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Un giro basso e qualche spunto

Ho fatto una bella gara, in questi giorni. Una tipica gara di circolo, nulla di importante, ma un 73 che mi ha dato molte soddisfazioni. E, al di là di quello che posso avere fatto o non fatto io, che può interessare sì e no a tre persone, ho ripensato all’esperienza di sabato e cercato di trarne delle indicazioni di valenza più o meno generale.

Innanzitutto, il mio handicap è sceso al livello più basso di sempre (2,4), il che è una soddisfazione autotelica che non ha bisogno di ulteriori rinforzi o commenti. Come credo sia per quasi qualunque golfista, quel numerino è pari alla stella da sceriffo che da piccoli ci attaccavamo alla camicia a quadrettoni, o – nella versione femminile – qualcosa come il cerchietto da principessa che conteneva mondi interi.

In secondo luogo, questo handicap è venuto a fronte di un “impegno” in campo pratica molto ridotto rispetto agli anni passati (chiedo scusa, ma per me imparare a giocare a golf è sempre stato assimilabile non dico ad un lavoro, ma comunque ad un’attività con regole precise e scandite), e invece a molto più tempo dedicato – in proporzione – al campo. (Perché alla Margherita ci sono […] continua a leggere »

Ho ri-cambiato circolo

Quando vado a guardare nella mia scheda sul sito Federgolf la pagina Tesseramento ritorno per un attimo bambino. Un attimo soltanto, ma un attimo magico.

L’occhio scorre la lista dei circoli che sono fiero di aver “rappresentato” in questi diciassette anni di golf (il diciottesimo sta iniziando), e io mi paragono a qualche mio mito calcistico di allora, qualche “vecchio” di metà anni Settanta (chessò, qualcuno ondivago come Anastasi, Boninsegna o Benetti, o qualche altro più “stabile” come Furino). Per loro erano le casacche calcistiche (del resto il Gianni bambino non poteva pensare ad altra attività sportiva che non il calcio; e dove sarei ora se non fossi cresciuto con l’album dei calciatori Panini?), per me sono i miei tre circoli (ma dire due più uno è forse più corretto).

Questa lunga premessa per dire che quest’anno sono passato dai Ciliegi alla Margherita, ovvero ho compiuto la stessa scelta di sei anni fa, sostanzialmente con le stesse motivazioni e con lo stesso groppo in gola. Ed entrambi mi sono molto chiari.

La motivazione principale è la competizione, il giocare in un […] continua a leggere »

Un cambio di paradigma

Ogni tanto mi diletto a rileggere i pensieri relativi al mio golf che esprimo qui da dodici anni. L’occasione è in genere un fatto esterno che mi porta a sensazioni e convinzioni che sono già presenti in me, anche se magari dimenticate.

L’avvenimento recente è stato il cambiamento del sistema di calcolo dell’handicap, che come ciascun golfista sa è stato portato a termine il 15 dicembre. In base alle indicazioni che si trovavano dappertutto mi era chiaro che il mio nuovo handicap sarebbe stato 2,6, ma vederlo scritto fa un effetto pieno e strano, perché il “due virgola, stabile” è un sogno che ho cullato e accarezzato per anni – dal 2014, nientemeno – senza mai poterlo toccare con mano (se non per un brevissimo giorno).

È vero che le ultime gare sono state per me brillanti (77 – 75 – 75 – 70 i risultati recenti, e 77,8 la media dell’anno), ma vedere quel numerino, che per me ha la stessa precisa valenza che aveva la stella da sceriffo che mi appuntavo sulla camicia a quadrettoni quand’ero […] continua a leggere »

In poche e semplici parole

Mi prendo la libertà, nell’ultimo post dell’anno su questo blog, di parlare del mio anno golfistico. Per una sorta di riepilogo delle cose passate, come ho spesso fatto negli ultimi anni; per raccontare (e raccontarmi) un anno di avventure; e anche perché negli ultimi mesi ho rarefatto, per via di vicende personali, la mia scrittura. Ma la scrittura – al pari del golf – è per me vita.

