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Ci.ti.elle golf

In un mondo asfittico (nonostante le apparenze) come quello del golf italiano capita, a volte, di incontrare lampi di semplicità che non possono non riconciliarti con l’idea che si può avere di questo sport (amicizia, divertimento e competizione, non solo sfoggio dell’ultima moda).

Giuseppe – Beppe, per gli amici – Lazzarotto è uno di questi fenomeni. Persona semplice, affabile e alla mano, è titolare di un’sautissa offerta agli amici con bel deuit tutto piemontese (anche se forse lui piemontese non è, e dovrò fare ammenda).

Da pochissimi giorni è online il

Museo privato Bisagno: collezionismo e passione

C’è un’opera di estremo interesse per ogni golfista sinceramente innamorato di questo sport che nasce da un fatto tragico avvenuto nel 1999: la morte di Davide Bisagno, ragazzo strappato alla vita nel fiore degli anni. Il padre Marco, per onorarne la memoria, ha dato vita nella sua città – Verona – ad un museo unico nel suo genere. È infatti l’unico museo privato di golf esistente al mondo, e contiene migliaia di palline logate (è stata questa raccolta, nello specifico, che ha dato l’abbrivio al museo), migliaia di bastoni (alcuni di fine Ottocento, alcuni adoperati da Jack Nicklaus) e numerosi oggetti di varia natura legati al golf.

Tale museo è dunque, innanzitutto, un’opera d’arte. Sono stati necessari otto anni di lavoro per raccogliere i materiali, restaurarli, catalogarli e sistemarli. Questo perché i pezzi, soprattutto quelli più antichi, a volte vengono identificati da segni piccolissimi: è quindi necessaria una pazienza certosina, unita a una conoscenza specifica nel clubmaking, per definire con precisione un bastone.

Il museo è ora anche un libro, edito da Cierre grafica con carta Fedrigoni, che ha richiesto quattro anni di lavoro e rappresenta una sorta di catalogo […] continua a leggere »

Paper Tiger

Sarà perché mi identifico parecchio con l’autore, ma questo è il libro di golf più bello che abbia letto quest’anno – e io ne leggo uno a settimana.

È la storia, narrata in prima persona, del tentativo di un golfista non professionista, con un handicap intorno al 10, di entrare nella mitica Q-school. Trecento e passa pagine di emozioni, patimenti, errori, miglioramenti, delusioni e speranze.

Il risultato finale è – credo – abbastanza scontato; ma non è nel risultato il punto di forza di questo romanzo. Lo snodo del libro è infatti nei progressi che l’autore fa rispetto al suo swing, nei maestri che incontra, nei pensieri che lo accompagnano: nel suo viaggio alla ricerca del suo personalissimo Santo Graal.

Golf means Business

GMB L’ultimo numero di “Life Club” pubblica la mia recensione al volume di Jérôme Block Golf means Business, uno dei pochi libri che copre l’area del “business golf”.

Golf Links

Segnalo una nuova e, a prima vista, interessante rivista online sul golf, “Golf Links”.

Un difetto – forse non eliminabile in iniziative del genere – mi pare evidente: l’eccessiva presenza di pubblicità occulta. Tuttavia comprende una serie di articoli gradevoli.

La citazione migliore – autoironica e al contempo drammatica – è a pagina 53. Dice Doug Sanders, a proposito del putt mancato nel 1970 che gli avrebbe potuto dare la vittoria al British Open a St Andrews:

Do I still think about missing that putt after these years. Heck, no. Yesterday I went at least five minutes without it even crossing my mind.

John Updike, in memoriam

Sogni di golf A 76 anni (era da tempo malato di cancro) è morto lo scrittore americano John Updike, vincitore di due Pulitzer.

Non troppo noto è il fatto che Updike fosse un fanatico del golf. Il golf fa capolino in vari suoi romanzi, ma soprattutto a questo sport aveva dedicato un bel libro, Sogni di golf.

Sono trenta racconti, scritti in un arco temporale lunghissimo (tra il 1958 e il 1995), divisi in tre sezioni che si intitolano “Imparare il gioco”, “Giocare il gioco” e “Amare il gioco”, che potrebbero essere intese come le tre fasi dell’approccio di un golfista a questa disciplina. Il libro è la testimonianza di una dedizione appassionata, testarda e lunga una vita dell’autore al gioco del golf.

La brevità dei racconti ne facilita la lettura. La narrazione unisce la leggerezza della scrittura alla conoscenza di questo sport: questo è il vero punto di forza del libro. Si ritrovano tutte le gioie, ma soprattutto le ansie e le frustrazioni tipiche di un golfista, sensazioni che qualunque golfista ha provato almeno una volta nella sua vita. Updike illustra infatti un concetto che per un golfista […] continua a leggere »