È stata (è) una settimana emozionante. Di seguito il racconto di come l’ho vissuta io.
Lunedì, primo giorno di pratica. Ho parcheggiato di fronte all’ingresso del Torino, entravo e uscivo senza problemi. Eravamo forse dieci spettatori in tutto a guardare, potevi stare vicinissimo ai giocatori che praticavano e nessuno ti diceva niente. Io tra le altre cose mi sono messo a fianco di Chris Doak, ho seguito la sua pratica per un’ora. Un po’ mi attirava il cappello alla Ben Hogan, ma soprattutto mi ha colpito vedere, da vicino, come schiacciava la palla per farla volare alta. Controintuitivo ma verissimo. E poi la sua routine su ogni colpo, e l’attenzione maniacale al grip. E il suono all’impatto, una sorta di sinfonia (questo vale per tutti i giocatori).
Martedì le cose erano differenti, più strutturate. Ai giocatori non potevi più avvicinarti, c’erano (giustamente) le barriere bianche. È stato bello incontrare persone conosciute, scambiare qualche chiacchiera con la “mia” direttrice, conoscere il fenomeno dell’anno.
Giovedì. Di ieri ho molto da dire. Un incontro, sulla navetta, di una casualità da far spavento con Isabella Data e il marito (Isabella mi ha […] continua a leggere »





