Gen 23

foto di Cristina Caimotto


Be’, io sabato mattina avevo preparato il post per oggi, era un post normale, come tanti, dove dico le mie opinioni e il mondo continua.

Ma alle due del pomeriggio il ragazzo che viene dall’isola mi dà la ferale notizia: David Henderson è mancato ieri sera.

Ecco, questa cosa è proprio grossa, ci lascia senza fiato e parole. Io… io conoscevo David anche se non troppo bene, l’ho incontrato alcune volte e abbiamo lungamente scambiato pareri ma le cose si sono fermate a quel punto, alla conoscenza cordiale che precede l’amicizia. Succede, niente di male in questo; ora però sapere che questo grande traduttore, amico di tantissimi traduttori, persona onesta, retta, di cultura eccelsa, intelligentissima e soprattutto ironica e autoironica non è più qui, sapere questo è un fatto difficile da digerire.

Allora ho pensato ai momenti belli passati insieme, al raduno Langit a Casa Scaparone per esempio, e ho dato un senso minimo ad un fatto che non ha spiegazioni: conoscerlo è stato un raro privilegio.

Tutto ciò significa probabilmente che dobbiamo dare valore, molto valore, assoluto valore, ad ogni singolo momento che ci è concesso, perché domani potremmo non essere più qui a raccontarlo. O forse non significa nulla, chi sa.

E che il sonno, David, ti sia leggero.


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16 commenti “David Henderson, in memoriam”

  1. Petra Haag ha detto:

    Grazie Gianni per averlo ricordato così!
    RIP, David.

  2. Kristina Pisa ha detto:

    Grazie Gianni

  3. Sabina ha detto:

    L’ho conosciuto grazie al raduno che organizzasti a Torino molti anni fa. Lo ricordo anch’io così, molto intelligente e ironico. Già, qualcuno se ne va.

  4. Alliandre ha detto:

    Grazie Gianni per questo ricordo. Non l’ho mai conosciuto di persona, ma era un vero piacere leggerlo su Langit.

  5. Marina ha detto:

    Anche per me l’ultimo ricordo di David è a Casa Scaparone, sembra ieri, ma era quasi sei anni fa…

  6. Maria Luisa Dell'Orto ha detto:

    Grazie Gianni!

    Grazie anche a te David, di tutto l’aiuto e la grande competenza che ci hai offerto!

    Rest in Peace!

  7. Zu ha detto:

    grazie, Gianni, per averne scritto così

  8. Raffaella ha detto:

    Non l’ho conosciuto, ma ho sempre avuto la sensazione che emanasse “luce”…

  9. Mirella ha detto:

    Le attestazioni di stima e di affetto che continuano ad arrivare sulle liste italiane e straniere che David frequentava sono commoventi. David ha lasciato un segno profondo nelle nostre vite, personali e professionali, e non sarà dimenticato.

  10. Giovanni Guarnieri ha detto:

    Non ho mai conosciuto David personalmente, ma ho sempre apprezzato i suoi interventi professionali e a volte iconoclastici su Langit. Ci mancherai.

  11. Margherita Perasso ha detto:

    Avevo conosciuto David a casa sua anni fa in occasione di una serata tra traduttori. I suoi preziosi consigli mi hanno aiutato a districarmi all’inizio della mia carriera di freelance.
    Continuerò a scrivergli sulla lista del cielo e sono sicura che, come sempre, mi risponderà e mi aiuterà.
    Ciao David!
    Grazie Gianni del bel ricordo.

  12. Ivor Coward, Venice ha detto:

    Thank you Gianni for putting it all down so well.

    David was striking. In a moderate sort of way.

    Ivor

  13. David, il commiato ha detto:

    […] David Henderson, in memoriam gen 30 […]

  14. Teresa Rinaldi ha detto:

    E’ giunta l’ora di andare …io a morire, voi a vivere, che cosa sia meglio dio solo lo sa (Platone)

    Gianni mi unisco a te e agli altri …….

    Ciao David e buon viaggio …

    Teresa

  15. M. Cristina Caimotto ha detto:

    Ho ricevuto questa orribile notizia solo oggi, perché la foto che hai caricato era stata scattata da me e tutti han pensato che io sapessi (grazie, Gianni per aver messo proprio questa mia foto – ricordo , tra la’ltro, di una bellissima serata) così nell’era dell’iper informazione la notizia non mi ha raggiunta prima…
    David è stato un mio insegnante, un maestro, un collega, un amico. Ora son troppo triste per raccontare gli aneddoti allegri con cui voglio rimanga nella mia memoria, ma tornerò presto a scriverli.
    Un grosso abbraccio a Paola,
    M. Cristina

  16. giannidavico ha detto:

    Ecco, proprio scrivere del maestro, del collega, dell’amico credo sia fondamentale, perché le parole mantengono vivi i ricordi e li cementano. Sei invitata a farlo anche qui se vuoi, quando vuoi.

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