{"id":769,"date":"2011-05-11T07:29:34","date_gmt":"2011-05-11T07:29:34","guid":{"rendered":"https:\/\/giannidavico.it\/staging\/gopiedmont\/?p=769"},"modified":"2011-05-11T07:29:34","modified_gmt":"2011-05-11T07:29:34","slug":"cose-la-norma-grafica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giannidavico.it\/gopiedmont\/2011\/05\/11\/cose-la-norma-grafica\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 la norma grafica"},"content":{"rendered":"<p>[a va anans la discussion an tra Enrico Eandi e Sergi Girardin an sla question dij doi andrit dla graf\u00eca: <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/gopiedmont\/2011\/04\/06\/precisazioni-a-margine-di-un-convegno\/\">ambeless\u00ec<\/a> a-i \u00e9 la pont\u00e0 antecedenta]<\/p>\n<p>Sancto Luc\u00eco de Coumboscuro (Cuneo), domenica, 8 maggio 2011.<\/p>\n<p>Gentile Signor Eandi,<\/p>\n<p>Mi scuso per non aver potuto rispondere pi\u00f9 tempestivamente alla Sua lettera.<br \/>\nContrariamente alle mie inclinazioni personali, che mi sospingerebbero assai di pi\u00f9 all\u2019usufruizione della ricca produzione letteraria in piemontese che non alle imprese linguistiche, mi vedo costretto mio malgrado ad occuparmi giornalmente di ben due squadre di lavoro. Questo rallenta non poco i tempi con cui auspicherei rispondere ai miei corrispondenti.<br \/>\nL\u2019unico vantaggio di questa mia occupazione \u00e8 di dover riflettere sulle lingue.<\/p>\n<p>Ho letto con attenzione la Sua lettera.<br \/>\n\u00c8 con notevole disappunto che constato come Lei scavalchi a pie\u2019 pari tutte le osservazioni sulla natura scientifica del convegno, auspicando ci\u00f2 nonostante di poter presentare il Suo correttore grafico.<br \/>\nMi dispiace di non essere stato sufficientemente chiaro.<br \/>\nMi ci riprover\u00f2 ora.<\/p>\n<p>La mia osservazione preliminare riguarda i grafemi che Lei propone nella Sua lettera: <em>\u00f6<\/em>, <em>\u00fc<\/em>, ecc.<\/p>\n<p>Posso anticiparLe gi\u00e0 sin d\u2019ora, ancora prima della tenuta del convegno, che tra le tante soluzioni grafiche adottate via via sull\u2019arco dei secoli, quei segni <em>non hanno mai fatto parte del patrimonio storico della lingua piemontese<\/em>.<br \/>\nN\u00e9, ad onor del vero, io li ho mai visti utilizzati in alcuna lingua romanza.<br \/>\nDa dove Lei li abbia desunti rimane per me un mistero: se Lei mi volesse cortesemente indicare un documento storico in cui tali grafemi ricorrono, io gliene sarei molto grato. <\/p>\n<p>Vede, caro Eandi, se si conoscono a fondo i popoli, si sa che essi tengono alle loro tradizioni fin nei minimi dettagli.<br \/>\nI Walser, ad esempio, non usano un solo chiodo nella costruzione delle loro case di larice.<br \/>\nGli ebrei non mescolano due fibre nella tessitura dei loro vestimenti.<br \/>\nArabi ed ebrei, nei loro rispettivi alfabeti, non indicano le vocali.<br \/>\nI popoli slavi cristiano-cattolici non tollerano l\u2019alfabeto cirillico, gli ortodossi quello latino.<br \/>\nI popoli orientali occidentofili hanno adottato l\u2019alfabeto latino, quelli culturalmente autoctoni gli ideogrammi.<br \/>\nLe lingue germaniche non hanno accenti: le parole sono invariabilmente prototoniche.<br \/>\nSulle parole del francese l\u2019accento cade invariabilmente sull\u2019ultima sillaba. Non si indica.<br \/>\nSulle quelle russe, spesso plurisillabiche, l\u2019accento non si indica mai, anche se spesso trasmigra in seno alla stessa parola, da un caso all\u2019altro.<br \/>\nSu quelle greco-moderne (<em>monotonik\u00f2<\/em>) e su quelle spagnole si indica solo se non sono piane.<\/p>\n<p>Certo, per amor di facilit\u00e0, si potrebbero usare chiodi per fare case di legno, mescolare fibre per ottenere tessuti pi\u00f9 elastici, compitare lingue slave con l\u2019alfabeto latino, indicare le vocali nelle parole semitiche, translitterare tutti gli ideogrammi, e via di seguito.<br \/>\nPi\u00f9 facile, ma contrario alla norma.<\/p>\n<p>\u00c8 la storia che stabilisce la norma, non il capriccio o l\u2019arbitrio personali.<br \/>\nPer conoscere la norma bisogna studiare la storia, non agire di testa propria.<br \/>\nAnche perch\u00e9 chi non rispetta la norma, non rispetta i popoli.