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Un grande avvenire dietro le spalle

Come al solito, per cercare di spiegarmi devo prenderla da lontano. Precisamente da qui:
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Era il 21 luglio 1953, a Ben Hogan mancavano pochissimi giorni ai quarantun anni, e quella celebrazione – che allora poteva parere una giusta consacrazione di risultati raggiunti e una spinta per il futuro – fu – a posteriori ci è chiaro – un addio, perché la sua carriera golfistica era di fatto finita.

Ecco, allora parallelamente al mio dolce mito mi sento un grande avvenire dietro le spalle, per citare Gassman. La mezza età è insomma questo dibattersi tra ciò che non è più e il fare i conti con quello che si è fatto e quello che ancora si vuole (vorrebbe) fare (i montaliani nonfatti); e in mezzo ci sono, pesanti e pressanti, le responsabilità e le attese che altri ripongono, legittimamente o meno, in te.

Io vedo la mia posizione nel mondo, stabilita, sostanzialmente solida, rotonda. Quello che ho fatto, più o meno, l’ho fatto; ora mi restano delle esplorazioni differenti, ma anche mi resta la sensazione che troppe cose sono […] continua a leggere »

Sul crinale

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Ora che non ho più il mio rifugio tra i monti (la storia della cui terminazione racconterò più avanti, quando l’avrò capita – perché se oggi dovessi spiegare il perché e il percome veramente non saprei che cosa dire – e interiorizzata meglio), mi sento più libero di spaziare nei miei peregrinari montani.

Venerdì, dopo una settimana di piogge continue, e nonostante il meteo incerto, ho scelto comunque di andare a percorrere questo sentiero. (“The timing is never right”, come dice Tim Ferriss.)

Era un luogo che, per quanto vicino ai percorsi soliti, non conoscevo; o meglio nel mio tempo adolescenziale affondavano vaghissimi ricordi di questo santuario, ma niente di più. (Quante volte passiamo accanto a cose e scegliamo di ignorarle!)
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Coi miei fidi scarponcini sono partito, ho camminato, ho liberato i pensieri. I contorni erano a tratti nebbiosi, a tratti più chiari. Ho apprezzato particolarmente il fatto di […] continua a leggere »

Pensieri che girano in tondo

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M’accorgo che parlo sempre più spesso, qui, del concetto di mezza età: perché mi appartiene, perché sono io, perché vedo la fine del mio tempo, perché il mio corpo si trasforma, perché non riesco più a fare cose che prima mi venivano naturali.

Poi penso anche che questa fase della vita porta con sé – almeno per me porta con sé – oneri, responsabilità e pesi che spesso faccio fatica a sopportare. Troppe volte mi sento legato, non in grado di fare le cose che veramente vorrei, non veramente libero.

Da tempo mi immagino una sorta di diario di un cinquantenne, che è un po’ la fase dopo La Vita 2.0; ma penso anche che quel diario esiste già, è di fatto questo blog. E mi piacerebbe anche scrivere il quarto libro: ma tra il primo e il secondo sono passati otto anni (e mi sembravano decisamente troppi), tra il secondo e il terzo sei, e ora ne sono trascorsi altri cinque e non ho nulla di concreto in mano.

Pensieri confusi, insomma, pensieri che […] continua a leggere »

Le immagini non raccontano

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Per quanto le parole siano limitate nel descrivere le sensazioni, sono sempre più accurate e più profonde delle immagini. È anche per questo che scrivo, è anche per questo che tengo questo mio diario pubblico: perché so perfettamente che le parole sono inadeguate a descrivere delle sensazioni, ma le immagini, se da un lato facilitano il compito, dall’altro lo semplificano troppo, più di quanto sia necessario od opportuno.

Vale infatti sempre la replica di Italo Calvino a Elémire Zolla, che gli magnificava una scena di tempesta in un film (cito a memoria):

Come osi paragonare un’ondata cinematografica a quelle di Melville?

Io insomma cerco di avvicinarmi alla radice delle cose con i mezzi che ho – principalmente quindi la parola scritta; e poi anche camminando, correndo e muovendomi nel paesaggio intorno a me. (E rare volte mi sembra anche di riuscirci un pochino.)

Questa mattina sono partito per un giro sulla mia amata bici per le colline del Monferrato, meraviglie che trovo a due passi da casa: la nebbia avvolgeva il paesaggio, ma una foto – per quanto magnifica […] continua a leggere »

Una stramba felicità

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Oggi parlo di un argomento che occupa in maniera piena i miei pensieri, e che certamente continuerà ad occuparli negli anni a venire. È rivolto in primo luogo a chi ha grossomodo la mia età: semplicemente perché espone sensazioni che puoi descrivere fin che vuoi, ma se non le sperimenti su di te non possono restituirti significato. (Ho tentato l’esperimento ieri sera, con una persona di una quindicina di anni più giovane di me: ma quando le narravo delle gioie dell’età di mezzo mi ha risposto – com’è comprensibilissimo che sia – “ma dai, sei ancora giovane” e tirate del genere.)

Leggendo questo libro ho capito di essere giunto alla mezza età. E la cosa fondamentale è che questo mi rende felice, mi dà sensazioni molto positive che ora cercherò di spiegare. (Cioè, non è che mi occorra un libro per sapere che ho quasi cinquant’anni, ma secondo il mio personale assioma per cui una cosa è vera quando è scritta mi è più chiaro capirlo leggendo parole, ben scritte, di altri.)

La mezza […] continua a leggere »

Come le cose che finiscono

Ho dei pensieri contrastanti in questo periodo. Un po’ agitosi, non ordinati come vorrei. (Non riesco a definirla bene questa cosa, ma so che quando ci sono troppi accadimenti non riesco a seguire tutto, vado in confusione e conseguentemente non sono tranquillo.)

