Dicono le agenzie

L’8% del mio fatturato di quest’anno è andato in crediti che non verranno mai più riscossi. (Requiescant in pace.) Qualche altro punto percentuale è di clienti che ci marciano.

(Per me non sono perdite, preferisco considerarli soldi spesi nella mia formazione.)

Dicono le agenzie.

Un traduttore un giorno mi ha detto che avrei dovuto fare un fido per pagare le fatture in sospeso. Dal punto di vista etico-morale il ragionamento non fa una grinza. Allora io però dovrei dire la stessa cosa al mio cliente. E lui che fa? Ride. (Vallo a contattare, chi ci marcia: è in perenne riunione, un dinosauro nell’era digitale.) E io che faccio? (Certo, ho già abbandonato quel cliente ma intanto la fiducia c’era, il lavoro è stato fatto eccetera.)

Agenzie maledette.

Se le agenzie non avessero senso economico non esisterebbero. Ho superato i quindici anni di questo mestiere, mi sento quasi un veterano e sento sempre gli stessi discorsi. Ma alla fine mi sembra che tutto si risolva in poche parole: se sei un traduttore hai un’impresa, per quanto piccola, dunque accetti il rischio e il fatto che a volte le cose possano non andare come pianificato.

Puoi cambiare il mondo partendo dal tuo piccolo, ovvero non lavorando con chi non ti ispira fiducia. A volte sono scelte difficili, ma pagano (appunto) sul lungo periodo.

(Insomma: non sono le agenzie, sei tu. Fine.)

Commenti

Luigi Muzii ha detto:

The long run is a misleading guide to current affairs. In the long run we are all dead.
John Maynard Keynes

I traduttori sono imprenditori? Allora, a maggior ragione, lo sono “studi” e “agenzie” che devono agire secondo i principi e la condotta delle imprese, a cominciare dai pagamenti. Invece, entrambi usano ritardarli o evaderli come mezzo di autofinanziamento.
Hai ragione a dire che si sentono sempre le stesse cose: tu le senti da quindici anni, io da trenta, ma dipende dal fatto che il settore è il più conservatore che conosca.
Certi discorsi, per essere credibili, occorre innanzitutto farli prima con se stessi.

giannidavico ha detto:

Esatto: infatti il motto “non sono le agenzie, sei tu” lo applico innanzitutto a me stesso. Per il resto sono semplici spunti di riflessione, fatti sempre con l’idea che dall’urto nasca una più energica morale. Tutto qui.

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