Le leggi di Davico

L’idea (presuntuosa al limite della vanagloria, lo so) di formulare delle “leggi” mi viene da lontano. Tanti anni fa Nicola Poeta parlò di un “teorema” che avevamo elaborato assieme, una via di mezzo tra la scienza e la goliardia:

Il costo a parola di partenza equivale al costo a cartella diviso 2, utilizzando il centesimo di euro come unità.

Quello era il primo teorema di Davico, o più precisamente di Davico-Poeta. So che c’era, ma non ricordo qual era il secondo. Tant’è: evidentemente però l’idea di cercare delle regole nel mondo mi è rimasta, e per il mio ultimo libro ho elencato cinque leggi:

Legge di Davico numero 1, o della ricchezza
La vera ricchezza è data dal tempo che hai a disposizione, non dai soldi.

Legge di Davico numero 2, o del tempo
La mancanza di tempo non è altro che mancanza di priorità.

Legge di Davico numero 3, o del lavoro
NON – sì, non – lavorare duro.

Legge di Davico numero 4, o della zucca
In qualunque ambiente professionale, il 90% dei professionisti è zuccone.

Legge di Davico numero 5, o dell’indipendenza
Mettersi per conto proprio è la strada ineluttabile verso la libertà e la felicità.

Com’è logico (e come mi auspico), incontreranno molte resistenze, storcimenti di naso e così via. Del resto io preferisco trovare qualcuno che non è d’accordo con me e mi dica la sua opinione motivata piuttosto che mi si dica che ho ragione (o la conoscenza non progredirebbe).

Insomma per me sono assiomi, di cui verifico continuamente la veridicità: mi aiutano a lasciare il mio segno nel mondo, e ho la pretesa di ritenere che servano anche ad altri.

Commenti

sabina ha detto:

Le tue leggi mi piacciono. Da un certo punto di vista, potrei farle anche mie. Le sottoscriverei, insomma. Tuttavia il mio dubbio, o resistenza – come dici tu – si colloca a monte dei tuoi enunciati. Davvero è possibile produrre la felicità, la libertà e la pienezza di vita applicando regole e assiomi? Dalla mia esperienza personale e dall’osservazione quotidiana delle giovani esistenze che passano sui banchi di scuola, davanti ai miei occhi, mi pare di cogliere che il mistero del cuore umano domini su tutto, che non si lasci ridurre in alcun modo all’interno di raccoglitori ordinati, numerabili, quantificabili né categorizzabili.

Ci si prova, come dici nel tuo post odierno su Facebook. Si rifuggono i determinismi (gli oroscopi, come li chiamo io), ma si fatica.

giannidavico ha detto:

Ecco, siamo d’accordo sul fatto che arrivare a delle conclusioni “definitive” (sia pure tra virgolette triple) sia impossibile, ma non è questa la mia pretesa.

Il libro è nato da una semplice constatazione: passati i quarant’anni mi sono reso conto che capivo (o, ciò che è lo stesso, credevo di capire) molto meglio i meccanismi del mondo. Insomma, quel che prima mi appariva incomprensibile da allora mi sembra più alla portata, più gestibile, più “semplice”.

Jacob Burak dice: “Il segreto del successo, secondo me, è che non c’è nessun segreto, e chiunque arrivi in cima si accorge che non c’è nessuna cima”. Ecco, alla fine di tutto, fatti tutti i discorsi e i ragionamenti possibili mi sembra che si ritorni al punto di partenza (al mistero del cuore, come dici tu).

Però queste “leggi” valgono come indicazioni di percorso, come suggerimenti di cui si può tenere conto oppure che si possono bellamente ignorare. Io trovo che per me funzionano, altri diranno il contrario e tutti, comunque, avremo avuto ragione.

Peter Eustace ha detto:

Salve Gianni, finalmente qualcuno che mete l’enfasi sul “tempo” e non sul “denaro”!

Luigi Muzii ha detto:

Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.
Cyril N. Parkinson

Corollario: più tempo si ha a disposizione, più se ne spreca.

giannidavico ha detto:

È per questo che esistono le leggi di Davico! megaROTFL

Giovanni Zucca ha detto:

“Corollario: più tempo si ha a disposizione, più se ne spreca.”

proprio vero, maledizione!!!

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