Mah

VLUU L110  / Samsung L110
Sto rileggendo, sfogliando – centellinando è il termine più preciso – le vecchie copie di Inc. È una storia d’amore che è nata nel 1998 a Philadelphia. Fu amore a prima vista: io vidi quella rivista e in un momento intuii che lì dentro c’era un mondo.

Quel mondo era fatto di adrenalina che scorreva, di storie di grandi uomini e grandi donne che facevano l’America, era la proiezione, l’idealizzazione del mio essere imprenditore. Io come volevo essere ed essere visto.

È stato bellissimo. Letture appassionanti, libri, conferenze, conversazioni, conoscenze.

Ora però il tempo è passato, io sono cambiato e in quei numeri vedo evidenziazioni che ho fatto e che adesso non mi dicono più nulla. Un po’, si parva licet, come l’ingegner Luciano De Crescenzo all’IBM alla fine degli anni Settanta.

Ripensando ora alla mia storia professionale, vedo che ho realizzato solo il 10% di quel che pensavo, e forse solo il 5% (“Vissi al cinque per cento”, direbbe Montale) di quel che avrei potuto.

Ora vorrei evitare a quelle riviste di finire nel cassonetto della carta straccia: mi piacerebbe trovare un/una giovane – un/una me con vent’anni di meno – che alzasse la mano e mi dicesse io, dai a me quelle riviste. In cambio vorrei solo la promessa solenne che verranno lette e pensate, così da coltivare dentro di me la speranza che qualcun altro possa fare meglio di quel che ho fatto io.

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