{"id":2958,"date":"2015-10-09T09:31:38","date_gmt":"2015-10-09T09:31:38","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/campopratica\/?p=2958"},"modified":"2015-10-09T09:31:38","modified_gmt":"2015-10-09T09:31:38","slug":"roberto-guarnieri-una-settimana-da-caddie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/10\/09\/roberto-guarnieri-una-settimana-da-caddie\/","title":{"rendered":"Roberto Guarnieri, Una settimana da caddie"},"content":{"rendered":"<p>Roberto Guarnieri aveva parlato <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/05\/22\/roberto-guarnieri-alimentazione-e-fitness\/\">qui<\/a> di alimentazione e fitness. (Personalmente trovo semplicissima e geniale l&#8217;idea di alimentarsi con le mele durante una gara; e grazie al suo suggerimento l&#8217;ho sperimentata con soddisfazione.) Qui a seguire racconta oggi di una sua esperienza in qualit\u00e0 di caddie in una gara del Challenge Tour.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Quante volte ci \u00e8 capitato, guardando la TV, di pensare magari con un pizzico di invidia quanto sarebbe bello fare il giocatore professionista, sia per il livello di gioco, assolutamente invidiabile, che per la vita che immaginiamo conducano.<br \/>\nProbabilmente dovremmo correggere il tiro e invidiare solo i primi cinquanta del ranking; per gli altri la vita non \u00e8 poi cos\u00ec semplice come sembra.<\/p>\n<p>Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di fare da caddie a un amico che gioca sul <a href=\"http:\/\/www.europeantour.com\/challengetour\/index.html\" target=\"_blank\">Challenge Tour<\/a>; il giocatore cui faccio riferimento quando parlo di mele e programma di allenamento, per coloro che hanno letto <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/05\/22\/roberto-guarnieri-alimentazione-e-fitness\/\">il mio precedente post su fitness e alimentazione<\/a>.<br \/>\nLa cosa \u00e8 nata per caso. Da tempo mi ero ripromesso di seguirlo da vicino in qualche open come spettatore ma a un certo punto \u00e8 arrivata la proposta &#8220;perch\u00e9 non mi fai da caddie?&#8221;<br \/>\nDa caddieeee? Caddie \u00e8 una parola grossa, io al massimo posso fare servizio di facchinaggio e portarti la sacca in giro per il campo! Lusingato accetto e liberatomi dagli impegni di lavoro eccomi sul volo che mi porta a Madrid. Arrivo la sera prima dell&#8217;inizio del torneo, ahim\u00e8 senza poter fare un giro di prova. Ovviamente per ragioni logistiche trovo un alloggio vicino a quello del mio amico giocatore, una spartana residenza per universitari a prezzi ultramodici.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/mappa-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/mappa-10-225x300.jpg\" alt=\"mappa 10\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignright size-medium wp-image-2965\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/mappa-10-225x300.jpg 225w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/mappa-10.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\nA cena mi spiega come leggere la mappa delle buche, niente a che vedere con quelle che alcuni circoli vendono a noi dilettanti. Questa \u00e8 dettagliatissima, piena di numeri e distanze anche da appositi segni variopinti fatti sul fairway con della vernice spray. Inoltre va abbinata alla carta che indica la posizione esatta delle bandiere in green che ci verr\u00e0 data giorno per giorno. Per ogni buca sono segnati a matita i bastoni usati nei due giri di prova e le relative distanze fatte. Trovo anche segnato nella prima pagina l&#8217;elenco dei ferri con annotata di fianco la distanza media. Infatti Madrid \u0117 a circa 600 metri sul livello del mare e questo influenza il volo della palla e di conseguenza le distanze dei vari bastoni.<br \/>\nDomani sveglia all&#8217;alba, il tee time \u0117 alle 8.20.<\/p>\n<p>L&#8217;indomani arriviamo in campo pratica presto con una luce appena sufficiente che ci consente di vedere a malapena dove vanno a finire le palle. A proposito di palline anche qui come sul tour maggiore si pratica con le palle &#8220;vere&#8221;, e nel nostro caso si tratta di Titleist Pro V1. Mi si illuminano gli occhi solo al vedere quelle casse piene. Fa freddo, \u0117 quasi buio e io ne approfitto per andare a scaldarmi in club house e fare colazione: lo so, non \u0117 un gesto molto professionale per un caddie ma io dopotutto sono alle prime armi, chiedo il permesso per congedarmi e vado. Al ritorno vado a bagnare lo straccio che mi servir\u00e0 in seguito, e nel frattempo ne approfitto per pulire i bastoni usati per il riscaldamento e le palline che man mano gli passo mentre tira gli ultimi colpi con il driver. Lasciamo il campo pratica e andiamo sul putting green dove rimaniamo per un tempo equivalente a poco meno della met\u00e0 di quello utilizzato per praticare il gioco lungo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/pin-position.