Il libro, innanzitutto. Campo pratica è qualcosa di cui vado fiero, un libro che se non avessi scritto quest’anno non avrei scritto mai più, uno strumento che sinceramente penso utile per il golfista seriamente intenzionato a migliorare. (È difficile, lo so, e non tutti hanno la voglia di mettersi in gioco eccetera; ma chi lo vuole fare ha un mezzo in più.) Per questo sono grato ai miei compagni di avventura – Andrea De Giorgio, Roberto Cadonati e Franco Iacovitti – e all’editore Caissa Italia, e in particolare a Yuri Garrett, che ne è l’anima e che proprio oggi mi ha reso edotto dei lusinghieri dati di vendita. È un mio libro certo, ma insomma è un’opera […] continua a leggere »

Ho giocato con le sensazioni

Ieri, gara di circolo ai Ciliegi. Una gara come tante altre, con la differenza che era la gara di Giuseppe Lazzarotto, la Ci.Ti.Elle e tutto quanto di buono lui ha fatto in questi anni. (Beppe era tra l’altro presente la prima volta che ho fatto il par del campo.)

Io sono andato “discretamente” bene, perché per la prima volta in vita mia sono sceso sotto par in una gara (71 colpi). Parto dai dati:

– colpi: 71 (5 birdie, 9 par, 4 bogey) – fairway presi: 50% (7/14) – green in regulation: 39% (7/18) – up & down 70% (7/10) – putt: 23

Note positive: come si vede bene, il putt; ma anche il drive e i ferri lunghi, anche se dai numeri non traspare.

Punti da migliorare: il legno 3 (l’ho usato, orribilmente, due volte, tanto che quando avrei voluto usarlo una terza e una quarta l’ho tenuto in sacca a favore dell’ibrido 3, che non era il bastone giusto ma mi dava la giusta fiducia, seppure a scapito di qualche metro di distanza) e gli […] continua a leggere »

Questa mattina sono andato a Margara…

… per la prova campo di questa gara, una gara dove essendo circa 70ª riserva ero (e sono) assolutamente certo di non partecipare. Ma Margara è un campo bellissimo, e come già fatto in passato non volevo perdere l’occasione di fare un giro, sia pure fine a se stesso, ovvero fatto per me soltanto, soltanto per la gioia del giocare.

Sono partito alle 8:52. Ero il primo del giorno ed ero da solo, e ho preso subito un bel ritmo. Non pensavo a nulla altro che fare un bel giro senza metterci troppo tempo. Ed essere partito per primo da solo chiaramente aiuta in questo.

Tra le altre cose tra il serio e il faceto pensavo perché non danno una wildcard a un senior come me, o più precisamente al progetto delle 10mila ore?

Le idee, anche extra golfistiche, scorrevano fluide. Perché è questo che fanno i pensieri quando sei da solo in un campo da golf la mattina presto, concentrato senza essere concentrato, libero e sereno, ovvero in uno stato di flow: […] continua a leggere »

Sono stati anni bellissimi

Con la prossima stagione ritornerò ai Ciliegi.

Ho passato alla Margherita quattro anni splendidi, di cui ricordo con piacere moltissime sensazioni e pensieri: gli amici conosciuti, le sfide infinite, il campo sempre magnifico, le gare vinte e quelle (tante) perse, lo studio matto e disperatissimo dello swing, del gioco corto e del putt. Ero passato alla Margherita con l’obiettivo di fare un salto di qualità (leggi handicap più basso, ovvero – leggi meglio – “due virgola stabile”), ma non ci sono riuscito. È vero, oggi la conoscenza del mio swing è molto più solida, e sono sempre determinato a completare le 10mila ore di pratica concentrata entro i miei 55 anni di età per vedere la fine dell’arcobaleno; ma i risultati al momento esprimono un concetto differente. (Non importa, io e la mia rosa andiamo diritti per la nostra strada.)

