Ho parlato qui spesso delle “mie” montagne (più “in prestito d’uso” che “mie”, in realtà: mi impegno a riconsegnarle alla generazione dopo di me in uno stato almeno un po’ migliore rispetto a come le ho trovate). Ora, grazie all’amico Alberto Guggino, dalla cui semplicità e ostinata pazienza imparo anche senza rendermene conto, mi sono imbattuto in questo progetto, che a un tempo mi fa pensare alle montagne, ai nostri figli, all’armonia con la natura e alla giustizia.
L’idea – folle: ma aut insanit homo aut versus facit, e poi senza follia come potremmo progredire? – è di creare una catena umana lunga 50 chilometri, dal centro di Torino fino a Susa, per tre minuti in un giorno ancora da stabilire. Le centomila mani – che sanno di pane – saranno figura, nel senso auerbachiano del termine, della riconciliazione – oggi non più procrastinabile – dell’uomo, di noi, con l’ambiente.
Perché questo progetto? Lo spiega il sito:
perché se la terra della Valle non respira, soffoca la città con tutti i suoi abitanti.
Preservare la terra. Preservare anche una terra che rischia di essere snaturata (appunto) dalla logica del denaro. Il denaro non ha colore, si sa: ma mi piace immaginare l’ambiente (e tutto ciò che compone il mio mondo) non come qualcosa che ho ricevuto da chi è venuto prima di me, ma che chi viene dopo – le mie figlie, nel mio caso – mi ha solo dato in prestito. In custodia, da trattare con cautela e cura e restituire al termine dell’uso.
Gli ideatori di questo progetto meritano tutta la nostra ammirazione e la nostra stima. È un progetto complesso, temerario, meraviglioso. E avrà successo, perché la terra è di tutti.

Commenti
Ciao!!!
Noi contiamo di esserci, organizzeremo un invio mail alla newsletter per isciverci sul tracciato Google Maps !!!
Bellissimo progetto, non vediamo l’ora di tenerci tutti per mano !!!!