<\/p>\n<p>Mi consenta di dirLe in tutta franchezza che la grafia da Lei proposta non \u00e8 \u201cnormalizzata\u201d, in quanto non risponde a nessuna norma. Essa \u00e8 in verit\u00e0 \u201canormaliz\u00aczata\u201d, cio\u00e8 decurtata delle norme pi\u00f9 elementari delle grafie romanze.<br \/>\nQuando ne parla o ne scrive, la presenti con il nome giusto. <\/p>\n<p>Se come unica attenuante della Sua defezione dalla norma storica Lei adduce la semplificazione della grafia, mi faccia sapere come scriverebbe la \u201cu\u201d finale di \u201cforc\u00f9\u201d, come ne <em>\u00cbl diauleri dij p\u00e9 forc\u00f9<\/em> (nota lirica di Luigi Olivero): sormontata simultaneamente da una dieresi e da un accento grave?<br \/>\nIo, che uso programmi di elaborazione testuale aggiornatissimi, non trovo una \u201cu\u201d sormontata simultaneamente da un accento grave e da una dieresi n\u00e9 tra i simboli speciali, n\u00e9 tra i simboli dell\u2019IPA (International Phonetic Alphabet).<br \/>\nMa, anche concesso che vi fosse, una \u201cu\u201d cos\u00ec scritta faciliterebbe la lettura a bambini e adulti? E quelli che scrivono il piemontese con un computer, dove vanno a reperire quella lettera?<\/p>\n<p>Dov\u2019\u00e8 la Sua opera di semplificazione?<br \/>\nA cosa vale la Sua apostasia della storia di una lingua se poi fallisce anche il fine Suo precipuo, quello di semplificarne la grafia?<\/p>\n<p>I giovani che nel 1930 \u2013 secondo la testimonianza scritta di Luigi Olivero (cfr. l\u2019apposito sito su internet, apprestato da Giovanni Delfino) \u2013 si sono riuniti attorno alle figure di Pinin Pac\u00f2t e di Andrea Viglongo per riportare la grafia alle norme sei-settecentesche, non hanno agito ignorando i testi secolari della civilt\u00e0 letteraria piemontese, ma con piena conoscenza di essa e con il lodevole scopo di porre fine alle oscillazioni grafiche proprio sul nascere di una grande, nuova stagione creativa.<br \/>\nCon il loro studio e le loro edizioni dei testi settecenteschi (Pac\u00f2t per Ventura e Balbis e Olivero per Isler) si sono rivelati non solo ottimi poeti, ma anche filologi affidabili. Dei frutti del loro lavoro hanno beneficiato tre generazioni di poeti, scrittori, studiosi, editori.<br \/>\nLa loro non \u00e8 stata una creazione <em>ex nihilo<\/em>, ma un ripristino sulla scorta di regole trisecolari.<\/p>\n<p>Qui a Coumboscuro la grafia della lingua provenzale alpina non \u00e8 stata elaborata pensando all\u2019italiano o al francese, ma studiando molto attentamente l\u2019eredit\u00e0 trobadorica e la compitazione mistraliana, non senza prendere in considerazione anche le leggere apografie della <em>Escolo d\u00f2u Po<\/em>.<br \/>\nSono occorsi pi\u00f9 di due anni di lavori per arrivare all\u2019attuale normativa: improvvisando vi saremmo potuti arrivare in due giorni.<br \/>\nAltrettanto dicasi della grafia del Walsertitzschu, da me ricodificata agli inizi del 2000 sulla scorta della grammatica di Giovanni Giordani (1892) e dei manoscritti del circolo letterario alagnese (Gnifetti, Farinetti, Grober, etc.).<\/p>\n<p>Se Lei propone una grafia caratterizzata da eterografemi, Lei deve addurre documenti dai quali tale grafia \u00e8 storicamente avallata. Se Lei non possiede questi documenti non faccia proposte di riforma grafica, anche se motivate dalle pi\u00f9 benevole intenzioni.<\/p>\n<p>Infine, una considerazione pratica.<br \/>\nLa bont\u00e0 di ogni campagna \u00e8 determinata dai suoi successi.<br \/>\nLei non solo non convertir\u00e0 mai i centri culturali seri o i piemontofoni edotti, ma neppure coloro che, pur non essendo piemontesi, siano informati dei valori in gioco.<\/p>\n<p>Concludiamo.<\/p>\n<p>Bisogna essere onesti e dichiarare fin dall\u2019inizio i propri scopi.<\/p>\n<p>Io amo la lingua del mio popolo e voglio operare fino all\u2019ultimo per studiarla, illustrarla e difenderla.<br \/>\nSe Lei non intende in alcun modo prendere in considerazione il lavoro di diecine di studiosi della storia della lingua piemontese, che in questi mesi si danno da fare per reperire, confrontare e studiare documenti in vista del convegno, perch\u00e9 verrebbe ad ascoltarli?<br \/>\nSe Lei non li tiene in nessun conto, perch\u00e9 onorarli della Sua presenza?