Il marketing di oggi e di domani

Tu sei lì tranquillo in macchina che conversi amabilmente con tua figlia e ti telefona un venditore perché un giorno, tanto tempo fa, avevi comprato qualcosa da loro, e vuole proporti questo e quell’altro prodotto. Tu dici che non hai il budget ma la persona no, insiste, vuole (meglio: deve) vendere. Tu molto tranquillo gli dici allora di toglierti, per favore e per sempre, dalla loro lista.

La vendita fatta in questo modo non può più funzionare. Seth Godin ce l’ha spiegato bene tanti anni fa (anzi, lui ci ha pure costruito una carriera sopra), e in ogni caso oggi sappiamo che non funziona e non ha un futuro (nemmeno un presente, peraltro).

Basta, non se ne può più! Io espongo la mia merce sul bancone (elettronico), faccio soft marketing offline senza vendere nulla ma rispondendo alle domande di chi può essere potenzialmente interessato; ma non farò né farò mai più fare telefonate a freddo, sperando che dall’altra parte la persona non stia aspettando altro che io gli magnifichi le caratteristiche delle mie traduzioni.

Commenti

Luigi Muzii ha detto:

Il marketing di cui sei stato soggetto, e di cui anche io, insieme a tanti altri, sono vittima quotidianamente, funziona per alcune categorie di prodotti e per alcune tipologie di clienti.Io ho imparato a farmi violenza e a metter giù la cornetta dopo aver detto, per esempio, "sto cenando, non è il momento" e, vista l'insistenza, "grazie, allora non mi interessa". L'educazione che ho ricevuto vorrebbe che ascoltassi pazientemente e che gentilmente declinassi l'offerta a ogni rilancio, ma avverto il superamento del limite della tollerabilità e arrivo a giustificare anche un comportamente che in altri giudicherei biasimevole.Il problema è che non c'è guru che tenga: i programmi di marketing sono spesso realizzati da persone affatto lontane dai clienti che vorrebbero raggiungere, eppure estranee ad essi. La mia personale e per questo, lo so, improduttiva polemica sull'EMT nasce dalla stessa considerazione applicata a questo settore. Se prima di disporre campagne aggressive si studiassero i dati di mercato, le tendenze evolutive della clientela, massime in termini di età e censo, e ci si concentrasse sulle fasce realmente sensibili, i risultati sarebbero ugualmente efficaci, senza produrre i danni di immagine provenienti dall'azione "a tappeto". Purtroppo, però, è la massimizzazione (orribile calco) dei risultati a fare da traino perché è ai numeri alla grossa che si fa attenzione.Sono anni che, per spiegare certe assurdità, rivolgo la stessa domanda: è meglio il 95% di customer satisfaction o il 75%?Ma ottengo, ahimè, sempre la stessa risposta, sbagliata.

Gianni Davico ha detto:

È tutto vero e condivisibile ciò che dici. Aggiungerò solo che gli strumenti che abbiamo oggi cambiano le regole del gioco, e non tenerne conto è un danno a sé stessi.Personalmente mi fanno un po' sorridere questi "venditori", e su tutti i poveretti della Telecom che, per 800 euro al mese, devono dire che "siamo cambiati, ora le cose sono differenti, provi i nostri servizi!" Mamma mia che tristezza.

Gianni Davico ha detto:

Altra cosa: se (il cielo non voglia!) io fossi responsabile delle vendite di una qualunque azienda, lascerei da parte tutte le balle e direi – imporrei – ai miei venditori di guardare questo video: http://garyvaynerchuk.com/post/280638196/gary-vaynerchuk-le-web-keynote

[…] resta il marketing. E il marketing non è (quantomeno non è più, se mai lo è stato) rompere le scatole ai clienti, ma è fatto di strumenti molto più soft come un sito ben fatto, una tagline efficace nelle mail, […]

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