Sabato, al termine del primo giro di questa bella gara alla Marghe ho provato una sensazione di pienezza, come di un obiettivo raggiunto. Avevo da poco imbucato il putt per il birdie alla 18, il che mi ha lasciato con un totale di 75 colpi e nuovo handicap a 2,9.
Ora, dall’esterno e per gli altri non c’è nessuna differenza tra 3,0 e 2,9, e lo capisco; ma per me, per me che mi sono dato quell’obiettivo diversi anni fa, che l’ho accarezzato e sognato, che l’ho quasi raggiunto un paio di anni fa, averlo raggiunto sabato è stata una soddisfazione. Foss’anche per un giorno solo, al due virgola ci sono arrivato. (Ora c’è subito il prossimo, che è “due virgola stabile” – lì c’è ancora del lavoro da fare.)
Ma poi, vedi come è il golf, il giorno dopo (ieri) ne ho tirati 84, il che mi ha portato alle medesime sensazioni provate dopo il terzo giro all’Ambrosiano qualche mese fa: un misto di vergogna, scoramento e desiderio di nascondermi, di non parlare con nessuno. Uff.
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