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/pin-position-225x300.jpg\" alt=\"pin position\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2974\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/pin-position-225x300.jpg 225w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/pin-position.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\nE finalmente \u00e8 giunto il momento, si comincia. Probabilmente sono pi\u00f9 emozionato io che loro. Con il flight precedente impegnato nel tee shot ci dirigiamo sul tee di partenza. L\u00ec di fianco trovo la tenda dello starter dove mi consegnano la pettorina che i caddie devono indossare; la indosso, recupero un paio di bottiglie d&#8217;acqua dal frigorifero e un paio di banane messe a disposizione per i giocatori e mi metto a lato del tee pronto a fare il mio lavoro.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/buca-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/buca-10-300x225.jpg\" alt=\"buca 10\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignright size-medium wp-image-2962\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/buca-10-300x225.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/buca-10.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nIniziamo dalla 10, un par 4 di 396 metri che oggi con l&#8217;asta lunga gioca qualcosina di pi\u00f9. Legno 3 per evitare una fila di bunker e ferro 6 in green ad altezza asta, due putt e usciamo con un par sfiorando il birdie. La strategia comune a tutti \u0117 quella di tenersi lontano dagli ostacoli anche a costo di sacrificare la distanza, lesson learned.<br \/>\nSe mai potessi avere avuto un dubbio ora ne ho la certezza: &#8220;questi&#8221; giocano un altro gioco!<\/p>\n<p>Una cosa, oltre al gioco, mi colpisce fin dalle prime buche: la velocit\u00e0 con la quale si cammina sia fra un colpo e l&#8217;altro che durante i trasferimenti fra una buca e l&#8217;altra. In confronto noi guerrieri del weekend sembriamo un&#8217;allegra famigliola intenta a gustarsi il gelato mentre passeggia serenamente sul lungomare.<\/p>\n<p>Dopo alcune buche prendo il ritmo &#8211; all&#8217;inizio ero costantemente in ritardo &ndash;, e apprendo le prime regole non scritte dei caddie. Ad esempio la bandiera la toglie il caddie del giocatore che gioca da pi\u00f9 lontano, e poi ce la passiamo finch\u00e9 rimane in mano al caddie dell&#8217;ultimo giocatore che imbuca. A lui sta il compito di rimetterla a posto, e ovviamente gli altri non ti stanno ad aspettare: sono gi\u00e0 partiti. Altra regola non scritta che ho ingenuamente disatteso sono i pantaloni corti. A dire il vero non me lo ha fatto notare nessuno, me ne sono accorto da solo dopo un po&#8217; osservando i miei &#8220;colleghi&#8221; che avevano tutti rigorosamente la stessa tenuta indipendentemente dalla temperatura. Vabb\u00e9, vuol dire che la prossima volta so qual \u00e8 la prima cosa da mettere in valigia.<\/p>\n<p>Durante il giro usiamo una palla nuova ogni quattro buche, e tutte le volte che arriviamo in green il mio compito oltre a passare il putter \u00e8 quello di prendere in consegna la palla e usare lo straccio per lavarla e poi asciugarla per riconsegnarla perfettamente pulita. Per quel che riguarda l&#8217;alimentazione confermo quanto scritto nel precedente post: una mela ogni 4 o 5 buche e poco meno di un paio di litri d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Durante i quattro giorni si alternano vari compagni di squadra, giocatori con diverse qualit\u00e0 e caratteristiche di gioco. Da ognuno ho avuto la possibilit\u00e0 di imparare qualcosa anche solo guardandoli. Per esempio da Jesus, un giovane spagnolo dotato di un incredibile gioco corto: quando era attorno al green riusciva a mettere la palla in asta da qualsiasi posizione, con la palla che volava cos\u00ec lenta che si sarebbe quasi potuto leggere la marca mentre era in volo. O da un veterano del tour come Philip Archer dal carattere un po&#8217; ruvido: a vederlo giocare sembra che il tempo per lui non sia passato. A quarantasette anni gioca ancora lo stesso golf dei suoi compagni con vent&#8217;anni di meno.