&#8221; fare il giocatore di circolo, quello bravo che incontri in ogni club, la &#8220;stella&#8221; locale; e giocare con gli amici, e questo potrebbe anche bastare.<\/p>\n<p>Ma in realt\u00e0 no. Questo non mi basta. Perch\u00e9 questo mio misurarmi con me stesso, questa ricerca senza soste di andare oltre i miei propri limiti ha un senso che travalica il presente \u2013 e anche il golf. La ricerca del superamento dei propri limiti \u00e8 autotelica, ovvero trae in s\u00e9 la sua propria ragion d&#8217;essere.<\/p>\n<p>In soldoni: per quanti 77 possa avere, lo faccio perch\u00e9 dentro di me so che \u00e8 quello che voglio fare, e per nessun altro motivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura-242x300.jpg\" alt=\"Cattura\" width=\"242\" height=\"300\" class=\"alignright size-medium wp-image-2535\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura-242x300.jpg 242w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/04\/Cattura.jpg 519w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><br \/> Sabato scorso, al termine della gara alla Margherita, provavo un sentimento che stava tra lo scoramento e la frustrazione, misti a un senso di stanchezza.<\/p>\n<p>Un po&#8217; pensavo alle barriere che ancora non sono riuscito \u2013 non ancora, perlomeno \u2013 a superare, alle tendenze che si ripetono. Il risultato finale (77) di per s\u00e9 non \u00e8 malaccio, ma di nuovo non sono riuscito a tenere nel finale, e in pi\u00f9 <em>ho fatto tre volte tre putt<\/em>, fatto per il quale ero pi\u00f9 attonito che deluso.<\/p>\n<p>Ero stanco morto. Pensavo a Butch Harmon, che dice che nel tuo campo devi giocare *sempre* sotto par, altrimenti sei scarso (&#8220;If you\u2019re not shooting four or five under every time you tee it up at your home course, where you know every little break, then you\u2019re no good.&#8221;). La mia autostima golfistica non era di conseguenza ai massimi livelli.<\/p>\n<p>Sono andato in campo pratica, ho tirato quaranta ferri 5 pensando al ritmo e al finish.<\/p>\n<p>Ho pensato a Ben Hogan \u2013 Ben Hogan c&#8217;entra sempre \u2013, e alle distrazioni occorsegli dopo il suo anno [\u2026] <a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/04\/17\/autotelicamente-parlando\/\">continua a leggere \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[3601],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Autotelicamente parlando - Campo Pratica<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/04\/17\/autotelicamente-parlando\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Autotelicamente parlando - Campo Pratica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Sabato scorso, al termine della gara alla Margherita, provavo un sentimento che stava tra lo scoramento e la frustrazione, misti a un senso di stanchezza. 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