Il mio prossimo libro

Il 17 luglio 1949 Cesare Pavese scriveva agli amici Adolfo ed Eugenia Ruata, riferendosi alla nascitura Luna:

Io sono come pazzo perché ho avuta una grande intuizione – quasi una mirabile visione (naturalmente di stalle, sudore, contadinotti, verderame, letame ecc.) su cui dovrei costruire una modesta Divina Commedia.

Mooolto più umilmente, io ho un libro che mi sta crescendo tra le mani ed è decisamente più ampio rispetto al progetto iniziale. Rotti gli indugi, è una sorta di vademecum per il professionista (non solo traduttore).

Il Gianni-pensiero, insomma, dal titolo provvisorio e dall’indice abbozzato, ma che cresce a vista d’occhio.

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