Cantata dei giorni dispari

Ricevo ex abrupto, qualche giorno fa, una mail da un cliente americano con cui abbiamo smesso da anni di collaborare per via della solita questione dei prezzi (e io sono stufo di riparlare di queste cose con chi non sa dare valore al lavoro non solo di altri, ma soprattutto proprio):

Dear Giovanni,

I hope this e-mail finds you well.

I would like to ask for you independent opinion. Please have one of your qualified linguists evaluate the document above. It has five columns: the original English text, original translation, editorial changes of the client, opinion of the original linguist of the editor’s changes and the very last column is yours. Please evaluate these changes and objectively tell who is right here.

We will pay $25 for this job.

Please confirm if you are able to deliver by Monday morning (US Eastern Standard time).

Thank you in advance,

È riportata precisa precisa, non ho cambiato nemmeno una virgola. È purtroppo un segno dei tempi. Non saprei che commentarla con le parole di Antonio Piscopo, personaggio di Eduardo:

Mannaggia la testa del ciuccio! e lo fate apposta. Io non è che per orgoglio non confesso una debolezza mia, che me ne importa a me? All’età mia mi metto a fare l’educato? Ma è che mi sono scocciato di dirlo. Io aspetto tanto la domenica per mangiarmi un piatto di maccheroni con Rocco vicino a me… un piatto di maccheroni, questo è tutto. […] Scherzate, scherzate… Mi sembra di sentirvi: “Povero nonno… ti ricordi quanta collera che si prese quella domenica?” E lo direte ridendo perché siete sicuri che non ci sono più e non vi posso rispondere. Ma può essere pure che mentre lo dite vi pigliate una scivolata e vi rompete la testa, e sono stato io dall’altro mondo, che ve l’ho fatta rompere. Statevi accorti.

Lascia un commento