{"id":4179,"date":"2020-06-10T06:00:15","date_gmt":"2020-06-10T06:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/campopratica\/?p=4179"},"modified":"2020-06-10T06:19:44","modified_gmt":"2020-06-10T06:19:44","slug":"giusto-settantanni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2020\/06\/10\/giusto-settantanni-fa\/","title":{"rendered":"Giusto settant&#8217;anni fa"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un problema apparentemente banale, ma molto significativo da un punto di vista golfistico, che riguarda un luogo preciso della buca 18 del Merion Golf Club:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4181\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-300x225.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-768x576.jpg 768w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan.jpg 1199w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nEsattamente da quel punto, giusto settant&#8217;anni fa, Ben Hogan tir\u00f2 uno dei colpi di golf pi\u00f9 famosi dell&#8217;intera storia golfistica, immortalato dalla foto di Hy Peskin, a detta di innumerevoli storici la pi\u00f9 famosa foto mai fatta a un golfista. Chiunque si trovi a giocare le 18 buche di uno dei campi pi\u00f9 famosi del mondo, un campo che trasuda storia a ogni cantone (il 27 settembre 1930, per ricordare un fatto soltanto, Bobby Jones complet\u00f2 su questo medesimo percorso il suo Grand Slam vincendo lo US Amateur Championship), si sente quasi costretto una volta giunto in quel punto del fairway della 18 a provare quel colpo: la conseguenza \u00e8 che l&#8217;erba intorno a quel punto \u00e8 perennemente mancante.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignright size-medium wp-image-4180\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-300x200.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-768x511.jpg 768w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin.jpg 1350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nQuel colpo fa parte di una storia che di per s\u00e9 \u00e8 uno dei maggiori avvenimenti sportivi di tutta la storia del golf, ovvero il ritorno sui campi da golf di Ben Hogan dopo l&#8217;incidente avvenuto il 2 febbraio 1949, quando Hogan stava tornando con la moglie \u2013 Hogan viaggiava sempre con la moglie \u2013 e la sua auto fu colpita da un pullman guidato da un autista che nella nebbia aveva tentato un sorpasso decisamente avventato. Hogan sub\u00ec talmente tanti traumi che il dubbio dominante dei medici, nei giorni successivi, era che non sarebbe pi\u00f9 tornato a camminare \u2013 il golf a quel punto era ben al di l\u00e0 dell&#8217;immaginabile. Eppure la sua tenacia e la sua dedizione lo fecero tornare sui campi nel giro di un anno, e poi a vincere il torneo di maggior prestigio, quello cui teneva di pi\u00f9, sedici mesi dopo quel tragico giorno.<\/p>\n<p>Quel giorno era la trentaseiesima buca per Hogan (all&#8217;epoca il terzo e quarto giro dello US Open si giocavano entrambi al sabato), un uomo che prima e dopo di ciascun giro di golf doveva sottoporsi a un rigido regime di sali e fasciature, per alleviare il dolore alle gambe malandate dopo l&#8217;incidente. Dopo il drive Hogan sapeva che i due leader, Lloyd Mangrum e George Fazio, avevano terminato prima di lui a 287 colpi. I calcoli erano semplici: un birdie per vincere, un par per il play off del giorno successivo (e in teoria anche un bogey per uscire dai giochi, anche se possiamo supporre con ragionevole certezza che un pensiero del genere non poteva attraversare la mente di Hogan).<\/p>\n<p>Aveva ancora oltre 180 metri a inizio green. La scelta era tra un legno 4, che probabilmente nessuno al mondo sapeva tirare meglio di lui, e quel ferro 1 che aveva messo in sacca togliendo il ferro 7 perch\u00e9, come disse, &#8220;non ci sono ferri 7 a Merion&#8221;. Ma il pericolo del legno 4 era che avrebbe s\u00ec agevolmente passato il bunker che proteggeva l&#8217;ingresso alla buca, ma col pericolo di finire nel rough al fondo, da dove un par sarebbe stato piuttosto complicato. Quindi la scelta era pressoch\u00e9 forzata.<\/p>\n<p>Skee Reigel, un golfista che fin\u00ec dodicesimo in quel torneo, e che si trovava in quel momento negli spogliatoi sopra il pro shop, un luogo da cui si godeva la vista del green della 18, ricorda la scena come &#8220;incredibilmente tranquilla, come se ci fossero 10mila persone sedute in chiesa&#8221;. In quel momento Hy Peskin, fotografo emergente della rivista &#8220;Life&#8221;, si era piazzato esattamente dietro a Hogan, a meno di cinque metri da lui, mentre l&#8217;uomo considerava il da farsi e, momenti dopo, immortal\u00f2 quell&#8217;attimo. A quanto \u00e8 dato sapere non c&#8217;erano altri fotografi, o quantomeno non ci sono giunte altre fotografie del gesto.