Luglio non è stato – fino ad ora almeno – il mese che pensavo che fosse, principalmente per questo e questo motivo. Io me lo immaginavo così, ma pensare di “controllare” gli accadimenti è pura illusione.

Sabato mattina ho giocato a golf, ma il pomeriggio l’ho passato sui tetti. Stare sui tetti a cambiare le tegole è divertente, prendermi cura della casa è un’attività che mi dà soddisfazione (sebbene stia nell’angolo dei “lavori ad alto rendimento”, per dirla alla Batista). Quindi le mie percezioni cambiano – segnatamente l’età di mezzo è pericolosamente vicina a me. È un fatto che accetto perché sarebbe sciocco contrastare il tempo; ma non sono sicuro che mi piaccia poi così tanto.

Poi c’è il corpo che cambia – la vista che cala, sopra tutto –, e quindi l’idea del tempo che scorre inesorabile. Papà e mamma che per la prima volta quest’anno dal 1978 non vedranno la nostra […] continua a leggere »

Perdere un sogno

Ho messo via un po’ di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male né la botta
ma purtroppo è il livido
(Ligabue, Ho messo via)

Il mio rifugio tra i monti, luogo che mi ha visto bambino e poi ragazzo e poi giovane uomo e poi uomo e poi ancora persona che entra nella mezza età, è da anni – circa dal 2006, quando per la prima volta avemmo come famiglia ristretta (ovvero come nucleo familiare non allargato a genitori eccetera) la nostra vera casa, una sorta di nido – un rifugio, appunto, nel vero e pieno senso della parola – dove crescere le figlie d’estate, dove pensare in pace, dormire senza pensieri, scrivere, lavorare, camminare e così via.
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Ieri, il giorno dopo la fine ufficiale di #ER16 (a proposito: è andato tutto bene, ce l’abbiamo fatta, i bambini sono stati contenti, i genitori pure, e c’è anche stato il momento di commozione con la lacrima), è successo un fatto che sapevo che […] continua a leggere »

Interrompere il flusso dei pensieri

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Avevo preparato tutto, soprattutto dentro di me, per questa settimana. Poi, improvviso e imprevedibile, è successo un fatto che ha immediatamente spostato il flusso dei miei pensieri in una direzione differente.

(Ero in una splendida passeggiata con mia figlia grande, al ritorno da Narbona, luogo pieno di fascino e meta agognata. Tant’è.)

Il problema è che io mi sento, che io sono responsabile per le Rosine. Conseguente ansia, pensieri neri, conseguente stress, telefonate, ascolto di lamentele e preoccupazioni eccetera. Senza nemmeno essere lì, senza nemmeno poter constatare i tanti danni avuti, senza nemmeno poter spostare un secchio d’acqua.

Ora, che sono nel mezzo del ciclone – ecco, appunto –, questa mi sembra una bella sfida. Riuscire a gestire 22 bambini urlanti (per fortuna non sono solo!), le criticità di casa e in mezzo a tutto questo portare anche avanti il lavoro soddisfacendo i clienti sarà un bel traguardo. Il traguardo di questa settimana.

Il flow dei pensieri si è interrotto subitaneamente, il flow dei pensieri positivi riprenderà presto.

Una parola luminosa

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C’era una parola, sopra tutto, che mi girava in testa nei giorni scorsi, pensando al post che avevo da scrivere per oggi: luglio. Luglio di tutti è il mese che preferisco, perché il più leggero, il più caldo, soprattutto perché il più luminoso. Già, la luce di luglio è particolare e non ripetibile.

Soprattutto, pensando alle cose belle che verranno, a #ER16, alle mie camminate solitarie sui monti, al mio rifugio tra i monti che è luogo di partenze e di ritorni, il cuore mi si allarga. Luglio è il mese della leggerezza e della luce, ecco.

Le sensazioni, quelle sì sono importanti. Ieri mi sono lasciato alle spalle, per un po’ almeno, le gare di golf e lo stress che ultimamente mi hanno provocato, o per meglio dire ho elaborato l’idea che il golf in sé non è più assolutamente wow! per me – non in questo momento.

Ecco, allora, le sensazioni sono di leggerezza incipiente, di pensieri leggeri e luminosi. E la leggerezza porterà a riflessioni calme, che a loro volta porteranno a progetti […] continua a leggere »

#ER16

estate
Abbiamo fatto la pazzia, e la responsabilità è innanzitutto mia.

Tutto trae origine da un pensiero: vedere mia figlia piccola così spensieratamente bambina, innocente e felice nei suoi giochi (“La vita è fatta solo di giochi”, ha detto alla mamma non più tardi di un mese fa), e capire, sapere che è al limitare dell’infanzia, che questa sarà forse l’ultima sua estate di bambina; e allora cercare di fermare il tempo, e fermarlo io so che si può solo mirando a viverlo nella sua pienezza intera, nel suo andare, nel suo flusso naturale, con l’idea (forse infantile, e certamente ingenua) che tutto questo contribuirà a rinforzare i miei ricordi di lei quando bambina non sarà più.

Allora abbiamo invitato nel nostro rifugio tra i monti la sua classe intera, per una settimana che è quasi qui. Ed è stato un successone di adesioni: nella prima settimana di luglio saremo in compagnia di ventidue diconsi ventidue bambini scorrazzanti, urlanti, ridenti, felici intorno a noi.

Bambini felici.

Ecco, alla fine delle fini mi sembra che essere genitore sia questo. […] continua a leggere »