Luca Goldoni, 83 anni, un ragazzino.
Ho cominciato ad apprezzare i libri di Luca Goldoni all’università, quando stavo trovando la mia via nello scrivere. E un po’ dell’ironia e della calma che segnano i miei scritti provengono senza dubbio da libri come Viaggio in provincia, Colgo l’occasione, Vai tranquillo et cetera.
Ho avuto la gran fortuna di incontrarlo di persona un paio di anni fa, in un giornata presso la sua “casona” sui colli bolognesi di cui conservo uno splendido ricordo.
Ora questo ragazzino che non sa smettere di scrivere ha pubblicato l’ennesimo libro, Meglio MAI che tardi. È un viaggio nell’Italia di oggi e di ieri, uno sguardo disincantato e affettuoso sugli italiani che non cambiano mai, e allo stesso tempo un’occasione per qualche considerazione su di sé.
Come ricorda lo stesso Goldoni nell’Introduzione,
Anche il vecchio cronista ha reclamato il suo spazio, convinto, con Cesare Pavese, che ricordare una cosa significa vederla solo adesso per la prima volta.
Un libro piacevole che scorre e si fa leggere, una meditazione su noi stessi così come siamo oggi, qualche concessione al personale che rende la lettura ancora più interessante.
Chapeau, mio caro Luca. Con ossequi ciao.
Commenti
Ciao Gianni,
“Anche il vecchio cronista ha reclamato il suo spazio, convinto, con Cesare Pavese, che ricordare una cosa significa vederla solo adesso per la prima volta.”
Non so se Pavese ha preso questo concetto in prestito da TS Eliot ma la similarità è comunque forte!