Imparare a disimparare

Sono partito da un mio problema specifico.

Ma vorrei allargare il discorso a beneficio del lettore: perché si tratta di un problema proprio di qualunque golfista che giochi almeno da qualche tempo.

Il mio problema specifico è questo: non so fare draw col driver. Ma il problema generale è questo: quando giochiamo da un po’ di tempo (e a maggior ragione se giochiamo da tanto tempo, e a ragione ancora maggiore se pratichiamo tanto) si formano in noi degli automatismi di gioco, grazie ai quali non dobbiamo ogni volta pensare come si tira un bastone; ma semplicemente ripeschiamo in maniera automatica e inconsapevole le informazioni dalla memoria e le utilizziamo allo scopo. Chi più e chi meno a seconda del livello di abilità, ma questo vale per tutti.

Però… però quando abbiamo praticato a lungo un colpo specifico quello che sappiamo in maniera automatica può essere di grave intralcio, se non va nella direzione desiderata.

Nel mio caso il problema col driver mi è molto chiaro. Perché la teoria la so: fare draw col driver vuol dire allinearsi, per esempio, quattro gradi a destra rispetto all’obiettivo e avere la faccia del bastone che all’impatto punta due gradi a destra dell’obiettivo […] continua a leggere »

Il ferro 5, come lo sento io

Era il 2004, io avevo cominciato a giocare da poche settimane, non avevo ancora dei bastoni miei e il primo che acquistai fu un ferro 3 [sic] al Decathlon. Il golf era un mondo quasi del tutto sconosciuto per me, riuscivo a capire pochissimo di concetti quali il loft, ma avevo intuito che un ferro con un numero basso poteva mandare la palla più lontana rispetto ad un ferro 8, 9 o anche 10 (già, all’epoca la Callaway produceva il ferro 10, ovvero l’attuale pitching wedge).

(Ricordo molto bene la faccia tra lo stupito e l’inorridito del mio maestro di allora quando mi vide con quell’arnese. Ma insomma il percorso verso la conoscenza è molto lungo, e anzi mi appare molto più lungo e intricato ora di quanto non fosse allora.)

Anche il mio primo set “serio”, i Mizuno MP-57, dei bastoni incantevoli al punto che li comprai online senza mai averli provati prima perché mi ero innamorato di quelle linee, aveva il ferro 3 (che conservo ancora). E anche se oggi amerei la […] continua a leggere »

Libri di golf, “Golf Italia”, dicembre 2020 – gennaio 2021

“Golf Italia” è sopravvissuta all’annus horribilis e arrivata al quarto numero. Contiene le mie recensioni:

Brett Cyrgalis, Golf’s Holy War. The Battle for the Soul of a Game in an Age of Science (perché la filosofia è fondamentale per il nostro golf); – Kris Tschetter con Steve Eubanks, Mr. Hogan, the Man I Knew. An LPGA Player Looks Back on an Amazing Friendship and Lessons She Learned from Golf’s Greatest Legend (perché Hogan vorrei che ci fosse sempre quando si parla di golf).

Ho ri-cambiato circolo

Quando vado a guardare nella mia scheda sul sito Federgolf la pagina Tesseramento ritorno per un attimo bambino. Un attimo soltanto, ma un attimo magico.

L’occhio scorre la lista dei circoli che sono fiero di aver “rappresentato” in questi diciassette anni di golf (il diciottesimo sta iniziando), e io mi paragono a qualche mio mito calcistico di allora, qualche “vecchio” di metà anni Settanta (chessò, qualcuno ondivago come Anastasi, Boninsegna o Benetti, o qualche altro più “stabile” come Furino). Per loro erano le casacche calcistiche (del resto il Gianni bambino non poteva pensare ad altra attività sportiva che non il calcio; e dove sarei ora se non fossi cresciuto con l’album dei calciatori Panini?), per me sono i miei tre circoli (ma dire due più uno è forse più corretto).

Questa lunga premessa per dire che quest’anno sono passato dai Ciliegi alla Margherita, ovvero ho compiuto la stessa scelta di sei anni fa, sostanzialmente con le stesse motivazioni e con lo stesso groppo in gola. Ed entrambi mi sono molto chiari.

La motivazione principale è la competizione, il giocare in […] continua a leggere »

Un cambio di paradigma

Ogni tanto mi diletto a rileggere i pensieri relativi al mio golf che esprimo qui da dodici anni. L’occasione è in genere un fatto esterno che mi porta a sensazioni e convinzioni che sono già presenti in me, anche se magari dimenticate.

