{"id":4323,"date":"2021-06-23T07:37:17","date_gmt":"2021-06-23T06:37:17","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/campopratica\/?p=4323"},"modified":"2021-06-23T07:37:17","modified_gmt":"2021-06-23T06:37:17","slug":"come-migliorare-in-maniera-decisa-un-handicap-basso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/2021\/06\/23\/come-migliorare-in-maniera-decisa-un-handicap-basso\/","title":{"rendered":"Come migliorare (in maniera decisa) un handicap basso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/?s=roberto+guarnieri\">Roberto Guarnieri<\/a> mi segnala <a href=\"https:\/\/fitforgolf.blog\/2021\/05\/28\/handicap-improvement-from-5-to-1-in-one-year\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">questo articolo<\/a>. \u00c8 una lettura lunga, ma per il golfista seriamente intenzionato a migliorare il proprio gioco \u2013 che presumo essere il lettore \u201cideale\u201d di questo blog \u2013 ne vale decisamente la pena, perch\u00e9 offre molti spunti. Ne consiglio dunque caldamente la lettura. (Chi non dovesse conoscere a fondo l\u2019inglese potrebbe avvalersi di strumenti come <a href=\"https:\/\/www.deepl.com\/translator\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">DeepL<\/a>, che restituiscono un testo ovviamente non perfetto ma comprensibile.)<\/p>\n<p>Espongo il mio pensiero a seguire, sperando che sia fruttifero per chi legge e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 ne nasca una discussione.<\/p>\n<p>Innanzitutto, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante il livello zero di handicap? <strong>Perch\u00e9 qualunque golfista che diventi un po\u2019 bravino vorrebbe arrivare a zero? Che cos\u2019\u00e8, esattamente, questo zero? <\/strong>Per come la vedo io, \u00e8 la rosa del Piccolo principe, \u00e8 la balena bianca di Moby Dick, \u00e8 l&#8217;obiettivo ultimo, il sogno di qualunque golfista, quel sogno <em>quasi<\/em> impossibile \u2013 e in quel quasi c\u2019\u00e8 tutto il suo fascino \u2013 di giocare ad un livello che in qualche maniera sia paragonabile a quello di un professionista. Che poi il fatto che il gioco di un handicap zero non sia paragonabile a quello di un professionista \u00e8 un altro paio di maniche, ed \u00e8 un argomento che mi propongo di sviluppare in un successivo post (far\u00f2 ricerche approfondite, ma grossomodo un handicap zero degli anni Settanta, allorch\u00e9 il concetto di scratch fu sviluppato, corrisponde ad un +3 di oggi: che \u00e8 il livello <em>minimo<\/em> di gioco per poter aspirare ad una carriera da giocatore), ma comunque potremmo considerarlo una sorta di \u201cdilettante professionista\u201d.<\/p>\n<p>Leggendo l\u2019articolo non \u00e8 stato possibile per me evitare il paragone con me stesso, la mia strategia delle 10mila ore di pratica concentrata e tutto il resto ampiamente documentata in questi dodici anni di blog, negli articoli, nel <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Campo-pratica-diventare-golfista-migliore\/dp\/8867290681\/&#038;tag=giandavi-21\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">libro<\/a> eccetera; e anche se ora sono molto meno talebano nel mio praticare e giocare, di fatto non ho mai avuto un handicap cos\u00ec basso. (Ci sono vari motivi: il campo, il maggior numero di giri, il fatto che ora mi importi di meno e cos\u00ec via.) E poi l\u2019altro paragone forte \u00e8 con <a href=\"http:\/\/thedanplan.com\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\"><em>The Dan Plan<\/em><\/a>, di cui ho dato ampiamente conto qui negli anni passati, anche se quello \u00e8 un progetto differente e comunque defunto da tempo (ma <a href=\"https:\/\/www.broadwayworld.com\/article\/Ken-Davenports-THE-DAN-PLAN-to-Become-a-Major-Motion-Picture-20200929\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che diventi film<\/a>).<\/p>\n<p>In ogni caso Mike Carroll (di cui si veda <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/files\/2020\/07\/102_Passioni_Libri_OK.pdf\">qui<\/a> la mia recensione al suo ebook <em>Fit For Golf<\/em>, anch\u2019esso strumento molto utile), l&#8217;autore dell&#8217;articolo citato, si era dato un anno fa l\u2019obiettivo di arrivare a zero partendo da un handicap di 5,1. Che \u00e8, di per s\u00e9, un obiettivo molto ambizioso.