<\/p>\n<p>Questa elegante fotografia in bianco e nero, che sarebbe stata pubblicata su quella rivista nove giorni dopo e che adorna le clubhouse di mezzo mondo, mostra Hogan in equilibrio perfetto, l&#8217;eleganza nel vestire, il cappello di lino che era uno dei suoi tratti distintivi, e tutto il pubblico voltato a osservare la palla, quasi &#8220;dimenticandosi&#8221; della storia che stava dipanandosi proprio in quegli istanti.<\/p>\n<p>La palla atterr\u00f2 con sicurezza in green, e due putt consentirono a Hogan l&#8217;accesso al play off del giorno dopo (che vinse). Il secondo putt, di poco pi\u00f9 di un metro \u2013 ovvero il colpo in assoluto pi\u00f9 difficile nel golf \u2013 entr\u00f2 dal bordo destro della buca, ma era tutt&#8217;altro che scontato e avrebbe anche potuto uscire, come si vede <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=naiAcCoTgsE\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a> al minuto 0:39. Se cos\u00ec fosse stato, la storia che racconteremmo oggi sarebbe molto pi\u00f9 simile a quella del Masters del 1946, dove in green alla 18 dell&#8217;ultimo giro fece tre putt da 4,6 metri per mancare il play off per un colpo. Ma a volte le stelle si allineano tutte insieme in vista di un risultato.<\/p>\n<p>E anche quel ferro 1 ha una storia da raccontare. Fu rubato quel giorno stesso, insieme alle scarpe di Hogan, e ritrovato solo nel 1983: fu presentato a Hogan, che lo esamin\u00f2 con grande cura e poi disse: &#8220;It\u2019s good to see my old friend back&#8221;. Si trova ora nel museo della USGA. Nel <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/cinque-lezioni-Hogan-fondamentali-moderni\/dp\/8867290509\/&#038;tag=giandavi-21\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">libro<\/a> Hogan parla di ferro 2, ma in seguito ammise di essersi sbagliato e conferm\u00f2 che si trattava di un ferro 1.<\/p>\n<p>10 giugno 1950: il giorno di una magia senza tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un problema apparentemente banale, ma molto significativo da un punto di vista golfistico, che riguarda un luogo preciso della buca 18 del Merion Golf Club:<br \/> <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4181\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-300x225.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-768x576.jpg 768w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Merion_18_Hogan.jpg 1199w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/> Esattamente da quel punto, giusto settant&#8217;anni fa, Ben Hogan tir\u00f2 uno dei colpi di golf pi\u00f9 famosi dell&#8217;intera storia golfistica, immortalato dalla foto di Hy Peskin, a detta di innumerevoli storici la pi\u00f9 famosa foto mai fatta a un golfista. Chiunque si trovi a giocare le 18 buche di uno dei campi pi\u00f9 famosi del mondo, un campo che trasuda storia a ogni cantone (il 27 settembre 1930, per ricordare un fatto soltanto, Bobby Jones complet\u00f2 su questo medesimo percorso il suo Grand Slam vincendo lo US Amateur Championship), si sente quasi costretto una volta giunto in quel punto del fairway della 18 a provare quel colpo: la conseguenza \u00e8 che l&#8217;erba intorno a quel punto \u00e8 perennemente mancante.<br \/> <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignright size-medium wp-image-4180\" srcset=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-300x200.jpg 300w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-768x511.jpg 768w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/06\/Peskin.jpg 1350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/> Quel colpo fa parte di [\u2026] <a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2020\/06\/10\/giusto-settantanni-fa\/\">continua a leggere \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[8423,21],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Giusto settant&#039;anni fa - Campo Pratica<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2020\/06\/10\/giusto-settantanni-fa\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Giusto settant&#039;anni fa - Campo Pratica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"C&#8217;\u00e8 un problema apparentemente banale, ma molto significativo da un punto di vista golfistico, che riguarda un luogo preciso della buca 18 del Merion Golf Club: Esattamente da quel punto, giusto settant&#8217;anni fa, Ben Hogan tir\u00f2 uno dei colpi di golf pi\u00f9 famosi dell&#8217;intera storia golfistica, immortalato dalla foto di Hy Peskin, a detta di innumerevoli storici la pi\u00f9 famosa foto mai fatta a un golfista. 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