L’avvenimento recente è stato il cambiamento del sistema di calcolo dell’handicap, che come ciascun golfista sa è stato portato a termine il 15 dicembre. In base alle indicazioni che si trovavano dappertutto mi era chiaro che il mio nuovo handicap sarebbe stato 2,6, ma vederlo scritto fa un effetto pieno e strano, perché il “due virgola, stabile” è un sogno che ho cullato e accarezzato per anni – dal 2014, nientemeno – senza mai poterlo toccare con mano (se non per un brevissimo giorno).

È vero che le ultime gare sono state per me brillanti (77 – 75 – 75 – 70 i risultati recenti, e 77,8 la media dell’anno), ma vedere quel numerino, che per me ha la stessa precisa valenza che aveva la stella da sceriffo che mi appuntavo sulla camicia a quadrettoni quand’ero […] continua a leggere »

Libri di golf, “Golf Italia”, ottobre-novembre 2020

Il terzo numero di “Golf Italia” – una bella tradizione che si sta creando, e visti i tempi non è cosa da poco – contiene le mie recensioni:

Mark Cannizzaro, Seven Days in Augusta. Behind the Scenes at the Masters; – Roberto Livraghi, Musica, golf e… qualcos’altro.

Vademecum ad uso del golfista esordiente

Ho fatto qualche giorno fa qualche buca in compagnia di un handicap 54, e non è stata un’esperienza positiva. Non per lo swing tutt’altro che impeccabile della persona, né per il fatto che il risultato dei colpi fosse casuale, cose perfettamente comprensibili in qualcuno che inizia; ma per la mancanza di conoscenza delle regole più elementari di etichetta. Un paio di episodi mi hanno colpito sopra tutti: il bunker non rastrellato e le linee sul green calpestate.

Una parola sul primo caso, che considero più grave in quanto costituisce mancanza di rispetto sia verso il campo che verso i compagni che verso gli altri giocatori: purtroppo capita in maniera ahimè troppo frequente. (Mi si perdoni il paragone irriverente: rastrellare un bunker, che sia di percorso, di un green o di pratica, equivale a tirare l’acqua dopo aver usato il gabinetto.)

Mi sono fatto scrupolo di far sapere alla persona che avrebbe dovuto rastrellare il bunker, anche se temo che osservazioni del genere portino a crearsi dei nemici senza offrire un reale beneficio, perché il nostro ego in questi casi è pronto ad entrare in campo senza indugi, e mi chiedo dunque che cosa capiterà la volta successiva: la persona si […] continua a leggere »

Aerogolf – presentazione libro “Campo pratica”

Ho avuto ieri l’opportunità di presentare Campo pratica in diretta sulla pagina Facebook di Aerogolf.

I punti salienti: – è ok se non vai a misery hill, ma ti perdi un pezzo di divertimento (2:30); – Ben Hogan says… (3:41); – l’importanza del maestro (5:02); – il riscaldamento prima della pratica (7:46); – il video di Mickelson che guarda Jimenez riscaldarsi (8:43); – il tempo da dedicare alla pratica: quante volte, per quanto tempo, come dividerlo per settori (8:55); – abbattere il muro tra campo pratica e campo (14:30); – Arnold Palmer a un par 5: Which tree? (16:43); – cosa succede se Massimo Scarpa sfida un dilettante a una gara di drive? e a una di putt? (23:54); – Dave Pelz: il colpo più difficile in assoluto (24:16); – come praticare il putt (25:32); – esempio di sessione di pratica del gioco corto (30:52); – due parole sul gioco lungo (31:59).

Libri di golf, “Golf Italia”, agosto-settembre 2020

Libri di golf, “Golf Italia”, giugno-luglio 2020

Come Jack Walsh (Robert De Niro) in Prima di mezzanotte, allorché Alonzo Mosley gli traffica attorno con delle ricetrasmittenti e lui sorride perché – dice – “mi sento di nuovo uno sbirro”, io sentivo la mancanza delle mie care recensioni di libri di golf.

Ora l’attesa è finita.

“Golf Italia” è una rivista nuova, più forte della pandemia. Ecco le mie recensioni per il numero di giugno-luglio 2020:

Dave Alred, Sotto pressione. Gestire lo stress, sfruttare l’energia e performare quando conta; – Michael Carroll, Fit For Golf Warm-Up Manual. Golf Warm-Up Routines For Every Level Of Golfer (prodotto digitale).