Un passo dopo l’altro

Ho parlato spesso, qui e altrove, del mio mal di Corsica, un sentimento che è ormai vecchio di dieci anni e pertiene senza dubbio alla mia mitologia personale.

Ma tra tutte le attività che si possono fare qui, quella che di gran lunga preferisco è il camminare. Il mio è un trekking alla buona: scarpe da ginnastica, macchina fotografica, acqua q.b. e via.

E perché cammino? Cammino per vedere scorci stupendi, invisibili se non a chi cammina a lungo, certo; cammino per mettere in ordine i pensieri, si capisce; cammino per il benessere psicofisico, ovvio. Ma in realtà cammino soprattutto per il camminare.

Percorrere una parte infinitesima della ragnatela che compone i mille sentieri della Corsica è un’attività autotelica, fine a se stessa, che in se medesima ha il suo compimento e tanto basta.

E, alla fine, tutto questo camminare mi sembra un’ennesima metafora della vita. Dove andiamo, una volta fatti tutti i conti? E non è forse vero che andiamo solo per andare e dove andiamo, alla fine delle fini, non è poi così importante?

Navigare necesse, vivere non necesse. Comunque andiamo, è tempo di partire.

Commenti

Corsica e golf ha detto:

[…] come si corre per correre, alla stessa maniera si gioca a golf per giocare a golf. […]

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