Autore: giannidavico

Uno da due quartini, ovvero: un piccolo grazie

Una settimana fa ho pubblicato qui un post, e verso sera 62 persone avevano segnalato sulla loro pagina Facebook di gradire quel che avevo scritto.

Ses – san – ta – du – e. Conosco una sola di queste persone, Daniel Tarozzi, ma se potessi scriverei a tutti gli altri sessantuno una mail personalizzata per ciascuno, per ringraziarli della loro attenzione.

Sono commosso. Onorato. E anche un poco confuso. Per analogia mi viene in mente colui che Jim Rohn [7 strategie per la ricchezza e la felicità, p. 149] chiama “uno da due quartini”:

Immagino che tu ti faccia lucidare le scarpe. Il ragazzo che te le lucida svolge un lavoro incredibile per te. Di fatto, te le lucida meglio di chiunque altro al mondo. Ricompensandolo per il suo lavoro, considera che tipo di mancia gli dai. Dentro di te pensi: “Gli do una o due monete da 25 centesimi?” Se ti vengono in mente due cifre, scegli sempre la più alta; diventa uno da due quartini. […] Se tu dicessi: “Beh, gli darò una moneta da 25 centesimi”, questa riflessione ti […] continua a leggere »

Meno lavoro = più felicità

Lo scopo del lavoro è – dovrebbe essere, almeno (ahimè, non per tutti è così) – quello di liberare il tempo (e la tecnologia è di grande aiuto in questo) e quindi di permetterci di dedicarci a compiti più importanti e significativi.

 

Anche Tim Ferriss, in Quattro ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando dieci volte meno (pagina 33), sostiene che occorre

evitare di lavorare per amore del lavoro e fare il minimo necessario per il massimo effetto.

Naturalmente sono molte le tecniche che si possono applicare, ma il fine ultimo è sempre il medesimo: dedicare meno tempo al lavoro per dedicare più tempo a noi stessi per avere più felicità. (E noi siamo i soli arbitri di noi stessi in questo.)

Segnalo un articolo pubblicato sull’ultimo “Inc.”, che parlando d’altro dà alcuni suggerimenti sul tema.

I try to respond to most things immediately. It’s something I learned from one of my graduate advisers. You’d e-mail him and he’d immediately reply, because, he said, ‘If I don’t, I’m spending my time twice. Once when I see the e-mail, and again when I reply to […] continua a leggere »

Appunti minimi

Il profumo fresco del legno.

Michela che compie cinque anni.

La felicità è fatta proprio di cose piccolissime.

La passione, la passione sopra tutto.

Tutto qui.

Scrivere di felicità

Compito improbo, quello che ho accettato sulle ali dell’entusiasmo (e con un bel po’ di incoscienza) da Daniel: tenere un blog qui. Improbo per l’impegno che comporterà, ma non mi spaventa. Io sono pronto.

Anche se scrivere è la mia gioia e la mia pena, la mia passione e il mio mestiere, ho capito molto tardi di essere uno scrittore. (Sono lento in tutto, lo so; ma a mia discolpa cito quel proverbio cinese che dice: chi pensa che la frutta maturi tutta insieme come le ciliege non sa nulla dell’uva.) E che cosa fa uno scrittore? Non dice che scriverà, ma semplicemente scrive. Lo illustra bene Chris Guillebeau:

I don’t claim to be an expert, but I’ve been writing 1,000 words a day almost every day for the past 120 weeks. That’s the most important tip of all—to be a writer, start writing. You’ll figure out a lot of things along the way.

E vediamo anche che cosa ne pensa Seth Godin:

The hard part, as you can guess, is the first 2,500 posts. After that, momentum really starts to build.