<\/p>\n<p>Io spero con tutto il cuore che Lei non appartenga alla schiera di coloro che non ascoltano n\u00e9 ragioni storiche, n\u00e9 argomenti logici: nella recente storia europea abbiamo visto dove ci hanno condotti coloro che non hanno ascoltato n\u00e9 la voce della storia, n\u00e9 quella della ragione.<\/p>\n<p>Mi auguro anche che Lei voglia riflettere bene sul Suo operato, soprattutto in considerazione dei bimbi e dei ragazzi che studiano la nostra lingua e si troveranno poi, per quelli edotti dal Suo correttore ortografico, a doverla re-imparare per adire ai capolavori letterari, invariabilmente compitati nella grafia consacrata dal tempo.<\/p>\n<p>Ma se i miei auguri andassero a vuoto e Lei fosse assolutamente deciso ad ignorare storia e filologia, il Suo posto non \u00e8 tra gli storici della lingua in un convegno scientifico, ma tra gli imbonitori di merci su una piazza: quello che Lei veramente vuole non \u00e8 portare lumi alla conoscenza della Sua lingua, ma propalare la Sua merce.<br \/>\nIn quest\u2019ultimo caso non mi rimane che augurarLe di trovare chi gliela comperi prima di scoprire cosa essa veramente \u00e8. Immagino che i danni, a scoperta fatta, non verranno rimborsati.<\/p>\n<p>Quanto al convegno, Lei \u00e8 pi\u00f9 che benvenuto a venirci, se l\u2019ascolto delle relazioni su mille anni di storia linguistica possono indurLa a riflettere sulla deferenza sempre dovuta alle tradizioni dei popoli.<br \/>\nNon scordi che l\u00ec, quello che cercheremo di fare, \u00e8 di salvare il patrimonio di una lingua millenaria: il rispetto \u00e8 il minimo che Le possiamo chiedere e tutto quanto Lei possa offrirci.<\/p>\n<p>Sergio Maria Gilardino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[a va anans la discussion an tra Enrico Eandi e Sergi Girardin an sla question dij doi andrit dla graf\u00eca: <a href=\"https:\/\/giannidavico.it\/gopiedmont\/2011\/04\/06\/precisazioni-a-margine-di-un-convegno\/\">ambeless\u00ec<\/a> a-i \u00e9 la pont\u00e0 antecedenta]<\/p>\n<p>Sancto Luc\u00eco de Coumboscuro (Cuneo), domenica, 8 maggio 2011.<\/p>\n<p>Gentile Signor Eandi,<\/p>\n<p>Mi scuso per non aver potuto rispondere pi\u00f9 tempestivamente alla Sua lettera.<br \/> Contrariamente alle mie inclinazioni personali, che mi sospingerebbero assai di pi\u00f9 all\u2019usufruizione della ricca produzione letteraria in piemontese che non alle imprese linguistiche, mi vedo costretto mio malgrado ad occuparmi giornalmente di ben due squadre di lavoro. Questo rallenta non poco i tempi con cui auspicherei rispondere ai miei corrispondenti.<br \/> L\u2019unico vantaggio di questa mia occupazione \u00e8 di dover riflettere sulle lingue.<\/p>\n<p>Ho letto con attenzione la Sua lettera.<br \/> \u00c8 con notevole disappunto che constato come Lei scavalchi a pie\u2019 pari tutte le osservazioni sulla natura scientifica del convegno, auspicando ci\u00f2 nonostante di poter presentare il Suo correttore grafico.<br \/> Mi dispiace di non essere stato sufficientemente chiaro.<br \/> Mi ci riprover\u00f2 ora.<\/p>\n<p>La mia osservazione preliminare riguarda i grafemi che Lei propone nella Sua lettera: <em>\u00f6<\/em>, <em>\u00fc<\/em>, ecc.<\/p>\n<p>Posso anticiparLe gi\u00e0 sin d\u2019ora, ancora prima della tenuta del convegno, che tra le tante soluzioni grafiche [\u2026] <a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/gopiedmont\/2011\/05\/11\/cose-la-norma-grafica\/\">continua a leggere \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[130],"tags":[131,107],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Cos&#039;\u00e8 la norma grafica - Go Piedmont<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/giannidavico.it\/gopiedmont\/2011\/05\/11\/cose-la-norma-grafica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cos&#039;\u00e8 la norma grafica - Go Piedmont\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[a va anans la discussion an tra Enrico Eandi e Sergi Girardin an sla question dij doi andrit dla graf\u00eca: ambeless\u00ec a-i \u00e9 la pont\u00e0 antecedenta] Sancto Luc\u00eco de Coumboscuro (Cuneo), domenica, 8 maggio 2011. 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