Gen 24

Nei giorni scorsi mi sono capitati due fatti molto simili tra di loro. Avevo preparato due preventivi (di qualche migliaio di dollari e di euro rispettivamente), che poi non si sono tramutati in ordini perché le offerte concorrenti erano più basse del 60 [sic] e del 40%.

Ora, io faccio questo mestiere da quindici [di nuovo, sic] anni e sono convinto di aver già assistito a tutte le situazioni possibili in questo campo. Anche questa non mi è nuova. Forse i clienti torneranno dopo che i loro clienti che leggeranno quei testi avranno riso (dal punto della teoria economica non è sensato che un prodotto costi il 60% in meno di un altro simile, a meno che io non sappia più fare i calcoli o che l’altra offerta sia priva di sostanza), o forse no.

Tutto sommato non lo ritengo importante. Non cambia la percezione che ho di me. Non è importante il fatto di non aver preso i lavori – i clienti vanno e vengono –, è invece fondamentale l’interpretazione che noi diamo ai fatti.

E la mia interpretazione è stata questa: ci ho rimuginato su per mezz’ora, poi mi sono detto che avevo fatto le cose per bene, avevo fatto tutto il possibile per accontentare il cliente, offrirgli un servizio (che io reputo) ottimo e ottenere un giusto guadagno per il mio lavoro. Non potevo rimproverarmi nulla.

Allora non me la sono presa per niente. Sono stati due semplici incarichi non ottenuti (per quanto di una certa entità), ma non hanno nulla a che vedere con me, con la mia essenza. E ho pensato alla provvidenza in senso goethiano:

Fino a che uno non si compromette c’è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia. Rispetto ad ogni atto di iniziativa c’è solo una verità elementare, l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani. Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.

Risultato: nel giro della mezz’ora successiva ho preso altri tre ordini. E sono passato oltre.


8 commenti “De aestimationibus”

  1. Laura Fenati ha detto:

    Ben detto e ben fatto!

  2. silvina ha detto:

    Anch’io ho fatto ben 4 preventivi nel corso di gennaio che non sono andati, ed ignoro a quale prezzo siano stati assegnati il lavoro…
    Anch’io penso che i clienti ‘vanno e vengono’ e che uno debba proseguire per la sua strada, in modo fermo…
    Comunque la piega che sta prendendo il mercato in generale è preoccupante….
    Cari Saluti da Loano, dove splende il sole 🙂
    s

  3. Luigi Muzii ha detto:

    La tua esperienza dice anche, in fondo, che Marchionne ha torto, ovvero che non la racconta tutta e giusta, e con lui una gran quantità di sedicenti “imprenditori”.
    I ribassi di cui parli, comunque, sono una delle ragioni che mi hanno indotto ad abbandonare, di fatto, il settore, dedicandomi a pochi selezionatissimi progetti o limitandomi ad “aiutare” gli amici.
    È anche la ragione per cui ho, almeno temporaneamente, chiuso il blog.
    Giovedì ho assistito alla tavola rotonda “Shrinking the triangle” cui ha preso parte pure Renato e mi sono limitato a porre una sola domanda alla fine: “non è ora di cambiare il modello di pricing e, forse, anche quello di business?”

  4. giannidavico ha detto:

    Di Marchionne non so; a me semplicemente non interessa lavorare solo sul prezzo, la trovo una strategia suicida. L’idea centrale del post è che se si perde un progetto dopo aver fatto tutto il possibile ci si può anche perdonare e passare oltre, le risorse sono comunque dentro di noi.

  5. jomonrad ha detto:

    sono d’accordo. Non è possibile competere con chi gioca al ribasso. Programmi tipo Trados, persone ignorante disposte a tutto, agenzie che offrono prezzi ridicoli sul web. L’unico ora è puntare sulla qualità e sulla specializzazione. Bello anche la citazione. Ciò detto, mi sembra di percepire sempre meno interesse per la qualità e più interesse x la quantità a basso prezzo e comincio a pensare che forse è arrivato l’ora di cercare qualche altro campo di lavoro.

  6. sabina ha detto:

    Sono d’accordo, ma anche no. Sono d’accordo che si debba tirare oltre. Troveremo altri lavori e altre opportunità. O almeno lo speriamo. Fin che dura, perché Luigi è la quarta persona che sento in dieci giorni ad avere lasciato la professione. Non sono d’accordo con l’affermazione che chi offre il 40% debba necessariamente essere scarso. Più e più volte in 20 anni di esperienza ho visto che questa equazione conta numerose eccezioni.

    [Questa settimana assieme a una collega abbiamo intercettato una buona traduttrice cui abbiamo chiesto quale prezzo stesse praticando nella combinazione DE>IT. Udite, udite: 0,025 euro a parola di partenza. Eppure traduce bene, si pone le giuste domande terminologiche. Ha sempre fatto la traduttrice, conosce bene lingua d’arrivo e lingua di partenza.]

  7. […] proprio così, e per te? Per smuovere un po’ le acque forse può aiutare questo breve testo riportato ieri da Gianni Davico, che arriva come morale alla favola o come incipit di una nuova storia: Fino a che uno non si […]

  8. […] proprio così, e per te? Per smuovere un po’ le acque forse può aiutare questo breve testo riportato ieri da Gianni Davico, che arriva come morale alla favola o come incipit di una nuova storia: Fino a che uno non si […]

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