Montale e i preventivi

“Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale” (EM)

Nei miei primi anni di mestiere, i preventivi che preparavo erano componimenti, poemi, contenevano ogni dettaglio immaginabile (e superfluo). Io non capivo perché i clienti – potenziali e non – non apprezzavano quegli sforzi stilistici. Erano pezzi di bravura, dopotutto!

Col tempo mi sono reso conto che ero io a sbagliare. Non servono molte parole per far vedere che sei un professionista. Oggi i miei preventivi sono comunicati laconici, che parlano la lingua del commercio e dicono tutte le cose essenziali. Non sono poesia, che riservo ad altri ambiti, ma vanno diretti al punto.

E percepisco che i clienti mi sono grati per il fatto che non perdono tempo prezioso a cercare le informazioni che gli occorrono.

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