<br \/>\nUn episodio su tutti mi ha meravigliato: in un par 3 col vento contro ho sorpreso uno dei giocatori a sbirciare nella &#8220;mia&#8221; sacca per vedere che ferro avevo tirato fuori visto che stava a noi tirare per primi: sorridendo ho pensato che tutto il mondo \u00e8 paese.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/FAH.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/FAH-225x300.jpg\" alt=\"FAH\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2971\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/FAH-225x300.jpg 225w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2015\/10\/FAH.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\nPassando di fianco al putting green alla fine di un giro riconosco un giocatore ed incredulo chiedo conferma al mio giocatore: &#8220;Ma \u00e8 lui?&#8221; Lui mi fa un cenno di conferma. Era Fredrik Andersson Hed, vincitore dell&#8217;Open d&#8217;Italia nel 2010 a Torino, che ora stava giocando una gara del Challenge. Dura la vita del golfista professionista.<\/p>\n<p>Il quarto giorno ad un certo punto da una buca vicina sento provenire urla e applausi, probabilmente \u0117 successo qualcosa; poi verr\u00f2 a sapere che si trattava di un double eagle alla buca 4, un par 5 di 533 metri. Noi la 4 l&#8217;abbiamo giocata una mezz&#8217;oretta prima e in effetti c&#8217;era un po di vento dietro, avevamo valutato un ferro di meno. L&#8217;ace lo ha messo a segno tirando drive e ferro 5 direttamente in buca Nacho Elvira che poi vincer\u00e0 il torneo con -21, che dire&#8230; un marziano! <\/p>\n<p>\u0116 domenica primo pomeriggio, conclusa la 72esima buca restituisco la pettorina, vado a caricare sacca e bagagli in macchina, il volo che ci riporta a casa parte fra poche ore. Arrivati in aeroporto mentre scarichiamo i bagagli al mio amico arriva un sms, mi guarda e mi dice: \u0117 del PGA Tour, mi hanno comunicato la vincita&#8230; 470 \u20ac. Lo guardo e mentalmente faccio un rapido calcolo: albergo, macchina a noleggio, biglietto aereo andata e ritorno per Madrid e ristoranti vari durante la settimana. Mi sa che se \u0117 andata bene \u0117 andato pari, la cosa mi fa pensare a quei ragazzi che ho conosciuto questa settimana in club house che non hanno passato il taglio e che sono rimasti l\u00ec ad allenarsi. Quando avevo loro chiesto meravigliandomi perch\u00e9 non rientrate a casa venerd\u00ec mi avevano risposto che ormai l&#8217;albergo era pagato e il biglietto aereo non lo potevano spostare: quindi tanto valeva rimanere l\u00ec a praticare che sia campo pratica che palle erano migliori rispetto a quello che avrebbero avuto a disposizione a casa.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: dopo questa fantastica esperienza quando guarder\u00f2 il golf in TV continuer\u00f2 ad invidiare i giocatori per il loro livello di gioco ma non certo per la vita che fanno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Guarnieri aveva parlato <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/05\/22\/roberto-guarnieri-alimentazione-e-fitness\/\">qui<\/a> di alimentazione e fitness. (Personalmente trovo semplicissima e geniale l&#8217;idea di alimentarsi con le mele durante una gara; e grazie al suo suggerimento l&#8217;ho sperimentata con soddisfazione.) Qui a seguire racconta oggi di una sua esperienza in qualit\u00e0 di caddie in una gara del Challenge Tour.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Quante volte ci \u00e8 capitato, guardando la TV, di pensare magari con un pizzico di invidia quanto sarebbe bello fare il giocatore professionista, sia per il livello di gioco, assolutamente invidiabile, che per la vita che immaginiamo conducano.<br \/> Probabilmente dovremmo correggere il tiro e invidiare solo i primi cinquanta del ranking; per gli altri la vita non \u00e8 poi cos\u00ec semplice come sembra.<\/p>\n<p>Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di fare da caddie a un amico che gioca sul <a href=\"http:\/\/www.europeantour.com\/challengetour\/index.html\" target=\"_blank\">Challenge Tour<\/a>; il giocatore cui faccio riferimento quando parlo di mele e programma di allenamento, per coloro che hanno letto <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2015\/05\/22\/roberto-guarnieri-alimentazione-e-fitness\/\">il mio precedente post su fitness e alimentazione<\/a>.<br \/> La cosa \u00e8 nata per caso. 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