Be’, sai, quell’ammonimento di non tornare a Monesiglio… in alcuni casi vale, in altri no. In questo caso no, decisamente no. No, perché lunedì siamo tornati, mia figlia piccola e io, nella nostra personale Monesiglio, ovvero in quella scuola materna dove lei ha passato tre anni lunghissimi e brevissimi della sua esistenza – e noi, di fatto, con lei. Mi sovviene Bertolucci:
O bella larga lunga Via Vittorio che mi accogli poi che la mattina oziosa m’aveva per linee esterne alla città portato alla strada che impudicamente guarda nei campi di football del collegio dove ho passato quattro anni lontani della mia vita, […] lascia che m’immerga nel tuo flusso feriale, unanime e solidale con tutti i pellegrini alla pari di me verso la meta del mezzogiorno prossimo e giusto.
Ecco, voglio dire, tornare a Monesiglio in qualche caso non è una delusione ma fa bene al cuore, lo allarga, ti rende sereno. Perché sì, ti accorgi dei piccoli cambiamenti (è logico, la vita scorre con o senza di noi), ma nello stesso tempo vedi tua figlia solo un po’ più piccola di com’è adesso, rivai […] continua a leggere »



