Cose di Corsica che amo

Date Agosto 4, 2011 Author giannidavico Comment No Comments

Il porto di Porto Pollo, nell’ora che volge il disio.

Camminare per un giorno intero vedendo forse quattro persone in tutto.

Prendere l’auto – quelle rare volte – da solo e guidare per mezz’ora lungo strade tutte curve. Verso Marmuntagnja, per esempio.

La Giraglia vista dal traghetto. (Ma questo l’ho già detto.)

L’idea che la Corsica è una terra fondamentalmente disabitata, con qualche persona qua e là, quali rari nantes in gurgite vasto.

Le torri genovesi della mia zona. Senetosa, sopra tutte, ça va sans dire.

Le prime note di un canto corso, la sera.

I sugheri della zona di Pianottoli Caldarellu e la meraviglia provata da Luca Goldoni (era in Sardegna, ma fa uguale) la prima volta che li vide, come se avesse sempre pensato che i tappi di sughero spuntassero fuori dalla terra già bell’e pronti.

(Non è tutto, ma dà l’idea.)

Tagged as:  ,   ·   Categories:  Vita 2.0

Leave a Reply