<\/p>\n<p>Nei primi mesi del progetto la stragrande maggioranza del tempo \u00e8 stata dedicata alla pratica di driver e wedge (l\u2019importanza del putt \u00e8 venuta fuori dopo): questo perch\u00e9 lui \u00e8 decisamente lungo col driver, e nella maggior parte dei par 4 \u00e8 in grado di raggiungere il green con un wedge; copre circa 125 metri con il pitching wedge (anche se sul fatto che il pitch sia un wedge potremmo discutere: a mio modo di vedere un wedge ha un loft almeno pari a 50\u00b0, e il pitch \u2013 che \u00e8 intorno ai 46\u00b0 &#8211; \u00e8 un ferro a tutti gli effetti. Ma questo \u00e8 un parere personale). Ovviamente \u00e8 stato inondato di consigli sulla pratica di putt e gioco corto, anche se lui dice che il punto non \u00e8 quello, quanto piuttosto fare meno colpi orribili e prendere pi\u00f9 green in regulation (e non si pu\u00f2 non essere d\u2019accordo).<\/p>\n<p>Che cosa penso io (<em>thank you for asking<\/em>):\u00a0una volta che il gioco \u00e8 ragionevolmente a posto, ovvero diciamo con un handicap intorno al 15-25, allora la maniera pi\u00f9 efficace e veloce per scendere \u00e8 proprio il gioco corto, unito al putt. Per\u00f2, una volta che l\u2019handicap arriva ad un livello basso (per me \u00e8 stato 4), allora gioco corto e putt non bastano pi\u00f9, ovvero non ti potranno dare risultati di grande rilievo, e diventa fondamentale il driver. In seguito, quando (e se) riesci a superare quella barriera, allora gioco corto e putt ritornano in primo piano per andare oltre. Sono sicuro che ci sono fior di dati a confermare quanto dico in maniera sperimentale, anche se non ne ho contezza.<\/p>\n<p>Sempre all\u2019interno della pratica, Mike dice di aver speso molto tempo in due aree specifiche:<\/p>\n<ul>\n<li>a provare colpi al rallentatore;<\/li>\n<li>a ricercare la sensazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il primo concetto \u00e8 decisamente hoganiano; e quanto al secondo, questo blog \u00e8 pieno di descrizioni di sensazioni. Nel golf <em>tout se tient<\/em>. Ma soprattutto ritengo importante sottolineare il fatto che <strong>la pratica efficace non \u00e8 colpire un numero infinito di palline, ma consiste nel colpirne poche e ragionare molto su di esse<\/strong>. Questo \u00e8.<\/p>\n<p>Inoltre, dice che in quel periodo il suo chipping \u00e8 migliorato tantissimo; ma non per via della pratica, quanto per averlo praticato molto nel gioco regolare e averci riflettuto a lungo. (Parentesi: negli Stati Uniti il chip, che io personalmente adoro, \u00e8 fondamentale, mentre da noi pare non abbia quasi cittadinanza.)<\/p>\n<p>Molto ha imparato da un giro in cui, stando a -5 dopo 13 buche, ha finito in par. Nel leggere il racconto delle ultime buche di quel giro non puoi non soffrire con lui, perch\u00e9 non puoi non immedesimarti in giri simili che ti sono capitati; ma il punto importante \u00e8 la lezione imparata, che \u00e8 quella \u2013 vecchia, ritrita e sempre validissima \u2013 di vedere il giro come una serie di colpi da affrontare uno per volta. Cosa che appare semplice ma richiede grande applicazione mentale: non pensare al colpo precedente, non pensare al colpo successivo, non pensare allo score e cos\u00ec via ma <strong>pensare solamente al colpo da affrontare ora, fino a che le buche non saranno finite<\/strong>. Grande lezione.<\/p>\n<p>A un certo punto, <em>good for him<\/em>, tutti i pezzi sono andati a posto e finire un giro sotto par \u00e8 diventata la sua nuova comfort zone. Il che non vuol dire che ora giri sempre sotto par: vuol dire semplicemente che non \u00e8 pi\u00f9 spaventato, che \u00e8 consapevole del fatto che \u00e8 una cosa normale &#8211; tant\u2019\u00e8 vero che accade.<\/p>\n<p>Una sua nota finale: \u201cI don\u2019t have any kids\u201d. Ecco, anche questo va tenuto a mente&#8230;<br \/>\nMa in ogni caso bravo lui, che ha raggiunto la sua balena bianca.<br \/>\nCosa ne pensi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/campopratica\/?s=roberto+guarnieri\">Roberto Guarnieri<\/a> mi segnala <a href=\"https:\/\/fitforgolf.blog\/2021\/05\/28\/handicap-improvement-from-5-to-1-in-one-year\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">questo articolo<\/a>. \u00c8 una lettura lunga, ma per il golfista seriamente intenzionato a migliorare il proprio gioco \u2013 che presumo essere il lettore \u201cideale\u201d di questo blog \u2013 ne vale decisamente la pena, perch\u00e9 offre molti spunti. Ne consiglio dunque caldamente la lettura. 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