La settimana scorsa sono stato travolto – positivamente travolto – dalle reazioni a questo post, ovvero all’intervista fattami da Daniel Tarozzi nel mio rifugio tra i monti e all’articolo scritto da Paolo Cignini. Ne faccio ora qualche considerazione.
Innanzitutto, un plauso va a queste due persone che hanno svolto un lavoro professionale e appassionato. Io ho solo raccontato la mia storia; e in seguito alle reazioni e ai commenti mi rendo conto (non che non lo sapessi, ma insomma è una conferma) che alla fine delle fini tutti abbiamo problemi e aspirazioni simili. Quindi qui vorrei dare alcune indicazioni che potrebbero essere utili a terzi.
Partiamo dalle precisazioni, tanto per sgombrare il campo.
La vita 2.0 è un processo che si affina nel tempo, che richiede metodo, costanza, lacrime, sudore e sangue (sudore soprattutto). Non è detto che sia così per tutti: a volte rimango stupito (non dovrei, lo so) nel vedere persone che ci mettono un attimo a fare passi che a me hanno richiesto anni. Ma in ogni caso non puoi pretendere di trovare la ricetta pronta: ciascuno dovrà adattare le conoscenze, le […] continua a leggere »

Giovedì 31 dicembre, qualche minuto prima delle 18. Sono lì per fare il biglietto per tornare verso casa. Poco più di sette ore prima sono partito dal mio
Ho l’età in cui si cominciano a tirare i remi in barca, in cui si fanno almeno tanti bilanci quanti progetti. Cioè, in realtà la questione è un momento più complicata di così. Direbbe Giovanni Giudici:




