Escolo de Sancto Lucio de Coumboscuro

escolo
Allora: in una parola qui, in questo luogo magnifico e (apparentemente) solitario delle nostre valli, c’è bisogno di tutto. Ma facciamo un passo indietro.

L’avventura ebbe inizio circa sessant’anni fa, quando lou magistre, Sergio Arneodo, disse ai suoi allievi di allora che riempivano la piccola aula scolastica:

Da encuéi coumensé co a scrive ente la lengo que vous a moustrà vosto maire.
(Da oggi incominciate anche a scrivere nella lingua che vi ha insegnato a parlare vostra madre.)

L’Escolo di Sancto Lucìo de Coumboscuro è un’avventura straordinaria, che risalta la diversità (la società ci vorrebbe tutti omologati, tutti macdonaldizzati e perfettamente allineati ma non è detto che tutti si sia d’accordo con questa esigenza) e va avanti grazie all’impegno di persone che hanno capito (meglio, che sanno per istinto e conoscenza) che la montagna ha un valore.

Il futuro di questo progetto è difficile e incerto, ma il progetto è magnifico e va sostenuto. C’è bisogno di tutto ma c’è una maniera bellissima per aiutare la scuola e nello stesso tempo ricavarne benefici anche materiali: comprare dei prodotti di aziende agricole che la sostengono (avendone tra l’altro anche un vantaggio fiscale). Qui le istruzioni.

Io l’ho fatto – ho cominciato proprio sabato. Poca cosa, ma è stata la prima di tante volte. Perché la montagna è una risorsa, perché la diversità culturale è un valore, perché l’omologazione non è d’obbligo.

Quando penso a Mauro Arneodo, anima dell’intero progetto, non mi può non venire in mente il verso di Orazio:

Aut insanit homo aut versus facit.

E non è tutto: quando lui mi ha presentato il progetto del dizionario provenzale, dove per esempio trovi millanta maniere in uso sulle nostre montagne per descrivere la neve, ho pensato che quest’altro progetto affascinante è un risvolto della stessa faccenda, la tutela delle infinite sfaccettature che compongono la vita sulle nostre montagne. Risorse che non moriranno fino a che persone come lui, e coloro che come lui si dedicano a progetti come questi, continueranno a dare l’anima nonostante tutte le difficoltà per una realtà in cui credono.

Aut insanit homo aut versus facit, già. Ma quell’uomo è tutt’altro che pazzo.

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