Un piccolo grazie

Questo è un post di ringraziamento.

È per te, Diego, che porti l’ossigeno a papà tutte le settimane. È il tuo lavoro e ti pagano per questo, ma il tuo lavoro non è solo il tuo lavoro: per qualcuno – papà – è la vita.

È per lei, Augusta, lei che lavora nella scuola di mia figlia piccola – e ci lavora col sorriso, e mi saluta chiamandomi signor Davico, e chiama Michela per nome (be’, con Michela è facile, alle soglie dei sei anni è una veterana dell’ambiente).

È per voi, maestre di Michela: io vi farei un monumento per tutto quel fate per i nostri figli, senza farlo pesare neanche un po’.

È per lei, Beppe, lei che dopo una vita di lavoro ha trovato una seconda giovinezza in un circolo di golf, e il lavoro cosiddetto “umile” non le fa ribrezzo, anzi, lo fa con allegria e col sorriso.

A l’é për chiel, Giovanni, chiel ch’a cudiss na montagna antera, bele se j’agn a passo e daré da chiel a-i é gnun a pijeje ‘l pòst.

Ed è per te, ragazzino non vedente che lunedì, in campo pratica, guidato dal maestro sorridevi di gusto nel sentire la palla volare (e io sorridevo per la felicità del poter essere lì a condividere quel momento, e pensavo che il mio swing, dopotutto, non è poi così importante).

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