Ora torno là dove sono partito, il 7 febbraio 2004, per alcuni motivi molto prosaici.

La questione economica: sono anni difficili, questi, da un punto di vista economico. Certo questo non c’entra nulla col golf giocato, ma per quanto il golf rivesta un ruolo centralissimo nelle seconde nove della mia vita non posso […] continua a leggere »

Una gara bifronte

Strana bestia, il golf; strana forte. E crudele.

Ieri, al secondo giorno di questa gara (per quanto rientrante nel clima rilassato dell’Agis, si tratta pur sempre di un campionato nazionale, sono pur sempre gli A1), mi sento bene e parto bene. Faccio qualche errore di troppo, ma alla 10 sono a +2 – niente che possa passare alla storia, ma qualcosa di più che discreto. Non ho nessuna paura, gioco libero e tranquillo, accetto gli errori e passo oltre.

Alla 11 ho il putt per il birdie da 9 metri forse, in discesa. Calcolo male la distanza e mi ritrovo con un putt da tre metri, che lascio di nuovo corto. Bogey e +3. Pazienza, si va alla prossima.

Che è un par 5 senza grandi difficoltà (il giorno prima avevo fatto birdie, per dire). Dove mi parte un colpo basso a sinistra tra gli alberi – avrò fatto 80 metri. Ripensandoci a distanza, sentivo che qualcosa non andava in quel momento, non ero del tutto connesso con il movimento. Ma non importa, gioco per il bogey e […] continua a leggere »

La mia prima volta sotto par

È una sciocchezza, lo so; ma per me, novello Peter Pan, antico Piccolo principe, la mia rosa è molto importante, dà significato a tante altre cose che mi stanno intorno.

Oggi compio gli anni (cinquantuno? avrei mai immaginato, da ragazzo, che si potessero avere così tanti anni?) e ieri mi sono fatto un regalo: per la prima volta in vita mia ho concluso un giro intero sotto par.

Ero partito a metà pomeriggio per un giro in solitaria ai Ciliegi. Il campo era insolitamente vuoto (probabilmente la temuta pioggia, che poi sono state due gocce due, ha tenuto lontani molti golfisti – mentre prova a fare un giro da solo ai Ciliegi in qualunque momento di qualunque giorno, te lo raccomando), e io ero molto tranquillo. Sono stato molto veloce nelle prime buche; ho mancato i primi tre green su quattro ma sempre recuperato, e dopo sei par faccio birdie alla 7 (abbastanza scontato, data la semplicità della buca) e poi alla 9, con un putt di quindici metri tirato millimetricamente e scientificamente, anche se non puoi […] continua a leggere »

Il golf è fatto così

83 – 84 – 74.

In questa bella gara.

Il primo giorno, ieri l’altro, il caldo era micidiale, mi chiedevo come facessero gli altri giocatori a resistere in campo e pure a giocare bene. Io ho tirato, faticosamente, 83 colpi e non mi sono divertito per nulla.

Ieri ero in prima partenza (7.30). Sveglia 5.30 ma no, non mi chiedevo chi me lo fa fare, le sensazioni erano più positive rispetto al giorno prima. Il giorno è andato meglio, e anche se alla fine ai colpi del giorni prima è occorso aggiungerne uno per arrivare al totale del giorno ho sentito di giocare un pochino meglio. Anche se drive e legni – pure il mio legno 3, fedele compagno di mille battaglie! – andavano dove pareva a loro, e io sembravo essere lì quasi per caso. E anche tutto il resto del gioco era deficitario.

Allora ieri pomeriggio sono andato in campo pratica con drive e legno 3, deciso a capire il perché di questi errori così marchiani. Ho tirato 43 palline, ed è stata la chiave di volta: perché se un movimento non funziona non saranno due gettoni a rimetterlo in sesto, ma quantomeno potranno aiutarti […] continua a leggere »